S. Pietro Infine(Ce)- (Di Giampiero Casoni )Il Parco della Memoria di San Pietro Infine sempre più polo di attrazione turistica; poche ore alla “prova provata” di una tesi che da tempo non è più ipotesi. Italia Nostra fa onore al suo nome e, per la giornata di domenica 27 marzo prossimo, ha organizzato l’iniziativa “Percorsi di Comunità al limite”, un viaggio suggestivissimo nei luoghi della memoria che orbitano fra i luoghi delle tremende battaglie sul fronte precassinate del Secondo Conflitto Mondiale, nel dicembre del 1943. Manco a dirlo, recita l’invito inserito nel novero delle visite 2011 dell’associazione a cura di Antonella Franzese e Giancarlo Pignataro, quei luoghi sono Mignano Montelungo e San Pietro Infine, quest’ultimo, secondo la definizione del Pulitzer 2003 Atkinson con “The day of the battle”, fu un puntino sulla mappa dimenticato da Dio che un tempo fu il luogo più famoso d’Europa”. Il programma, passibile di qualche ovvia flessibilità: partenza da Caserta, Piazza Pisesti. Alle 10.00 arrivo a Mignano Montelungo, con visita guidata al giardino-sacrario ed al museo militare con il I Maresciallo Luogotenente Mario Caracciolo. Dall’8 al 13 dicembre del ’43 Mignano fu teatro di scontri bellici tra esercito tedesco ed italiano (col ricostituito corpo del generale Dapino – ndr). In apposite teche sono raccolti cimeli, armi, grafici, fotografie che ricostruiscono le fasi della battaglia, stralci di ordini ed altre documentazioni ufficiali; ancora, pezzi di artiglieria e all’esterno, carri armati e mezzi corazzati. “Annesso – recita ancora l’invito di Italia Nostra – l’ossario dove sono raccolte le salme dei soldati italiani caduti, tra cui le spoglie del generale Umberto Utili, morto nel ’52”. La “chicca” di San Pietro Infine è prevista intorno alle 11.15. Visita guidata al Parco della memoria col Sindaco Fabio Vecchiarino, il consigliere Maria Antonietta Di Florio, responsabile della struttura e l’entusiasmo di una comunità che ha vinto, alla lunga, la guerra contro la guerra. Il Centro visita raccoglie all’interno alcuni ambienti curati da Carlo Rambaldi ed alcuni frammenti filmici tratti da uno dei più importanti documentari di guerra di sempre: “The Battle of San Pietro” (1944) di John Houston. Lì sono state girate anche diverse scene del film “La Grande Guerra” (1959) con Sordi E Gassman, un film del recentemente scomparso gigante del ciak Mario Monicelli. Dalle 13.50 poi sarà la Terrazza sulla Storia ad accogliere gli ospiti: dopo le rimembranze dell’orrore, il piacere dell’amore che il resort annesso all’area museale suscita, in bilico fra palato e sguardo, fra ammirazione e sospiro pantagruelico per una cucina che non ha eguali. Collocato in un edificio di tre piani con affaccio panoramico sulla vallata, esso nel tempo ha subìto varie trasformazioni e restauri. Durante la II Guerra Mondiale fu sede del Comando Tedesco (Obercommando Wermacht), fino a quando il paese venne raso al suolo dai bombardamenti delle forze alleate impegnate a liberare l’Italia dal’occupazione germanica. Solo due edifici si salvarono: uno fu proprio il palazzo in questione che ancora oggi mostra i segni dei combattimenti sul portale di pietra posto al’ingresso. L’edificio è appartenuto alla famiglia Alfieri-D’Evandro, il cui figlio Antonio venne eletto il 17 agosto 1862 Deputato al Primo Parlamento Nazionale. Alla famiglia D’Evandro subentrò la famiglia di Tommaso Comparelli, illustre letterato. Nel 2004 il cavalier Adriano Vecchiarino, munifico mecenate della resurrezione della memoria sanpietrese, rilevò il palazzo per farne ciò che è oggi: un gioiello di struttura turistico-alberghiera di pregio eccelso, riuscendo al tempo stesso a restituire al paese fiducia a ché, tramite l’architettura civile, mai più vengano sussurrate fra nubi di cenere e sangue le parole di Matteo 24, 6-13: “… e sentirete parlare di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, poiché tutte queste cose devono avvenire, ma non è ancora la fine poiché il popolo si solleverà contro il popolo e il regno contro il regno. Allora vi consegneranno ai supplizi e vi metteranno a morte… ma colui che persevererà fino alla fine sarà salvato”. La sinfonia di questo salvataggio, domenica prossima, risuonerà sull’acciottolato calcato dalle scarpe del sindaco Vecchiarino e dai canti patriottici di chi, la memoria, la chiude a chiave nel cuore fin quando esso batte. (Articolo a cura del giornalista Giampiero Casoni)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”