SAN NICOLA LA STRADA(Ce)- (di Nunzio De Pinto) Bonificare le cave abbandonate o dismesse della Campania e valutare l’opportunità di utilizzarle per inerti e rifiuti trattati come soluzione alternativa alle discariche nella fase di risoluzione dell’emergenza rifiuti in corso nella regione. Questi i punti nevralgici della proposta che ha avanzato Luciano CAIAZZA, dirigente regionale dell’Associazione culturale “Casa Nostra per il Risanamento del Sud”. La proposta, che mette in evidenza l’importanza di predisporre un piano di bonifica complessiva per i Sin (Siti di interesse nazionale) anche nel resto del Paese, parte dalla premessa che in Campania il recupero ambientale delle cave è “necessità ineludibile” – secondo Caiazza – “stante le condizioni in cui versa l’ambiente dell’intera regione, afflitto da un cronico abusivismo diffuso ma è fermo al palo nonostante gli impegni assunti a più riprese, sempre disattesi, del Governo. Da uno studio effettuato dai tecnici della Regione Campania nell’ambito della predisposizione del Piano Regionale delle Attività Estrattive (Prae)” – sottolinea Caiazza – “è emerso che in Campania su 1.501 cave 264 sono attive, mentre 1.237 sono abbandonate, abusive o dismesse”. Caiazza aveva già presentato la proposta di utilizzare le cave abbandonate o dismesse della Campania per gli inerti e i rifiuti trattati già all’indomani dell’infausto protocollo d’intesa che il Presidente della Provincia, De Franciscis, il Sindaco di Caserta, Petteruti, avevano sottoscritto con Bertolaso per l’utilizzo della discarica Lo Uttaro. (Articolo a cura del giornalista Nunzio De Pinto)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”