La comunità delle persone, dei loro gesti, della cultura e della storia, del vivere d’amore insieme (del rispetto, della pietà, solidarietà). Ognuno parte importante di essa, è solo così, in questo concetto ideale e concreto, si è, altrimenti, al di fuori, non è la stessa cosa, e si è fantasmi. Perciò rispetto per tutti e per la comunità che genera. Affinchè quando tutto passa, resta appunto la storia dei fatti o dei sentimenti, a testimonianza di tutti, per tutti poi, a continuare sempre. (Francesco Di Pasquale)

CANCELLO ED ARNONE(Ce)-  FRANCESCO DI PASQUALE:  “E’ ARRIVATO IL MOMENTO DEL RITORNO DI COMUNITA’, OVVERO DELLA PACE, DOPO TANTI E TANTI ANNI DI CONTRASTI, A TUTTI I LIVELLI. COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE PER FARE CAMMINARE MEGLIO TUTTA L’ITALIA E ANCHE PER DARE ESEMPI, CHE SONO NECESSARI AI CITTADINI.

Per arrivare poi al rispetto delle leggi, delle istituzioni, dei cittadini. Ovvero all’amore della/nella comunità, perché solo così vi è vita o continuità futura.
Ed in questo discorso possono rientrare, solo così, le nuove generazioni, che debbono essere la continuazione di quelle precedenti. Ed in questo momento, che vede un distacco enorme di generazioni, occorre la forza, la capacità storica di percorrere le tappe che mancano, riprendere quello che si è perso o spezzato, prenderlo/riannodarlo e portarlo avanti, ad oggi, con la forza di tutta la potenza concentrata dei valori, per renderlo a queste generazioni, per alzarla di nuovo per gli altri, senza mai più perdere il contatto con tutta la catena umana della storia.
Mi piace molto esprimere questi concetti, e voglio di nuovo ripeterli.
Io penso che quando si va oltre e poi non vi è più una strada da percorre, se non il baratro, bisogna tornare indietro, a marcia indietro, percorrere il ritorno, e prendere poi la strada giusta. In questo caso, che è poi il caso di tante situazioni analoghe o chiamiamolo della storia, la strada maestra o della Tradizione umana.
Allora, dopo tanti e tanti anni di scontri, di finta pace, di scontri e lotte anche istituzionali e di lotte per il potere, che hanno trascinato i cittadini nella confusione e nella schiavitù, perché si è perso il senso dell’orizzonte, della bussola, ovvero dei valori, è arrivato il momento della Pace.
Ne abbiamo spesso, da tempo sentito parlato, anche con desiderio, ma poi, eccetto pochi attimi felici o di finta felicità, la lotta è sempre continuata. Ormai non c’è più pace.
Ed ora si desidera di più, si grida Pace, Pace, per vivere, perché così non si vive più, in nessun senso.
La Pace vuol dire Giustizia. Comunque dall’Amore viene la Giustizia e dalla Giustizia la Pace. E senza la Pace non vi è nulla, perché tutto quello che si fa, si fa non per essa, ma contro.
Ma come si fa ad uscire da questa situazione ed entrare nella Pace?
E’ una legittima domanda, ma che trova risposta nel senso della vita o della storia delle piccole comunità o di quelle più grandi.
Il senso della vita che è una cosa elementare, semplicissima, è diventato un rebus?
Che strano questo momento, che strano periodo. E’ anormale, a differenza di quelli passati che erano normalissimi. Ci sono le regole, gli insegnamenti, la coscienza, i sentimenti, i desideri di giustizia, l’intelligenza, la vista per vedere, ed il coraggio – per chi è libero, di capire e agire, nel modo civile-, ora più che mai che ci sono tanti e tanti organi che pubblicizzano o amplificano i fatti.
Sta scritto. Chiedete e vi sarà dato. Bussate e vi sarà aperto. Anche qui sulla terra, di meno, con più impegno, ma sta anche scritto, aiutati che Dio ti aiuta.
L’uomo ha avuto tanto e tanti doni, basta saperli mettere fuori, per il bene, si perché sono buoni e non cattivi.
I cittadini, il popolo debbono avere di nuovo il ruolo naturale, altrettanto le istituzioni, le quali debbono ritornare di nuovo al ruolo tradizionale, di difesa delle leggi, dei cittadini. E i cittadini debbono essere di nuovo gli osservatori attenti, ubbidienti, ma liberi.
Quindi occorrono di nuovo che le istituzioni siano di nuovo istituzioni nel senso della parola. Che i cittadini facciano i cittadini.
In questo, armonia tra le istituzioni; tra istituzioni e cittadini.
E vedrete che si andrà avanti come prima, perché poi si incomincerà ad avere rispetto della storia, che non la si è più rispettata, anzi, delle regole, delle persone o cittadini, di tutta la cosa pubblica e del territorio, del denaro pubblico- qui è più importante, in quanto possono scaturire le tasse o tasse ingiuste- illegali.

