Piedimonte Matese(Ce)- Sulle rive del Lago Matese, in “Loc.Scennerato”, si è svolta dal 20 al 27 agosto la prima fase del Progetto “Migrandata”, promosso dal CEDA (Centro Educazione Documentazione Ambientale) Legambiente di Piedimonte Matese, tra le iniziative di informazione scientifica ed educazione ambientale per l’Anno internazionale della Biodiversità, previste nell’ambito del Programma INFEA Regione Campania 2007-10. E’ stato allestito un campo di inanellamento a scopo scientifico per avere un quadro aggiornato del fenomeno migratorio in un’area di grande valore naturalistico, censire l’avifauna presente e trarre indicazioni di carattere gestionale utili per azioni ed interventi di conservazione della biodiversità del parco. Hanno collaborato alle attività del campo, organizzato da Giovanni Capobianco del CEDA Matese con la supervisione di Rosario Balestrieri, inanellatore riconosciuto dall’ISPRA, tanti volontari e ornitologi dell’ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale), che ha patrocinato l’evento insieme al Parco Regionale del Matese. In appena una settimana sono stati catturati circa 1500 uccelli e censite 28 specie diverse, tra cui Picchio Muratore, Cannaiola, Cannareccione, Verdone, Capinera, Pettirosso, Torcicollo, Forapaglie e, per la prima volta nel Matese, la Cannaiola Verdognola ed il Canapino Maggiore. L’iniziativa di ricerca ha offerto altri dati interessanti, come la conferma del ruolo strategico dei canneti del lago come “dormitorio” privilegiato dei numerosi stormi di rondini che transitano in zona o la presenza incoraggiante di diversi individui giovani di Averla Piccola, specie particolarmente protetta, nati quest’anno sulle rive del lago. La conferma della ricchezza della biodiversità del lago carsico più alto d’Italia richiede maggiori sforzi per garantire una vigilanza e tutela adeguate, in particolare per quanto riguarda la limitazione della circolazione dei veicoli, la bonifica delle aree rovinate dai rifiuti abbandonati dai turisti incivili, il controllo degli scarichi di case e aziende. “Solo un Ente Parco dotato di stabilità amministrativa e di personale e risorse adeguati, può svolgere questo compito e garantire lo sviluppo di un turismo naturalista sostenibile – ha dichiarato il Responsabile del CEDA Matese, Nando Pirro – Ecco perché chiediamo alla Regione di dare una svolta alla sua politica per i parchi, finora inadeguata e contraddittoria” Il campo è stato visitato e apprezzato da tanti turisti e residenti, dal Presidente del Parco Matese, Pino Falco, e da una troupe televisiva incaricata dall’Assessorato regionale all’Ecologia di documentare le attività svolte nell’ambito delle iniziative per l’Anno Internazionale della Biodiversità. I risultati analitici del progetto e delle altre attività di monitoraggio ambientale che riguarderanno il Lago Matese, saranno presentati in autunno in un convegno.(Comunicato da Ceda Matese)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”