12 gennaio 1944. La Divisione trasporti della Nuova Zelanda in Alife (a cura dello storico dott.  Angelo Gambella, originario di Alife).

12 gennaio 1944, tre mesi dopo la tragedia. Nell’ottobre precedente i tedeschi in ritirata avevano minato e distrutto la torre maggiore del castello normanno, consolidato da Federico II, uno svevo, ovvero un tedesco. Un crimine contro la storia. Gli americani, dall’alto, avevano attaccato la città romana, militarmente sguarnita, seminando morte e distruzione. Un crimine contro l’umanità.

Tre mesi dopo la tragedia, unità neozelandesi transitano per Alife. Il fotografo militare George Frederick Kaye (1914-2004), con la sua macchina fotografica, scatta almeno 9 fotografie in bianco e nero. I negativi, conservati presso la Biblioteca Nazionale della Nuova Zelanda ad Auckland, sono eccezionali memorie storiche che documentano la fine della guerra ed un paesaggio ormai scomparso. Nelle immagini notiamo, in particolare, i torrenti di Alife, quei “veloci canali alimentati da ondulati ruscelli di montagna” che gli uomini della fanteria americana avevano attraversato, poche settimane prima, per entrare “nelle strade di Alife piene di macerie“, come ricorda nei suoi diari il generale Clark.

In questo articolo si presentano le fotografie in miniatura a titolo di recensione e cronaca; le foto originali, di proprietà della Biblioteca Nazionale della Nuova Zelanda possono essere consultate nelle dimensioni reali nel sito della Biblioteca partendo da questa pagina e dai links sottoriportati. E’ anche possibile acquistare le immagini per uso personale. Alcune di esse lasciano aperti degli interrogativi che chiediamo ai lettori di aiutarci a risolvere: inviate i vostri commenti a matal@matal.org. © National Library of New Zealand. All right reserved.


Il mezzo militare neozelandese percorre un tratto di strada presso le mura nel lato sud di Alife, tra Porta Fiume e l’ex Macello. Una anziana del posto percorre la strada nel senso contrario. Sulla destra i pioppi ed un largo canale d’irrigazione, che successivamente sarà coperto. Le mura romane ritratte sulla sinistra sono ancora oggi integre.

(Vedi foto)

Prosecuzione del tratto di strada precedente. I neozelandesi percorrono la strada a piedi, mentre sulla destra un piccolo canale lungo le mura romane (oggi scomparso) permette alle donne di lavare i panni. In fondo si scorge la prosecuzione del tratto di mura. Il documento eccezionale, include sullo sfondo la collina del castello di Rupecanina.


Soldati passano ai piedi della Chiesa di S. Giovanni, è il Mausoleo romano di Porta Napoli, completo della campana sulla sommità, inspiegabilmente rimossa in tempi successivi. Dettagli sul formato immagine: “1 b&w original negative; Cellulosic film negative; Vertical image; Single negative”.

(Vedi foto) (FOTO A)
Foto eccezionale di un tratto delle mura di Alife oggi notevolmente modificato, tanto da non rendere immediata l’identificazione. Sulla sinistra un largo canale d’acqua costeggiato da pioppi non più esistente. L’artista e studioso alifano Gianni Parisi la commenta così: “uno straordinario documento storico” e secondo testimonianze da lui raccolte, riprende il tratto tra Porta Roma (in fondo alla prospettiva) e via S. Sisto.

La seconda ipotesi è che sia rappresentato il tratto dal Castello a Porta Napoli, anche se la Porta e le mura non sono riconoscibili. Una casa in mattoni di questa foto è, infatti, compatibile con l’abitazione ripresa da un’altra prospettiva nella “Foto B” (qui sotto (vedi particolare) chiaramente scattata presso Porta Napoli verso il Matese, tanto da poter identificare nell’alto bastione di questa immagine, i resti della torre sud-est del Castello prima della trasformazione in casa privata (vedi particolare). Il canale andrebbe così identificato nel Torano nuovo (oggi ridotto ad un ruscelletto). Paradossalmente è l’identificazione dei Monti Trebulani sullo sfondo a poter rendere concreta questa ricostruzione dell’inquadratura. Infine, l’ombra proiettata dal passante, certifica l’orientamento della foto verso sud e l’orario dello scatto (circa le ore 14). (Si ringraziano Gianni Parisi, Giuseppe Versaci, Giuseppe Gambella).

(Vedi foto) (FOTO B)

Uno scenario oggi impossibile. Jeep neozelandesi vengono lavate in quello che era il magnifico Torano presso Porta Napoli. Case danneggiate sulla sinistra, in fondo c’è l’angolo nord-est della cinta muraria (il castello), sullo sfondo i monti del Matese.


I soldati neozelandesi posano al di sotto dell’arco di Porta Napoli. Si notano macerie sul basolato che inizia prima dell’arco. Sulla destra dovrebbe leggersi l’indicazione lasciata dalle truppe tedesche “Wasser”, ma a prima vista sembra essere scritto altro.

(Vedi foto)
Foto unica ed irripetibile. Ufficiali neozelandesi inquadrati in campo aperto a breve distanza dal luogo ove recentemente è stato riportato alla luce l’anfiteatro romano di Alife. In alto si vede, perfetto nelle sue proporzioni, il Mausoleo romano dei Glabrioni, dietro spunta il Palazzo del Fascio (Palazzo Comunale) e in alto a sinistra c’è il centro fortificato di Alife. Sullo sfondo la catena del Matese. Le case costruite successivamente lungo la strada non permettono ora di osservare un simile scenario.

(Vedi foto)
Foto molto nitida e dettagliata. Presso Porta Napoli, i soldati neozelandesi intenti nella pulizia delle jeep, mentre donne di Alife lavano, com’era d’uso, i panni nel Torano; almeno una di esse, a favore dell’obiettivo, potrebbe essere identificata. Sullo sfondo mi sembra di riconoscere l’ex caserma dei carabinieri. Il commento originale del 1944 recita: “N Zers [soldati neozelandesi della 2a guerra mondiale] wash down some of the Div[ision] transport in the streams near Alife, as women continue with their washing of the household linen.”


Secondo la didascalia, si tratta di mezzi militari nel Volturno presso Alife, attorno al 12 gennaio 1944.

Nella stessa giornata Kaye scatta un certo numero di fotografie nella “Valle del Volturno” catturandone il paessaggio campestre. Una delle fotografie è davvero singolare, riprende quattro fratelli neozelandesi arruolati nella stessa divisione “D, R, J and H Clarke”. Nei dintorni di Alife gli animi sono distesi. La linea del fuoco è a Montecassino.

Roma, domenica 25 luglio 2010. Agg. del 21 agosto 2010. Di ” ANGELO GAMBELLA “(Alife)@copyright

(A cura di Matal, Matesini e alifani nel Lazio e nell’Italia centrale )

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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