Lettera aperta al Presidente dell’Ente Parco del Matese del prof. Pio Iannitti.

Piedimonte Matese(Ce)- (di Pio Iannitti) Caro presidente (nella foto il presidente Giuseppe Falco) , Anche se non ho il piacere di conoscerla, voglio farle giungere i miei apprezzamenti e i miei ringraziamenti per quanto sta facendo, sia pure da poco tempo, per il Parco Naturale Del Matese. Abbiamo la fortuna, dopo la fallimentare gestione di Scialla, di avere alla giuda dell’Ente Parco “uno di noi”, un uomo preparato e capace ma in cui batte soprattutto il grande cuore matesino e proprio in queste ore difficili deve dare il meglio di se stesso. Leggo dalla stampa della nefasta azione demolitrice dell’ Ente Provincia e la Regione stanno portando avanti per annullare il nostro Ente Parco. Ciò non mi meraviglia. Conosco un poco di storia locale e so che da secoli il nostro è solo un territorio da depredare. Tutti si ricorderanno la razzia delle acque imbrigliate e portate a Napoli ed altrove. Hanno autorizzato l’estrazione del marmo “Verdello” Distruggendo il paesaggio. E così per altre ricchezze della nostra terra. Mai nessuna ricaduta sulla popolazione locale. Il resto: solo limitazioni per i residenti. Hanno costretto ad emigrare i residenti che per millenni hanno contribuito a conservare (come sa fare con amore chi è nato in questi luoghi) la natura incontaminata. L’unica violenza subita dal territorio è stata perpetrata da orde barbariche di turisti “mordi e fuggi” che hanno riempito i posti più belli dei loro rifiuti, distruggendo anche il sottobosco con la raccolta indiscriminata dei suoi prezioai prodotti naturali . leggo oggi, 11 agosto 2010, sul Corriere della Campainia,che il Parco del Matese chiude. Evviva! Finalmente! Era ora che una struttura usata come Ente di compensazione politica, di favoritismi e di altre cose di cui è meglio non parlare, sparisse. Non è una contraddizione in termini quanto ho detto. Ha fatto bene il Presidente Zinzi a fare rientrare in sede i distaccati all’Ente Parco della Provincia. Cosa hanno prodotto negli anni di tranquillo riposo nella sede del Matese? Di persone “raccomandate” ne abbiamo fin troppe. Ha fatto bene Caldoro a non dare soldi. Il Parco Naturale del Matese deve essere autosufficiente. Benissimo! Allora incominciamo col mettere le barriere sulle strade d’ingresso al Parco e incominciamo a far pagare il biglietto per viitare le nostre meraviglie. Incominciao a far pagare la tassa di soggiorno a non rwsidenti. Obblighiamo pseudo naturalisti a farsi accompagnare da guide del posto con funzione anche di controllo quando questi forestieri salgono in montagna per gli “antichi tratturi”. Il Parco deve sopravvivere con quello che ha? Chi ha captato le acque per l’Acquedotto Campano eper il lago di Gallo Matese(bacino idroelettrico che ha occupato il terreno più fertile del bellissimo paese) cominci a pagare il dovuto. Coloro che si recano sul Matese comincino a pagare i prodotti racolti,quali origani, camomilla felce, erbe officinali , etc. non parliamo poi del disboscamento selvaggio (e la Forestale potrebbe essere un poco più vigile) che sta spogliando intere montagne. Diano autorizzazioni per l’installazione di centrali eoliche e fotovoltaiche ai Comuni. Mi fanno ridere coloro che accusano il fotovoltaico e l’eolico perché deturpano l’ambiente. Quando viaggiano, questi signori , si ricordino qualche volta di guardare sulle cime delle montagne: sono piene di antenne di vario genere. Forse quelle non deturpano il paesaggio perché sono delle emittenti televisive di qualche grosso personaggio ? Mi rivolgo Lei, Presidente ma anche a tutte le altre autorità e a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra terra, in special modo i giovani, so che ce ne sono moltissimi, affinchè , invece di piangerci addosso, facciamo la nostra rivoluzione.forse non a caso nei nostri Comuni arrivarono Cafiero e Mamatesta a proclamare la Repubblica Anarchica ( la storica Banda del Matese). Chissà se oggi, con un gesto di anarchia, non si può ottenere ciò che legalmente è dovuto al Matese. Io credo nella forza e nell’intelligenza della nostra terra, credo nella nostra storia e nella voglia di riscatto di tutti noi. Potrei dilungarmi a trattare temi dibattuti a iosa; preferisco invece chiudere con le parole degli anarchici Cafiero e Malatesta: l’arm ve l’imme date e vraccia e tenite si facite, facite e si no ve futtite. ( del Prof. Pio Iannitti, Giornalista)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”