Piedimonte Matese(Ce) – Il direttore sanitario Accinni ha mandato in ferie il personale medico. Il sindaco di Piedimonte Matese: ” Dobbiamo unirci tutti, indistintamente dal colore politico e far fronte a queste emergenze…” Il reparto di urologia, dell’ ospedale cittadino oggi chiude per ferie. Riaprirà il prossimo 22 agosto. La scarsità di personale e l’impossibilità di effettuare nuove assunzioni, seppur a tempo determinato, impedisce di sostituire i medici del reparto che dal 2008 non godono di ferie. Così – come conferma il dirigente della struttura sanitaria matesina – Alessandro Accinni – è stato deciso di permettere a tutto il personale di andare in ferie, nello stesso periodo. “In tal modo, ha sottolineato Accinni, anche se il reparto sarà chiuso per una ventina di giorni, sarà poi possibile operare a pieno organico per tutto l’anno. Se avessi mandato in ferie i medici in modo alternato non avrei potuto garantire un adeguato servizio.” Contro la chiusura del reparto sono scattate le proteste della gente e degli amministratori locali. “E’ l’ennesima mortificazione che subisce il nostro territorio maltrattato da scelte dirigenziali che non tengono per niente in considerazione le esigenze della nostra gente e degli utenti di un vasto territorio. Più volte – precisa il primo cittadino di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello – noi sindaci del Matese abbiamo sollevato la carenza sul territorio di personale medico ed infermieristico. Non siamo mai stati ascoltati. La decisione di chiudere un reparto per permettere ai medici di godere, giustamente, delle proprie ferie è un caso più unico che raro e rende ben chiara la drammatica situazione in cui versa la nostra sanità. Purtroppo queste situazioni avranno anche delle ripercussioni sul futuro della struttura ospedaliera. Infatti, tali atteggiamenti comporteranno la diminuzione dei ricoveri e quindi daranno l’alibi per il ridimensionamento dei posti letto”. Il Matese – luogo dove già in passato si sono realizzate importanti azioni come il movimento anarchico italiano del 1877 che si concluse con l’insurrezione di Letino – non ci sta ed è pronto ad assumere iniziative per uscire dal pantano. Nei giorni scorsi i sindaci hanno deciso di dare vita ad un movimento unitario per il territorio: “I sindaci dell’Alto Casertano, conclude Cappello, riunitisi pochi giorni fa, hanno deciso che dal prossimo settembre si uniranno – a prescindere dal colore politico o dalla corrente d’appartenenza, per affrontare le emergenze del territoro, nell’esclusivo interesse delle popolazioni che vengono sempre più emarginate dalla politica regionale e provinciale causa dell’assenza di rappresentanti”. (Fonte: Nuova Gazzetta di Caserta ed.ne del 30′ Luglio 2010)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”