Pasqua 2011 si è svolta secondo la neotradizione: Natale con l’immondizia, Pasqua, invece, pure.

Napoli– (del prof. Franco Ortolani geologo)  Dai rifiuti non nascono solo i fiori, come cantava De Andrè; le leggende metropolitane parlano di fantasiosi eventi saltati fuori dai cumuli di rifiuti che hanno del miracoloso. Nel 2011 nel nostro paese di santi e navigatori è nata l’era dei “Metroleggendezzatori”, banale acronimo che individua i diffusori di “leggende della monnezza” metropolitana. Si dice che l’altro giorno, alla vigilia di Pasqua, in una delle strade di Napoli invase dalla spazzatura, sia capitato di assistere ad uno strano fenomeno. Improvvisamente un cumulo di immondizia alto alcuni metri ha iniziato a tremare in maniera sempre più preoccupante. Tutti si aspettavano, intimoriti, che stesse per avvenire un’esplosione causata dalla fermentazione dei rifiuti! Invece con lo stupore generale, improvvisamente, da sotto i rifiuti è sbucata una colomba, dalle piume che non si potevano definire candide, con in testa un berretto rosso da Babbo Natale. Tutti si sono messi a gridare al miracolo credendo che il piccione fosse rimasto sepolto per quattro mesi sotto i rifiuti natalizi e che ora stesse finalmente risorgendo a nuova vita. Lo sbigottimento ha raggiunto l’acme quando lo sciocco volatile, dopo avere guardato a destra e sinistra e avere constatato che i muri erano tappezzati da manifesti elettorali abusivi con le solite facce e che dai cumuli di rifiuti maleodoranti e in parte incendiati uscivano fumi e gas nocivi, rivolgendosi ai passanti con un gesto significativo, battendosi un’ala sulla fronte, ha lasciato chiaramente intendere che erano pazzi a vivere in queste condizioni. Sorprendentemente invece di immergersi in una vicina fontana per un bagno purificatore ha preferito rituffarsi scomparendo in mezzo ai rifiuti che almeno gli garantivano una duratura certezza di condizioni ambientali. Forse avrà pensato: meglio vivere tra l’immondizia degli uomini che tra gli “uommene e’ munnezza” (= uomini d’immondizia). L’ intuizione popolare ha tratto dallo strano e nuovo episodio un messaggio: non è ancora giunta l’ora della resurrezione, del ritorno ad un ambiente pulito amministrato da personaggi liberi che si battono per la salute ed il bene di tutti i cittadini, non più servi delle lobbies che per 17 anni, complici vari governi nazionali e locali bipartisan, hanno lucrato sulla immondizia (reale e figurata) campana.
Il messaggio è stato chiaro e drammatico! La nottata non è ancora passata! I cittadini dovranno ancora continuare a pagare profumatamente la conservazione dell’immondizia nelle strade e nei palazzi; ormai ci si sono troppo affezionati. L’ immondizia dei campani si è rivelata una vera miniera d’oro per pochi, come ad esempio per le lobbies nazionali e locali che finora hanno guadagnato eseguendo discariche e impianti più o meno taroccati ed effettuando i trasporti dei rifiuti senza mai risolvere definitivamente l’emergenza.
La saggezza popolare sta suggerendo, vista l’endemicità della “emergenza rifiuti”, di guadagnarci sopra qualcosa democratizzando i profitti. Di seguito si sintetizzano alcune delle iniziative che già volano di bocca in bocca. Per prima cosa si pensa di creare il marchio del “rifiuto DOC” (vero rifiuto costituito da una sapiente e sperimentata miscela di rifiuti solidi urbani, rifiuti industriali ecc.), per organizzare poi laboratori, strettamente clandestini e abusivi, per la fabbricazione di oggetti “griffati” falsi valorizzando il nuovo “oro di Napoli” cioè i rifiuti riciclati “DOC” adeguatamente invecchiati che solo a Napoli si trovano.
C’è già chi propone la maratona dell’immondizia (o “maratezza”) tra i quartieri urbani e i comuni vicini per vedere chi ha il cumulo di rifiuti più alto. Altri pensano di organizzare il concorso “il sacchetto d‘oro” da attribuire alla più avvincente “metroleggendezza”.
Non manca chi pensa di sfruttare l’occasione per promuovere un concorso nazionale riservato alle “monnezzine”: chi vincerà avrà un posto assicurato nell’affermata “tv spazzatura” che da qualche anno va tanto di moda. Non mancano agenzie di viaggio che stanno preparando veri e propri percorsi di scuola di sopravvivenza tra una discarica e l’altra. Un gruppo di giovani intraprendenti sta contattando Tex Willer per fare arrivare a Napoli, direttamente dai monti dell’Arizona, un esperto sciamano Navajo per fare un corso di formazione intensiva a giovani maghi napoletani per insegnare loro l’arte della previsione del futuro in base agli indizi ricavabili dalla forma dei cumuli d’immondizia. Sta per scattare anche una ricca lotteria che prevede vincite milionarie per coloro che indovinano il numero di tonnellate di rifiuti giacenti nelle strade il giorno successivo. Naturalmente occorrono specialisti dell’immondizia che facciano da cavia e testimonial alla NME (new monnezz’ economy): non c’è che da scegliere tra i vari personaggi locali e nazionali che tanto si sono impegnati per fare durare 17 anni e si stanno dando da fare per rilanciare una emergenza che non ha logiche basi per esistere. Non c’è che dire: è un bel record far durare 17 anni una emergenza impossibile! I cittadini campani non sembrano ancora stanchi: sembrano ben intenzionati a consolidare il loro maleodorante record. Per questo, infatti, si preparano a pagare senza fiatare l’ulteriore incremento della tassa rifiuti ben contenti di potersi vantare di avere il peggiore servizio nazionale grazie alle tasse più alte d’Italia. (del prof. Franco Ortolani, geologo  1 maggio 2011)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”