CHE BELLO, CHE AMORE, CHE PACE.

Cosa non tutti vogliono, perché così non tutti si accontentano, in quanto vogliono sempre di più ai danni degli altri e della comunità.
Gli affari non vogliono; ne abbiamo ripetutamente parlato.
La Pace comporta e comporterà logicamente anche una maggiore partecipazione, la vera partecipazione libera dei cittadini, che debbono essere parte integrante della società e non emarginati.
Tutti insieme lavoriamo per questa alternativa di Amore, dialogando, parlando, confrontandoci, anche scontrandoci sui problemi, ma nel rispetto delle persone – per chi è intelligente e preparato dentro non ci sono problemi.
Ci dobbiamo aiutare a vicenda, per vivere tutti meglio, perché questo è il senso della comunità.
Cosi non si può più andare avanti, ci sono troppe ingiustizie, che provocano tanti feriti dalla parte debole, tante tragedie nella comunità nazionale, tante sciagure nel territorio. Tanto e tanto odio che non va assolutamente, perché la comunità è AMORE.
Cosi come per la matematica, che bisogna iniziare, come dicevano e facevano e insegnano gli antichi saggi, grazie a quali esiste il progresso (ma non questa non civiltà), dalla tabella pitagorica; cosi bisogna ritornare ad insegnare il senso dello Stato, inteso, ripeto, ancora e sempre, come percorso storico di tanti uomini e popoli che hanno con sacrifico, amore, dedizione, passione, coraggio, sacrifico, portato alla realizzazione di questo sogno. Un sogno di civiltà che si avvera per tutti, anche quelli che non lo hanno toccato, ma che lo vedranno nei frutti e poi lo toccheranno a loro volta.
Questo grande traguardo non può essere distrutto: tutta la storia, di tanti secoli di popoli, idee, da persone che non capiscono assai niente
Gli uomini di cultura e la cultura storica, tutto lo scibile umano non può essere sommerso dai rifiuti e dalla inciviltà di tanti, pochi rispetto alla stramaggioranza.
Allora insegnamento dell’educazione, perché la scostumatezza ora è un problema mondiale, il vero problema. La scostumatezza dell’inciviltà, che fa comodo a questo sistema che vuole il consumismo o materialismo, per fare affari e tutto quello che vuole. E vuole i giovani, e genti ad uso e consumo proprio – anche di droga e manovalanza della criminalità. E’ solo un problema di affari. Nulla più. Ed il mondo del sapere, dell’umanità a soccombere di fronte a questi fattori di negazione dei valori di civiltà. Così il baratro, la fine.
Insegnamenti morale e civici, richiami, cultura, rispetto, amore, giustizia, valori, per fare Pace con il passato, per vivere il presente, nel futuro, e con un futuro possibilmente giovane, ma di giovani, che portano avanti le vecchie idee, di quelli che le hanno create e percorse, con la mentalità e la modernizzazione attuale.
Cancello ed Arnone 11.01.2011
Francesco Di Pasquale (Ex Sindaco, Recordman petizioni al parlamento europeo e italiano)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”