Piedimonte Matese(Ce)- L’Amministrazione Comune di Piedimonte Matese nel suo percorso di politica culturale ha dato avvio a diverse rassegne ed azioni. Una rassegna è “Dagli editori alle edizioni”, centrata sul valore del libro e finalizzata alla conoscenza dello strumento, degli autori ed all’ incremento delle dotazioni librarie comunali. Nel ciclo di incontri l’Amministrazione Comunale e l’Assessore alla Cultura hanno già presentato con l’Autore ” In una città atta agli eroi e ai suicidi – Trieste e il caso Svevo “- opera di Giampiero Mughini – editore Bompiani. Sempre nello stesso luogo si svolge il percorso dei Glocal Heroes; ciclo di incontri sul rapporto tra il locale ed il globale, la cui chiave di lettura è la valorizzazione del patrimonio locale materiale e immateriale della persona, dei gruppi e dei sistemi, colti nel collegamento con i temi della post-modernità globale. In questo ambito il giorno 7 maggio 2011 alle ore 18:00 presso l’Auditorium comunale di Piedimonte Matese in Piazza San Domenico l’Amministrazione Comunale presenta “Dei pani /Dei volti”, Edito dalla Peliti Associati, opera del famoso fotografo Antonio Biasiucci. Il libro è anche catalogo della mostra fotografica organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli, con la collaborazione dell’ Università di Napoli Federico II – Centro Musei delle Scienze Naturali\Museo di Antropologia e del Museo Madre, mostra tenuta al Museo di Capodimonte. L’incontro avrà la presenza dell’autore Antonio Biasiucci, presentato dall’Avv.Benedetto Iannitti, Assessore alla Cultura del Comune di Piedimonte Matese. Interverranno il Sindaco di Piedimonte Matese Avv.Vincenzo Cappello, il Presidente della Comunità Montana del Matese Dott.Fabrizio Pepe, il Presidente del Parco Regionale del Matese, Dott.Giuseppe Falco.

Brevi note biografiche ed artistiche
Antonio Biasiucci nasce a Dragoni (Caserta) nel 1961. I suoi primi interessi vanno alla fotografia antropologica e al mondo contadino campano, al quale dedica numerose ricerche. Si trasferisce a Napoli nel 1980 dove comincia un lavoro sugli spazi delle periferie urbane. Nel 1984 inizia a collaborare con l’Osservatorio Vesuviano, svolgendo un ampio lavoro di documentazione sui vulcani attivi in Italia. Nel 1987 conosce Antonio Neiwiller, attore e regista di teatro: con lui nasce un rapporto di collaborazione che durerà fino al 1993, anno della sua scomparsa. Nel 1992 vince ad Arles il premio “European Kodak Panorama”. Fin dagli inizi della sua attività, lavora a una ricerca che si radica nei temi della cultura del sud e dell’Italia e si trasforma, in anni recenti, in un viaggio dentro gli elementi primari dell’esistenza e della memoria personale. Molte sue opere fanno parte della collezione permanente di musei e istituzioni tra cui: Centre Méditerranéen de la Photographie, Bibliothèque Nationale di Parigi, Departamento de documentaciòn de la cultura audiovisual di Puebla, in Messico, Centre de la Phothographie di Ginevra, Château d’Eau di Tolosa, Maison Européenne de la Photographie di Parigi, Fondazione Banca del Gottardo di Lugano, Musée de l’Elysée di Losanna, Galleria Civica di Modena, Fondazione Banco di Napoli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’Arte Contemporanea di Guarene (Cn) e Galerie Freihausgasse di Villach, Austria, Calcografia di Stato, Roma. Ha ottenuto importanti riconoscimenti: gli ultimi per il volume Res: Lo stato delle cose, pubblicato nel 2004 sono il Kraszna-Krausz Photography Book Awards vinto a Londra nel marzo 2005 e il premio Bastianelli vinto a Roma nell’aprile 2005.

Brevi note su mostra al Museo di Capodimonte

Il lavoro che Biasiucci presenta al Museo di Capodimonte, dopo anni di attività e intense ricerche, è incentrato su una doppia serie d’immagini – circa 30 opere – che si potrebbero definire ‘basilari ’: Pani e Volti. Il lavoro sul pane è semplice e al tempo stesso complesso: le forme emergono dall’oscurità intensa del nero fotografico e, il cibo per eccellenza dei popoli, appare come oggetto misterioso: meteoriti, crateri lunari, paesaggi magmatici, figure antropomorfe ma “ i pani rappresentano –sostiene Biasiucci- per i quattro elementi naturali che lo compongono, l’epifania della vita”. I volti, emergono anch’essi da una oscurità che ne esalta le differenze somatiche, sono in realtà calchi dei visi di tribù africane realizzati dall’antropologo Lidio Cipriani negli anni ’30, e conservati nel Museo di Antropologia dell’Università Federico II di Napoli. I volti nelle foto di Biasiucci si trasformano in una allegoria disperata e icastica dell’esistenza umana, cercata non nell’individualità dei singoli ma nella moltitudine delle diversità, delle differenze di etnie e di culture, “il lavoro sui volti- aggiunge l’artista- è una riflessione sulla morte, i pani e i volti sono in un nero profondo, un universo che unisce la vita e la morte”. (Articolo a cura del giornalista prof. Nicola Iannitti)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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