Cittadino frassese interviene sulla vicenda tra i due Vescovi De Rosa e Di Cerbo e annuncia la nascita di un gruppo su Facebook al quale sono invitati a intervenire e tutti i cittadini delle comunità diocesane e dare il loro contributo affinchè questa diatriba possa essere chiarita quanto prima e tutto possa rientrare nella normalità. Per visualizzare il gruppo( e lasciare i propri commenti) cliccare quì sopra.

Frasso Telesino(Bn) – “Per quando mi riguarda ciò che è accaduto tra i due Vescovi è alla luce del sole e sono certo che a Frasso tutti sanno cosa è successo. Sembra strano che qualcuno ancora se lo stia domandando, certo che come ogni cosa esistono due verità nel senso che ogni sostenitore racconta la sua versione e il suo modo di vedere i fatti ma potrebbe essere la gente comune a non capire ma chi ha vissuto in primo piano tutta la vicenda e conosce i principi base del rispetto dei ruoli dovrebbe un attimino lasciare da parte le simpatie.  Uno dei problemi principali sta proprio in una vostra errata affermazione ne riporto il contenuto: “… pare che sarebbe stato negato il diritto di celebrare la Messa non solo nella sua parrocchia di appartenenza, quella cioè di Frasso Telesino, bensì in tutta la diocesi …” riportata sicuramente da voi in buona fede ma da altri riferita ad ok. Quando mi sono ritrovato a discutere per le strade con delle persone hanno anche loro insistito pensando che sia stato negato un “diritto” che tale non è. Ed è proprio questo il punto principale dove è scaturita questa diatriba perché la cosa più difficile è far capire che la gestione delle Chiese non è un diritto acquisito per meriti o per esserci nato e ne tanto meno un lascito ereditario ma è una responsabilità che viene affidata dal Vescovo della Diocesi di appartenenza a uno dei suoi Parroci incardinati in quella e non appartenenti ad un’ altra diocesi. Abbiamo l’ esempio di altri parroci nati e cresciuti a Frasso i quali come appena gli è stato affidato una propria parrocchia non si sono più visti se non ufficialmente invitati e ne tantomeno hanno preteso dai Sacerdoti che svolgevano il loro Ministero a Frasso o dal Vescovo della Diocesi di poter interferire, anche se per il bene della comunità, sulle decisioni che riguardano ad altri.
Porre una domanda di essere tornati ai tempi dell’ inquisizione la ritengo un po’ pesantuccia da affermare e molto tendenziosa e di parte di chi ha scritto la nota, capisco che oltre ad appartenere all’ altra Diocesi e che per far notizia bisogna utilizzare frasi molto pesanti ma penso che stando all’ oscuro di tutta la situazione si dovrebbe essere imparziali e obiettivi. Spero che quest’ ultima considerazione non abbia creato in Voi antipatia nei miei confronti, sono di carattere che dico e scrivo quello che penso e tra l’altro è una mia libertà di pensiero. Inutile nascondere che in questa vicenda sono dalla parte di Mons. Michele De Rosa e nettamente avverso nei confronti dell’ altro ma sinceramente ho bisogno anche io di sapere e di conoscere la verità. In fede, Gioacchino Viscusi“.

Pubblicato da red. prov.” Alto Casertano-Matesino & d”