Sconcerto sul web e su Facebook per la morte di “Noureddine Adnane” il marocchino vittima degli effetti del “pacchetto sicurezza” che si era dato fuoco per l’ennesima multa. La notizia della morte del marocchino che si era dato fuoco per protestare alle continue visite dei vigili, ha fatto il giro del web destando forti reazioni di clamore, sconcerto e di indignazione. Stamane si é svolta a Palermo una manifestazione di protesta tra lacrime e rabbia (vedi quì le foto) . Di seguito riportiamo la storia del giovane da tutti amato e stimato per il suo carattere .

Noureddine aveva 27 anni ed è nato in Marocco. Viveva in Italia dal 2002 e si guadagnava da vivere facendo l’ambulante. Lo conoscevano tutti nel quartiere, e tutti gli volevano bene, al punto che i palermitani lo chiamano “ Questo è il prodotto dell’ esasperazione che nasce dalla repressione dilagante nei confronti degli immigrati, dei poveri, dei senza-carte, anche a Palermo. (Senza Frontiere)

Articolo correlato: « PRECEDENTE Foto 1 di 14 SUCCESSIVO »

Corteo per Noureddine tra lacrime e rabbia

E’ morto il giovane marocchino. Si era dato fuoco per una multa

Noureddine Adnane non ce l’ha fatta. L’ambulante marocchino che si è dato fuoco venerdì della settimana scorsa in via Ernesto Basilie, per protestare contro l’ennesimo controllo da parte della polizia municipale, è morto questa mattina alle 11 al centro grandi ustionati dell’ ospedale Civico.

FOTO I sogni infranti di Noureddini

Parenti e amici che non si sono mai allontanati dall’ospedale, sono precipitati nella disperazione più profonda. Proprio ieri Noureddine aveva sospirato alcune parole riconoscendo per la prima volta i suoi congiunti che lo salutavano dall’altra parte del vetro della camera asettica.

FOTO Il corteo per Noureddine tra lacrime e rabbia

Nel pomeriggio è partito da piazza Politeama un corteo di solidarietà e di protesta che ha coinvolto anche numerosi palermitani. Sono piovute lacrime e accuse nei confronti di coloro che, secondo i migranti, hanno spinto Noureddine a darsi fuoco con una bottiglia piena di benzina e un accendino.

I VIGILI La promessa fatta pochi giorni fa dal comandante

Nato e cresciuto in un povero villaggio nei dintorni di Casablanca, è stato poi costretto a trasferirsi a Palermo per trovare un lavoro. Secondo di otto figli, Noureddine Adnane, fin da ragazzo si è preso cura dei suoi fratelli minori. Noureddine due anni fa era diventato padre di una bambina, Khadija che è in Marocco con la madre.Il sogno di Noureddine era quello di mettere da parte un po’ di soldi per fare arrivate in Sicilia il resto della sua famiglia. A Palermo si era adattato benissimo, in città lo avevano ribattezzato “Franco”.LA SUA STORIA Da Casablanca a Palermo per il bene della sua bambinaLa redazione di Repubblica Palermo ha aperto una raccolta di fondi in collaborazione con il Ciss per la famiglia di Noureddine. In mattinata aveva deciso di andare a fargli visita il presidente del Senato Renato Schifani. “Il sindaco di Palermo compia una rigorosa indagine amministrativa, sia pur nel rispetto della polizia municipale, e lo faccia con buonsenso ed evitando lungaggini burocratiche”, afferma Schifani.LA SOTTOSCRIZIONE Da Repubblica raccolta di fondi per la famiglia

LA SUA STORIA Da Casablanca a Palermo per il bene della sua bambina

LA SOTTOSCRIZIONE Da Repubblica raccolta di fondi per la famiglia

“Serve una seria riflessione – ha aggiunto il presidente del Senato – C’è da chiedersi cosa sia potuto accadere all’uomo che era arrivato dal Marocco per lavorare e aveva una posizione regolare nel nostro Paese. Quanto è accaduto è doloroso per l’intera città. Sono sconvolto da presidente del Senato e da cittadino. Palermo non è mai stata ne mai sarà una città razzista”. Il presidente di Palazzo Madama donerà 5 mila euro, prelevati dai fondi previsti per la beneficenza, alla famiglia dell’ambulante. “Ho disposto che venga prelevata la somma di dai miei fondi di beneficenza e che vada a confluire nel fondo di solidarietà attivato dal quotidiano ‘Repubblica’. Questo, ovviamente, è soltanto un inizio. Verificheremo attentamente quale sarà il percorso di questa famiglia quali sono le sue esigenze. Il padre della vittima è un venditore ambulante e non lavora da diversi giorni. Sono situazioni di indigenza. Ma noi faremo la nostra parte”. Il consolato marocchino pagherà le spese per il trasferimento in Marocco della salma di Noureddine Adnane. Lo ha detto il console venuto all’ospedale Civico per rendere omaggio alla salma del venditore ambulante. Il Comune di Palermo pagherà il funerale. Ma la famiglia ha fatto sapere di non volere accettare i soldi del Comune. “Il sindaco di Palermo proclami il lutto cittadino”, dice Davide Faraone, consigliere comunale del Pd. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d’inchiesta affidato al pm Gianluca De Leo. L’ipotesi di reato non è ancora nota anche se dopo la morte del marocchino potrebbe essere modificata. “La dinamica dei fatti risulta poco chiara. Abbiamo una serie di elementi che ci fanno pensare che l’intervento dei vigili urbani non sia un episodio occasionale e isolato”, dicono gli avvocati Giorgio Bisaglia e Daniele Papa che difendono la famiglia della vittima. “Condurremo le nostre indagini difensive – hanno aggiunto gli avvocati – per accertare tutta la verità”.(Fonte: Repubblica)

-Leggi articolo correlato: “Solidarietà, sdegno e dolore per la morte di  “Noureddine Adnane”, lavoratore immigrato che si é dato fuoco, vittima degli effetti del “pacchetto-sicurezza”…”

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”