SAN NICOLA LA STRADA(Ce)- (Di Nunzio De Pinto)  Trentasei mesi: tanto ci vuole per tornare alla normalità nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. Lo afferma Stefano Caldoro, governatore della Campania, che ribadisce la previsione fatta qualche giorno prima intervenendo in Consiglio regionale nella seduta monotematica sui rifiuti e illustra la sua ricetta fatta di discariche (“che” – secondo lui – “sono necessarie e vanno aperte”) e termovalorizzatori”. Dunque, anche la Cava Mastroianni, secondo i desiderata del Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, deve essere riaperta. Uno schiaffo in faccia agli oltre 200.000 residenti della conurbazione casertana (Caserta, San Nicola La Strada, San Marco Evangelista e Maddaolini) che insistono intorno alla Cava Mastroianni, attigua a quella ben più famigerata e “maledetta” della Uttaro. Ma i cittadini e, in special modo i comitati civici, fra cui il ComEr di San Nicola La Strada, e la associazioni ambientaliste casertane – Terra Nostra e Caserta Bene comune – hanno chiesto al governo l’eliminazione anche di Cava Mastroianni dai siti di discarica di cui al Decreto 90/2008 sull’emergenza rifiuti in Campania. La richiesta è stata inviata ieri mattina al Presidente del Consiglio Berlusconi e al Presidente della Provincia Zinzi in vista del Consiglio dei Ministri, previsto per oggi, nel corso del quale dovrebbe essere discusso e approvato il decreto legge che, tra le altre cose, dovrebbe sancire l’eliminazione di tutti gli altri siti di discarica campani previsti dalla legge. Comitati e associazioni nella lettera ritengono assurdo, considerata la situazione di “disastro ambientale” che caratterizza la zona Lo Uttaro, che solo la Cava Mastroianni resti tra i siti indicati a suo tempo nel decreto. L’emergenza rifiuti è stata chiusa ufficialmente il 31/12/2009 e la Provincia di Caserta ha già una sua discarica a San Tammaro. In più l’eventuale realizzazione di uno sversatoio nella cava di località Lo Uttaro va a scontrarsi con il progetto di bonifica che insiste sulla medesima area, per il quale sono stati stanziati nel 2008 ben 60 milioni di Euro (a proposito dove sono ?) dalla Regione Campania e che proprio in questi giorni ha avuto nuovo impulso con il recupero di 15 milioni di euro che rischiavano di andare perduti. Per questi stessi motivi i comitati e le associazioni hanno chiesto un incontro urgente al Presidente della Provincia. (Articolo a cura del giornalista NUNZIO DE PINTO)

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 Rifiuti, Maietta e Tessitore scrivono a Berlusconi e Zinzi per eliminare la cava Mastroianni dalla Legge

