L’Aquila- So.g.e.t. S.p.A., dopo aver usato e abusato di contratti a termine, co.co.co. e ogni altra forma di precarizzazione del lavoro, è arrivata  ad usare metodi poco limpidi per licenziare diversi lavoratori nei mesi scorsi e per questo Natale “regala”  la cassa integrazione per altri nove dipendenti impiegati nella Provincia di Teramo. Nello specifico si tratta della cassa integrazione in deroga, istituto previsto dal Governo in seguito alla forte crisi economica che sta attanagliando il Paese, che estende l’utilizzo della cassa integrazione ordinaria anche a quelle aziende come Soget che altrimenti non ne avrebbero diritto. I lavoratori che nei prossimi giorni si vedranno recapitare la comunicazione di messa in CIG, sono uomini e donne che, dopo molti anni di precarizzazione da parte dell’azienda Soget spa, erano giunti finalmente a un’assunzione a tempo indeterminato, stabilizzando così il proprio posto di lavoro; dipendenti, che cercano  di navigare la tempesta quotidiana, nonostante le molteplici competenze e professionalità, con gli incongrui mille euro al mese. In questo  mercato turbolento della nuova economia si assiste sempre di più alla “tirannia delle marinette del potere”, la logica si è ribaltata, gli onesti vengono cacciati e i disonesti promossi. Manager pagati milioni per salvaguardare le imprese che fanno fallire.
Siamo alle solite: gli sfaceli della classe dirigente  di questo Paese ricadono sempre sulle fragili spalle del lavoratore, che paga tutto e subito, con il benestare di politica e sindacati.
Stefano Livadiotti nella sua pubblicazione “L’altra casta” (Bompiani editore),  denuncia lo strapotere del sindacato in Italia, terzo elemento di distorsione per il corretto funzionamento di una democrazia: “L’immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di farsi carico degli interessi generali del paese, agli occhi degli italiani si è dissolta oramai da tempo. Lasciando il posto a quella di un’arrogante casta iperburocratizzata e autoreferenziale che, sotto la guida di funzionari in carriera solleticati dalla voglia del grande salto nel mondo della politica, ha via via perso il contatto con il paese reale….. Una congrega troppo impegnata nelle beghe di palazzo per ricordarsi che il suo core business dovrebbe essere la difesa del potere d’acquisto e della sicurezza dei lavoratori…….”.S.R. (Fonte: L’ Impronta L’Aquila)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”