Immagini in diretta da Via D’Amelio appena dopo la Strage del 19 Luglio 1992 e i funerali di Paolo Borsellino e dei 5 agenti della scorta: Esplosione di rabbia del popolo palermitano: Fuori la mafia dallo Stato!!!!

Palermo-Mafiosi, io vi perdono, solo dovete mettervi in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare, cambiare, cambiare, dovete cambiare radicalmente i progetti di morte che avete” sono parole pronunciate come fossero un grido sussurrato tra le lacrime da Rosaria Costa, 22 anni, il 25 maggio 1992 nella chiesa di San Domenico di Palermo. Quel giorno si celebrano i funerali di Giovanni Falcone, della sua compagna Francesca Morvillo, e degli uomini della scorta che avevano perso la vita nella strage di Capaci di due giorni prima. Rosaria Costa è la vedova di Vito Schifani, uno dei tre agenti della scorta. Dopo le sue parole la gente che assiste ai funerali viene attraversata da un brivido d’emozione e di indignazione e tenta di forzare i cordoni di sicurezza che proteggono i politici presenti alla cerimonia. Tante voci urlano: “Giustizia!”.

Paolo Borsellino confidò a don Rattoballi qualche tempo dopo che le parole di Rosaria avevano scosso le coscienze di alcuni mafiosi in carcere: “anche i più duri stanno crollando, bisogna insistere”.

Borsellino intensifica le sue indagini, continua a interrogare pentiti. Secondo il pm Luca Tescaroli, che ha coordinato le indagini sulla strage di Capaci, è fondamentale la data del 25 giugno. In quella data Borsellino incontrò nella caserma Carini i vertici dei Ros; l’ipotesi è che questi gli abbiano parlato di un compromesso possibile tra Stato e mafiosi. Borsellino lo rifiuta con decisione. Il pentito Giovanni Brusca, in un interrogatorio del 19 marzo 1999 affermerà che Borsellino sarebbe stato eliminato perché rappresentava “un serio ostacolo lungo la strada della trattativa tra Stato e mafia”. Borsellino continuava a lavorare, nonostante fosse stato informato che a Palermo era arrivato “il tritolo per lui”. Alla moglie Agnese disse: “Ho capito tutto, mi uccideranno. Ma non sarà una vendetta di mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.” Borsellino dice a colleghi e familiari che il procuratore di Palermo Pietro Giammanco gli rende molto difficile il lavoro di indagine. Lo stesso procuratore non lo informa di una minaccia di morte di stampo mafioso che indicherebbe come vittime Salvo Andò, il pm Antonio di Pietro e lo stesso Borsellino.

Il pomeriggio del 1 luglio 1992 Borsellino deve incontrare Mutolo, detto il “barone”, un pentito che ha anticipato di voler fare dichiarazioni esplosive su un Domenico Signorino e Bruno Contrada, un giudice e un poliziotto divenuto numero tre del SISDE. L’interrogatorio viene interrotto da una telefonata: Borsellino è richiesto al Viminale. Quando ritorna, dopo qualche ora, Mutolo dice di averlo visto “arrabbiato, preoccupato, sconvolto”.

Domenica 19 luglio 1992, intorno alle ore 16:55 Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta muoiono in un attentato, scoppiano degli esplosivi in via Mariano D’Amelio, davanti alla casa della madre del giudica.

Un mese prima Borsellino è a cena col suo collaboratore Antonio Ingroia. Gli viene detto che il cuoco lo vuole incontrare. Quando si stringono la mano il cuoco, un signore anziano, si mette a piangere. Poi iniziano a parlare come se fossero vecchi amici. Borsellino dirà ad Ingroia: “ha voluto dirmi che i palermitani onesti, i padri di famiglia, sono al nostro fianco”. (Art. di Daniele Pallotta)

L’Appello di Agnese Borsellino: “Ho tanto meditato e dopo diciassette anni solo oggi in cui mi sembrano maturi i tempi, chiedo in ginocchio ai collaboratori di giusti…zia, complici e non della strage di Via D’Amelio, di far luce sui mandanti e su coloro che hanno voluto la strage annunciata. Dire la verità è un’azione di grande coraggio, lo stesso coraggio posseduto dai carnefici nell’organizzare ed eseguire un’azione di guerra. Aiutateci, la vostra collaborazione sarà un atto di amore, le prove in vostro possesso fatte pervenire agli onesti restituiranno dignità a questa nazione e ci renderanno liberi dai ricatti e da quel sottobosco in cui gli interessi personali coincidono con la cultura della morte“.

Leggi art. correlato: Nella trattativa Mafia-Stato il vero motivo della Strage di via D’Amelio?

Le clamorose ed inquientanti rivelazioni della puntata di Annozero dedicata alla mafia e alle ”verità nascoste” . “Prima di essere ucciso Borsellino venne a sapere della trattativa mafia-stato”(clicare quì per aprire e leggere l’articolo)

BIBLIOGRAFIA: L’agenda rossa di Paolo Borsellino- autori: Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza

Video dedicati a Paolo Borsellino-Per non dimenticare

Video 1: Paolo Borsellino  ricorda con toni accesi la figura di Giovanni Falcone e parla della sua condizione di “condannato a morte”

Il 19 luglio 1992, con la strage di via D’Amelio muore Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista Micromega,  ricordando con toni accesi la figura di “Giovanni Falcone” parlò della sua condizione di “condannato a morte”. Sapeva di essere nel mirino di cosa nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate.

Video 2: Paolo Borsellino si scaglia contro i politici

Video 3: Paolo Borsellino: Lezione sulla mafia

Video 4: “C’é un bisogno di cambiare “(in memoria di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e di tutte le vittime delle stragi di mafia e dello stato di potere)

Video 5: Paolo Borsellino, la Strage di via d’Amelio e funerali

Video 6: Folla inferocita contro i politici ai funerali di Borsellino: “Fuori la mafia dallo Stato!”Il Giudice Antonino Caponetto: “E’ finito tutto…”.

Video 7: VESCOVO MESSINA FUNERALI DI STATO: Restituiteci la SERENITA”!!!

Per altre info visitare il sito: http://www.19luglio1992.com/

“Omaggio a Paolo Borsellino alle vittime della Strage di Via D’Amelio e a tutte le vittime delle mafie e dello stato di potere a cura del Coordinamento e della Redazione del portale: Alto Casertano-Matesino & d”

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