S. Nicola La Strada(Ce)- (di Nunzio De Pinto) Rifiuti, Il ComER SAN NICOLA LA STRADA – Quest’oggi diamo spazio al ComEr che risponde alle affermazioni fatte da Fortini, manager dell’ASIA di Napoli: “Non faremo la “guerra tra poveri”. Quelle 10.000 tonnellate non avrebbero potuto determinare la crisi né aumentare la puzza. Furono prelevati a Napoli per la notte bianca del 2005. Se l’ASIA avesse fatto la raccolta differenziata non sarebbero mai esistiti. Invece di gestire discariche e inceneritori si assuma le proprie responsabilità e ci dica che fine ha fatto l’ impianto di compostaggio di Napoli. Non varrebbe la pena rispondere alle affermazioni dell’Amministratore delegato dell’ASIA Daniele Fortini, riportate in questi giorni da diversi organi di stampa, a proposito dello sversamento a Terzigno di rifiuti provenienti da Lo Uttaro e delle conseguenze che questi avrebbero determinato se non fosse che quest’ennesima strumentale esternazione, su una vicenda tutto sommato marginale nella catastrofe che ci ostiniamo a chiamare Emergenza Rifiuti, non avesse come obiettivo, da un lato un ormai chiarissimo tentativo di scaricare su altri le pesanti responsabilità del management della più grossa azienda di gestione rifiuti in Campania, dall’altro probabilmente il tentativo, più volte messo in atto, di dividere i cittadini campani in lotta per la difesa del proprio territorio e per una corretta gestione dei rifiuti, scatenando la classica “guerra tra poveri” con tanto di rivendicazioni localistiche sulla provenienza dei rifiuti e sulla loro destinazione. Per questo motivo è necessario fare chiarezza, subito! La Cava SARI nel comune di Terzigno ha una volumetria complessiva di oltre 750.000 mc. In questi mesi vi sono arrivate una media di 1.700 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati, senza contare tutti i rifiuti speciali, anche pericolosi (ceneri leggere e pesanti da incenerimento, fanghi di depurazione, etc) che il decreto 90/2008 ha autorizzato in deroga alle normative italiane ed europee per la sola Campania. E’ evidente quindi che non possono essere state di certo le 9.573 tonnellate (meno dell’1,5% della capacità del sito) di RSU provenienti dal sito di stoccaggio di Lo Uttaro, comunemente chiamato Panettone (si badi bene, non dall’ultima e più nota delle 4 discariche presenti nella zona, discarica che resta tutt’ora sotto sequestro per disastro ambientale), ad aver determinato la crisi di quest’estate. Né, d’altro canto, possono essere state quelle 9.573 tonnellate ad aver incrementato in maniera considerevole i miasmi provenienti dalla SARI in quanto esse giacevano a Lo Uttaro sin dal 2005 (e pertanto erano abbondantemente percolate nel terreno circostante, e in un certo senso stabilizzate). A tal proposito tocca ricordare all’Amministratore delegato di ASIA che quei rifiuti di cui oggi lui tanto si lamenta erano stati portati a Lo Uttaro prelevandoli dalle strade del capoluogo partenopeo, all’epoca di una delle tante emergenze nell’emergenza, per consentire alla città di Napoli di svolgere la notte bianca del 2005. Quei rifiuti, cioè, che, se il Comune di Napoli e l’impresa da lui amministrata avessero attuato da tempo una corretta raccolta differenziata e un corretto riciclo delle materie da rifiuto, a Lo Uttaro (e quindi anche a Terzigno) non sarebbero mai potuti arrivare. Non si nasconda dietro un dito Daniele Fortini, e dica finalmente con chiarezza cosa finisce realmente nella discarica di Terzigno e qual è la strategia che c’è dietro lo scontro con la Protezione Civile. Agli abitanti di Terzigno esprimiamo la nostra solidarietà per una prevaricazione che noi, cittadini residenti nei dintorni di Lo Uttaro, abbiamo già subito nel passato, con l’apertura della discarica illegale e pericolosa di Cava Mastropietro (in una zona già interessata dalla presenza di almeno 6 milioni di mc di rifiuti), e che continuiamo a subire tutt’ora per gli effetti che tale invaso sta determinando sulle matrici ambientali e sulla salute delle 200.000 persone che vivono nell’area. Non abbiamo deciso noi che quei rifiuti dovessero andare al Terzigno e sinceramente avremmo preferito che venissero trattati e, nei limiti del possibile, recuperati ma non possiamo accettare che si tenti ancora una volta di scatenare una guerra tra poveri, mettendo una contro l’altra le popolazioni campane con il solo scopo di nascondere le diffuse responsabilità di una classe politica e dirigente che risponde solo alle logiche affaristiche che stanno dietro alla realizzazione e alla gestione delle megadiscariche e dei megainceneritori e non si prende la briga, da 15 anni a questa parte, di far partire un serio sistema di raccolta differenziata dei rifiuti e di compostaggio della frazione organica. Anziché candidarsi a gestire discariche e inceneritori ci dica Fortini che fine ha fatto l’impianto di compostaggio che era in costruzione a Napoli? * Com.E.R. – Comitato Emergenza Rifiuti.( A cura del giornalista Nunzio De Pinto)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”