S. Maria Capua Vetere(Ce)- (di Gerardo D’Amore) Le resistenze civili praticate in questi anni da comitati, associazioni e movimenti contro lo smaltimento abusivo e la fallimentare gestione privatistica dei rifiuti ordinari (basata su inceneritori, gassificatori, CDR , STIR, discariche, ecc..) ha l’obiettivo di definire i servizi come se potessero essere forniti in forma sociale ( comunitaria). Intere popolazioni (Acerra-Chiaiano-Terzigno-Marano- Marcianise) si sono ribellate svelando le falsità che ci sono state propinate nel corso delle varie emergenze e l’ inefficienza dei controlli garantiti dalla politica. Sembra che , nel settore dello smaltimento, abbia attecchito il virus della sindrome di Stoccolma che si impadronisce di una persona vittima di un sequestro e la induce a manifestare sentimenti positivi nei confronti del proprio sequestratore. Questa condizione psicologica si è impossessata soprattutto dei controllori ( Enti e/ o persone) nel loro rapporto con i controllati soprattutto quando i controllori sono gerarchicamente subordinati ai controllati o quando è lo stesso ente e/o persona ad assumere , al contempo, entrambe le funzioni. Un evento analogo capitò alle Agenzie di rating Moody’s e Standard & Poor’s quando attribuirono , nel 2006, un lusinghiero AAA ai titoli americani costruiti con mutui cartolarizzati ( subprime). Nessuno ci disse , all’epoca dei fatti, che più del 10/% dei ricavi delle suddette Agenzie derivava proprio dal rating USA . Nel corso del 2010 i cittadini del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano hanno ricordato le immense lacune dell’Arpac come ad esempio tutti i rilievi e le analisi periodiche su acqua, aria, falde, e viabilita’ che la struttura regionale avrebbe dovuto effettuare nelle zone delle discariche e che non sono mai stati effettuati. Già l’Arpac, questa Agenzia sconosciuta ai più. E’ un ente strumentale , dotato di autonomia funzionale e organizzativa , istituito per la Protezione Ambientale della Campania con legge della Regione, Ente territoriale titolato all’approvazione dei piani di smaltimento dei rifiuti e ad esercitare funzioni di indirizzo, controllo e coordinamento sugli Enti strumentali ( come dire che controllore e controllato sono tra loro in rapporto gerarchico) . Cosa si intenda per “Ente strumentale” nella pratica politica quotidiana , poi, è stato chiarito da quanto scritto in un’Ordinanza emessa dal gip Alfano a seguito di un’inchiesta avente per oggetto proprio la nominata Agenzia per la protezione ambientale. Nel corso delle indagini , in un file del computer, sequestrato dalla Guardia di Finanza nella segreteria dell’ex direttore generale dell’Arpac, Luciano Capobianco, ( ristretto, per un periodo, agli arresti domiciliari), sono stati rinvenuti circa 655 nominativi, la maggior parte dei quali, accompagnati dalla segnalazione di un esponente politico. Il Magistrato, riferendosi ad essi, scrive: «Si tratta di raccomandati veri e propri che rispetto ad altri aspiranti privi di sponsor, disponevano della segnalazione di un referente politico che determinerà, nella maggior parte dei casi, l’assunzione in violazione delle norme».La Procura della Repubblica, sulla base di alcune intercettazioni telefoniche , rincara la dose qualificandole come – persone che non hanno i titoli per svolgere le mansioni cui sono preposte-.
Non voglio con ciò sminuire il ruolo affidato all’ARPAC, ma rilevare solo alcune incongruenze che suscitano qualche perplessità in termini di conflitto di interessi che non riguarda un unico caso in Italia ( Berlusconi) . Medesimo problema se lo sarà posto anche il Sindaco di S.Maria C.V. Giudicianni all’indomani delle Ordinanze Regionali che hanno consentito, sempre nel Novembre 2010, lo sversamento, da parte di alcuni Comuni del Napoletano , presso lo STIR ex CDR. Il primo cittadino, infatti, allarmato dal video di “Striscia la notizia” (programma di Canale 5) e dalle inchieste giornalistiche di TvLuna2 (a cura di Ilaria Bencivenga) che hanno documentato l’ingresso allo Stir di camion che perdevano percolato o che avevano nel cassone rifiuti speciali si sarà posto la domanda : “ Ma c’era bisogno proprio di Mediaset per capire che tra i Comuni autorizzati al conferimento ce n’erano di alcuni che la raccolta differenziata non sanno nemmeno cosa sia ( Lacco Ameno-Ischia- ecc.)? “ Allora, munitosi di carta e penna, ha chiesto formalmente ad Arpac, Asl, ecc. , “nell’ottica della tutela della salute pubblica, di disporre immediati controlli , e di formulare ogni valutazione circa eventuali danni ecologici arrecati dallo sversamento e dalla concentrazione degli automezzi”. La situazione di emergenza , forse, avrebbe suggerito di effettuare gli accertamenti richiesti prima ancora che il Sindaco li sollecitasse considerato che gli stessi rientrano , con molta probabilità tra i compiti d’Istituto degli Organi pubblici preposti ad eseguirli. Nella nostra città ( e nell’intera Regione) , però, le verifiche vengono ritenute attività superflue tanto da essere state sospese per circa due mesi prima del sopralluogo delle Autorità Comunali del 18/11/10 come segnala il quotidiano “il Mattino” di giovedì 19/11/10. L’Arpac, intanto , dopo la lettera del Sindaco ha reputato opportuno prescrivere alla GISEC, soc. di gestione dello Stir, una serie di misure tra cui l’attivazione di un sistema di depurazione delle acque reflue prodotte nell’impianto(Quotidiano Italia.it-29/11/10). Ma questa attivazione non doveva già essere operativa? E se non lo era come mai nessuno in precedenza si era accorto di ciò? Dove finivano , quindi, le acque reflue non depurate? Noi comuni mortali non “dobbiamo” nutrire dubbio alcuno sul funzionamento dei controlli e, in effetti, non ci permettiamo di manifestarne . O no?  (art. a cura di Gerardo D’Amore Ass abiTanti attivi)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”