CAPUA(Ce)-  (di Raffaele Raimondo) – Organizzato dall’Amministrazione comunale della “città federiciana”, è imminente l’atteso evento letterario che si svolgerà nel salone municipale venerdì 18 febbraio, con inizio alle ore 18. Ingresso libero, dunque, nel palazzo che s’affaccia sulla storica Piazza dei Giudici, dove si terrà la presentazione del romanzo “Il Cerchio” pubblicato sul finire del 2010 dal dirigente scolastico Giuseppe Santabarbara, per molti anni cittadino capuano e che torna nell’amato luogo della sua giovinezza con la piena maturità di scrittore ormai conosciuto ed apprezzato nell’intera provincia. Il programma della manifestazione prevede il saluto introduttivo del sindaco, dottor Carmine Antropoli, sempre pronto a sostenere iniziative culturali particolarmente interessanti e valide. Subito dopo, monsignor Giuseppe Centore, letterato di chiara fama e fra le voci più alte della poesia religiosa contemporanea in Italia, svilupperà l’intervento critico per eccellenza. Naturalmente, sarà presente l’autore che illustrerà le motivazioni di fondo all’origine della nuova opera che pregevolmente viene ad aggiungersi al volume “Una storia di primavera” (col quale Santabarbara vinse ex-aequo il concorso “Il racconto più bello” promosso da Alfredo Guida Editore) e a “Tetractys” uscito nel 2005. Ad arricchire l’evento le letture di alcuni fra i più significativi brani del romanzo affidate alla valente attrice Marina Cioppa. E’ previsto, inoltre, il contributo della dottoressa Immacolata Brignoli, titolare della Casa editrice che ha dato alle stampe “Il Cerchio”. A chiusura, il dibattito che al pubblico partecipante fornirà l’occasione di esternare domande ed osservazioni su un libro già accolto con favore dagli appassionati di narrativa e da critici militanti che hanno espresso lusinghieri giudizi nel corso della prima presentazione tenutasi in dicembre a Caserta, presso il Centro sociale “Sant’Antonio”.
“Il Cerchio” narra la singolare vicenda di una strega che, dopo cinquecento anni, rivive nel nostro tempo. E’ lei la principale protagonista, Francesca, moglie dell’avvocato Giovanni Gaetani, reincarnatasi con le sembianze di una bella donna inchiodata, però, attraverso un accavallarsi di colpi di scena, al suo lontano e non sepolto passato. E la sua incredibile storia s’intreccia con quelle di un vecchio cantastorie e di un parroco cui è toccato lo strano destino d’essere in possesso di un antico dipinto che progressivamente finisce per assumere la funzione di sottovalutato specchio anticipatore degli accadimenti che la straordinaria creatività di Santabarbara fa sviluppare nel contesto di un’ambientazione in cui, non a caso, spiccano la cattedrale, il castello e le restanti rovine di un vetusto edificio distrutto da un incendio. Trama fitta e complessa, ma prosa semplice e godibile. Oltretutto, c’è una “collina maledetta” che il lettore è portato inevitabilmente a scoprire come luogo-simbolo eppure alcuni rigeneranti scenari ed i buoni sentimenti, che nell’opera abbondano, rassicurano l’animo e nutrono comunque quella voglia di vivere capace perfino di trasformar le tenebre nei meravigliosi colori dell’arcobaleno. (Articolo a cura del giornalista prof. Raffaele Raimondo)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”