La più grande raccolta di sempre in Italia si conclude con una manifestazione in piazza Navona. Organizzatori: «Subito una moratoria contro decreto Ronchi».

ROMA – Una diga fatta di scatole, un muro simbolico (vedi foto 1, cliccare sopra per ingrandire: autore Andrea Pioltini, fotoreporter) per contenere le conseguenze dell’applicazione del decreto Ronchi sulla privatizzazione della gestione delle risorse idriche. È stato questo, insieme a dodici striscioni distesi sui sanpietrini di piazza Navona lo sfondo della manifestazione per l’acqua pubblica organizzata lunedì dal Comitato promotore dei referendum. Un momento di riflessione che ha preceduto la consegna ufficiale del milione e 400mila firme raccolte per la richiesta di referendum in Corte di Cassazione (foto 2, cliccare sopra per ingrandire: autore Andrea Pioltini, fotoreporter) .

LA PIU’ GRANDE RACCOLTA FIRME -Le firme depositate alla Corte di Cassazione 1.401.432 di firme, raccolte per ciascuno dei tre quesiti referendari sull’acqua pubblica. La raccolta firme per la ripubblicizzazione dell’acqua, partita tre mesi fa, il fine settimana del 24 e 25 aprile, ha visto impegnati su tutto il territorio italiano migliaia di volontari che hanno organizzato banchetti, manifestazioni, dibattiti sull’acqua bene comune dell’umanità. «In tre mesi – spiega Guido Barbera, presidente di ‘Solidarietà e Cooperazione Cipsi’ – abbiamo raccolto il maggior numero di firme rispetto a tutte le altre esperienze referendarie italiane. Con il migliore dei presupposti possibili comincia da qui l’avventura, un lungo percorso che ha come prossima tappa 25.000.000 di votanti nel 2011. Per alcuni sono solo numeri, per noi sono la storia del nostro futuro!». Barbera è tra i promotori dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua ed è da oltre 20 anni impegnato su questa tematica, promovendo il valore della risorsa idrica come bene comune e diritto umano universale e inalienabile. «Siamo estremamente soddisfatti dell’enorme risposta arrivata dai cittadini – aggiunge Barbera – e dalla società civile italiana su questo tema, che riguarda il futuro di tutti. Una grande mobilitazione, un grande segnale di civiltà e di cittadinanza responsabile, che siamo convinti verrà suggellato il prossimo anno (forse già a giugno) dalla partecipazione di tante persone al voto referendario».

NON SCIPPATECI IL VOTO – Prima di spostarsi davanti alla Corte di Cassazione, per la consegna delle firme, il comitato promotore ha ribadito la richiesta al governo di «emanare un provvedimento per la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum». In piazza Navona, i promotori hanno anche chiesto alla politica di essere messi in condizioni di andare al voto. «Che nessuno inviti gli italiani ad andare al mare. Non scippateci quest’ultimo strumento di espressione – spiega Tommaso Fattori, del Contratto mondiale per l’acqua. «L’attenzione di tutto il mondo è puntata sul nostro Paese – aggiunge – dal quale ci aspetta lo stesso risultato ottenuto dalla Francia sul tema della gestione dell?acqua, cacciare le multinazionali». Un risultato che, attraverso il referendum, arriverà secondo Corrado Oddi, della Cgil. «Quella per i referendum per l’acqua pubblica è la più grande raccolta di firme per un referendum nella storia del nostro paese».

OBIETTIVI DEL MILLENNIO – Per Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, questa raccolta firme ha un valore aggiunto perchè dimostra che «c’è ancora un tessuto sociale, fatto di cittadini, associazioni, partiti, che ha una tenuta e che è la vera base sulla quale poggiare l’uscita dalla crisi». La pensa così anche Paolo Beni, presidente dell’Arci che, al microfono della manifestazione, ha ricordato come «questa nostra richiesta di referendum offre a tutti noi una chance di ricostruire la vita politica del paese portando sul terreno politico e istituzionale le esigenze dei cittadini». Il presidente del Wwf, Stefano Leoni, pone l’accento sulla contraddizione che è insita nella gestione privata dell’acqua, risorsa pubblica per eccellenza. «Le aziende – dice Leoni – sono orientate al profitto che, quando non c’è, porta al fallimento delle aziende stesse. Come si può pensare di fare profitti su un bene pubblico come l’acqua, nei confronti della quale è in corso un movimento mondiale orientato al risparmio. Ricordiamo che l’accessibilità dell’acqua a tutti gli esseri umani è uno degli obiettivi del millennio». (Fonte: Corriere della sera)

Note:

-Vedi quì di seguito il Video Reportage foto dell’ intera manifestazione (di cui in quest’ articolo si anticipa qualche foto) a cura di Andrea Pioltini, fotoreporter, per il ns portale

La nostra zona dell’Alto Casertano- Matese é stata ben rappresentata alla manifestazione romana. E’ stata infatti  presente la Testimonial per la Pace Agnese Ginocchio (nella foto 2 insieme a p. Alex Zanotelli e altri amici partecipanti)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”