Alife(Ce)- (Di Maria Rosaria Martino) “La vita non conta”; questo il titolo di un manoscritto con cui Mario Giovanni Frattolillo (nella foto) da Alife denuncia, con un riflessivo esposto, il preoccupante fenomeno dell’aumento delle morti per cause tumorali nella zona del Matese. E lo fa scrivendo alla Presidente Caldoro della Regione Campania, all’assessore regionale alla sanità, al Presidente del Consiglio Berlusconi, al Ministro della Salute Fazio, come pure all’Arpac ed al Presidente della provincia Zinzi. “Qualche anno addietro ho dato alle stampe un mio scritto: “Dubbi per sempre”, col quale denunciavo il continuo aumento dei casi di tumore tra gli abitanti della Valle del Medio Volturno, sperando che le autorità preposte avviassero almeno un sistematico monitoraggio del fenomeno ed invece… ho dovuto registrare il più completo e totale disinteresse per la materia, quasi che fosse un argomento di pura discussione teorica e non meritevole di un fattivo interessamento da parte delle autorità cui è deputata la cura della salute pubblica. Eppure basterebbe che venisse redatta una semplice statistica delle malattie all’origine dei decessi che quotidianamente si registrano in questo territorio per accorgersi che l’incidenza delle malattie tumorali sulle cause di morte è in continuo aumento – afferma Frattolillo. Eppure negli ultimi venti anni in questa zona della provincia di Caserta non vi è stato alcun elemento nuovo cui possa farsi risalire un significativo cambiamento delle condizioni ambientali: non sono stati realizzati grossi insediamenti industriali possibili produttori di scorie pericolose o emissioni nocive; alla base del tessuto produttivo rimangono l’agricoltura e qualche industria, di dimensioni assai modeste, con produzioni assolutamente non pericolose, per quanto è da sapere. E allora quale è l’origine di un inquinamento che condiziona tanto profondamente la salute pubblica? Il semplice cittadino, però, non può ne deve da solo ricercare gli strumenti per capire dove, e come, si genera questo pericolosissimo inquinamento; può solo prendere atto del fenomeno ed essere in ansia per i propri familiari e, soprattutto, per i propri figli. Da quando ho cominciato a sollevare il problema dell’inquinamento potenzialmente responsabile delle malattie neoplastiche nelle sedi più diverse – nota Frattolillo – ho riscontato un interesse solo marginale ed episodico, quasi che la questione non toccasse minimamente i miei occasionali interlocutori, anche rappresentanti della pubblica amministrazione e/o della classe politica. Mi sarei aspettato che tutti i politici, pubblici amministratori e autorità varie, manifestassero un concreto fattivo interessamento, con il coinvolgimento di tutti gli enti pubblici preposti, primo fra tutti l’Arpac, con la successiva messa in opera di tutte le iniziative più idonee a rilevare e certificare il fenomeno stesso e a individuarne, con dati oggettivi, l’origine. Invece nulla di tutto questo è avvenuto e l’origine, o la causa, del preoccupante aumento delle morti per tumore resta legato nella pubblica opinione ai si dice e/o alle leggende metropolitane. Si dice che nelle montagne a sud del Lago Matese circa trenta anni fa siano stati sotterrati fusti di rifiuti speciali ospedalieri contenenti anche sostanze radioattive, e che col tempo i fusti si siano corrosi ed i liquami in essi contenuti, visto che le montagne del Matese sono costitute da rocce carsiche, finiti nei laghi sotterranei dai quali sono alimentate le sorgenti che danno acqua “potabile” alle condotte pubbliche che servono i nostri comuni. Si dice pure che nella parte molisana del Massiccio del Matese, in un bosco in prossimità di Guardaregia vi sia stata, nei tempi della guerra fredda, una base missilistica segreta degli USA dotata di missili con testate nucleari e che, improvvisamente, sia stata abbandonata forse per qualche incidente ad una delle testate nucleari in essa custodite, con tutte le immaginabili conseguenze per l’ambiente circostante. E poi si potrebbero elencare altri fenomeni preoccupanti, quali il sotterramento di scorie di dubbia origine nei terreni agricoli, all’interno di aree marginali e che contribuiscano a rendere la situazione ambientale sempre peggiore. In questa situazione, negli ultimi venti anni, si è dovuto prendere atto che i morti per tumore sono diventati quasi uno ogni tre, con una inarrestabile progressione che fa veramente paura. Per quanto sopra esposto – conclude Frattolillo – ho deciso di denunciare pubblicamente la totale colpevole inerzia sia degli amministratori locali, provinciali, regionali e nazionali, e la preoccupante sottostima del fenomeno da parte dei competenti organismi sanitari locali e la totale assenza nell’attività di vigilanza dell’Arpac. Spero che gli enti e le Autorità competenti vogliano attivarsi per affrontare questo grave fenomeno con la dovuta solerzia e possano ridare fiducia nello Stato a me e a tanti altri cittadini che si vedono lasciati soli di fronte ad un presente drammatico e ad un futuro ancora peggiore sia per se stessi sia per i propri figli”. (articolo a cura della giornalista Maria Rosaria Martino)

Pubblicato da red. prov. ” Alto Casertano-Matesino & d”