CASERTA – Al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, Al presidente della Provincia di Caserta, On. Domenico Zinzi. Onorevole Presidente del Consiglio,  Onorevole Presidente della Provincia di Caserta,  apprendiamo dagli organi di stampa che è in corso di approvazione, da parte del Consiglio  dei Ministri, un decreto legge di modifica del decreto 90/2008 sull’emergenza rifiuti in Campania  nel quale si disporrebbe, tra le altre cose, l’eliminazione dall’art. 9 del citato decreto della Cava  Vitello nel Comune di Terzigno, della cava di Valle della Masseria nel Comune di Serre e, secondo alcune indiscrezioni giornalistiche anche dell’area di Località Pero Spaccone nel Comune di  Andretta, dal novero dei siti destinati a diventare le nuove discariche della regione. Resterebbe a  questo punto la sola cava Mastroianni in località Torrione (in realtà in località Lo Uttaro) del Comune di Caserta come “ruota di scorta” dell’immondizia dell’intera Campania (come affermò qualche giorno fa pubblicamente l’ex Sottosegretario Guido Bertolaso). Accogliamo con favore la decisione di escludere quei siti dall’art. 9 del decreto 90/2008 che, in deroga alle norme italiane ed europee in materia di rifiuti (e senza un preventivo accertamento tecnico), imponeva, con il ricatto dell’emergenza in atto, un enorme sacrificio alle popolazioni residenti in quelle aree, tuttavia ci chiediamo perché non eliminare anche Cava Mastroianni che, tra tutti i siti allora individuati, è di certo il più inidoneo ad ospitare una discarica. L’emergenza rifiuti è stata ufficialmente chiusa il 31/12/2009 e, nell’ottica di un ritorno alla più volte annunciata ordinarietà, l’art. 9 non ha più, semmai l’abbia avuta in passato, alcuna ragione di esistere. Cava Mastroianni, infatti, è una cava di tufo (substrato notoriamente non idoneo ad ospitare una discarica a causa della sua elevata permeabilità) separata solo da un esile muro dalla discarica pericolosa ed illegale di Lo Uttaro\Cava Mastropietro (di cui costituisce null’altro che un ampliamento), sequestrata nel novembre del 20071 con un provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ad appena 7 mesi dalla sua apertura, per “disastro ambientale” dovuto ad “inquinamento irreversibile”. Ad oggi l’area continua ad essere sotto sequestro e in attesa di una messa in sicurezza d’urgenza. Nel frattempo i sindaci dei Comuni di Caserta e San Nicola la strada (comune confinante con l’area in questione) hanno emanato, nel giugno 2010, due provvedimenti di divieto di emungimento dell’acqua dai pozzi della zona Lo Uttaro a causa degli elevati livelli di inquinamento dell’acqua di falda riscontrati e presumibilmente attribuibili alle infiltrazioni di sostanze inquinanti provenienti dalla discarica. L’invaso di Cava Mastroianni, poi, sorge in zona vincolata dalla Sovrintendenza per i beni Archeologici per la presenza dei resti dell’antica città Osca di Calatia, a pochi metri da una delle condutture principali dell’acquedotto della Campania occidentale (che alimenta diversi comuni del casertano e del napoletano e parte della stessa città di Napoli), ed è circondato, su ben tre lati, da 4 discariche (tra le quali quella citata di Lo Uttaro\Cava Mastropietro) e da un sito di stoccaggio, che ospitano complessivamente circa 6 milioni di mc di rifiuti, parte dei quali di notevole pericolosità.A poche centinaia di metri, inoltre, sussiste il cantiere del costruendo policlinico di Caserta già oggi incompatibile con questa situazione, e con la presenza di 2 cementifici che impattano sulla qualità di vita e sulla salute dei 200.000 cittadini della zona. Già nel giugno 2008 il Comune di San Nicola la strada (confinante con la località ove è ubicata la Cava) aveva commissionato al Prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia all’Università di Napoli una consulenza tecnica2 che si espresse chiaramente per l’inidonietà tecnica della cava ad ospitare rifiuti. Nella stessa direzione va anche la Proposta di Piano Provinciale di gestione dei rifiuti urbani della Provincia di Caserta (approvato appena qualche giorno fa dalla giunta provinciale) che, nell’individuare le zone di territorio provinciale idonee, in base ai parametri di legge, ad ospitare un impianto di discarica, esclude tassativamente, causa la presenza di vincoli escludenti, l’idoneità dell’area in questione. Sarebbe assurdo perciò, oltre che contrario a tutte le normative nazionali ed europee in materia, se qualcuno pensasse di utilizzare tale invaso per realizzarvi una discarica laddove c’è una situazione di devastazione ambientale come poche in Italia. Situazione che preoccupa per le conseguenze che sta avendo ed avrà sulla salute delle 200.000 persone che abitano nei dintorni (le prime case sono a meno di cento metri in linea d’aria) e che fece stanziare nel dicembre 2009 all’ex Assessore all’Ambiente della Regione Campania Walter Ganapini ben 60 milioni Euro per la bonifica dell’intera area (comprensiva della stessa Cava Mastroianni). Soldi che rischiavano di andare perduti a causa del cambio di giunta in Regione e che per fortuna sono stati almeno in parte (15 milioni di Euro previsti dal Protocollo di intesa per la bonifica e il ripristino della qualità ambientale di Lo Uttaro) recuperati per essere destinati a dare attuazione ad un progetto di caratterizzazione e di bonifica che potrebbe finalmente risarcire almeno in parte i cittadini di illegalità e disastri ambientali passati e presenti e che al contrario verrebbe definitivamente mortificato, se non si escludesse la Cava Mastroianni dai siti di cui al decreto 90/2008, da una scelta calata dall’alto che non tiene conto delle caratteristiche del territorio e del suo stato di degrado. Per questo ci paiono ancora più assurde le indiscrezioni apparse in questi giorni sulla stampa a proposito della proposta, da parte dei nostri amministratori locali, di utilizzare le cave dimesse della provincia di Caserta, tra le quali c’è anche la Cava Mastroianni, per lo sversamento di rifiuti, anche se fossero solo quelli stabilizzati (che, com’è noto in Campania non esistono). Ci chiediamo che fine hanno fatto gli impianti di compostaggio, e perché non si è provveduto a riconvertire gli impianti di ex CDR in impianti per il recupero della materia dai rifiuti, ed invece si sono chiesti e si continuano a chiedere assurdi ed inutili sacrifici alle popolazioni campane, mettendo a repentaglio diritti costituzionalmente garantiti come la salute pubblica. Per questi motivi, in qualità di Comitati e Associazioni ambientaliste della provincia di Caserta, chiediamo: Al Presidente del Consiglio dei Ministri: di escludere anche Cava Mastroianni dall’elenco dei siti di discarica individuati dall’art. 9 del decreto 90/2008 così come convertito nella legge 123/2008; di abrogare l’art. 9 comma 2 del decreto 90/2008 nella parte in cui consente, per la sola Regione Campania, di poter smaltire lecitamente in discariche per rifiuti urbani anche rifiuti codificati come pericolosi secondo il Catalogo Europeo dei rifiuti; Al Presidente della Provincia di Caserta: di adoperarsi nei confronti della Presidenza del Consiglio affinché anche Cava Mastroianni venga esclusa, come gli altri siti delle Province di Napoli, Salendo e Avellino dall’elenco di cui all’art. 9 del decreto 90/2008 così come convertito nella legge 123/08, anche in considerazione dell’evidente contrasto di tale individuazione con le indicazioni vincolanti, in materia di localizzazione di impianti discarica, desumibili dall’approvando Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani; di adoperarsi, anche in qualità di Deputato, affinché si possano abrogare tutte le norme derogatorie in materia di gestione dei rifiuti in Campania, consentendo così il pieno ritorno alla legislazione ordinaria in modo che le Amministrazioni locali possano finalmente responsabilizzarsi, decidendo in autonomia e con il consenso delle popolazioni. Caserta, 10/11/2010 –

* Per il Comitato Emergenza Rifiuti, Lorenzo Tessitore

* Per l’Associazione Caserta Bene Comune, Giovanna Maietta

 Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”