S. Pietro Infine(Ce)- (Di Giampiero Casoni )Meno luci, più sostanza, un cerottino piccino picciò per le ultime scalmane contro le quote rosa avversarie, un pozzo, un “onorevole” che onorevole non è e i soliti tre scorticati di turno. In pillole, gli ingredienti del comizio di mercoledì sera della lista “Uniti per San Pietro Infine” di Mariano Fuoco (nella foto): la squadra che tenta la scalata al Comune del piccolo centro Altocasertano la butta (quasi) tutta sugli argomenti e non si fa neanche mancare, nella sua arrampicata, una guida alpina di calibro, leggi consigliere regionale Massimo Grimaldi, Presidente del Nuovo Psi della II Commissione Bilancio che, con piccozza istituzionale in mano e scarponcini da trekking forse un po’ strettini, conduce sicuro la platea lungo le erte pareti di quello che il candidato sindaco chiama, esordendo alle 21.00 circa, “Pozzo di San Patrizio”. L’attacco è diretto e riguarda l’argomento principe di ogni campagna elettorale: i dané, il loro utilizzo e, secondo Fuoco, la latitanza di quella fetta dei medesimi su cui poggerebbe l’azione propagandistica della lista avversaria. Fuoco è cresciuto, ha più pelo sullo stomaco davanti al microfono e si toglie subito il cecio (forse il cilicio) delle pitturate che in altro consiglio aveva dato alle donne della lista numero uno… citandone-spiegandone solo una però, di quelle svisate- magari non volute – dal garbo, quella che forse gli aveva dato più bollore alle coronarie per percorsi che non attengono questa sede o quella che avrebbe potuto dare adito ad interpretazioni più boccaccesche, cosa questa che, ci sentiamo di dire, Fuoco non farebbe neanche sotto minaccia di un Uzi calibro 9 puntato sul piloro. L’ esordio è dunque contabile, con il contenuto del “pozzo”, “pari – ha sostenuto Fuoco – ad un milione 560mila euro. Somma vincolata, posto che poi non si prelevino 9000 più 4.500 euro per edilizia residenziale pubblica più i residui di marzo dalla cassa rurale alla Banca Popolare del Frusinate di Cassino. Lo sapete – ironizza poi il candidato sindaco della lista numero 2 – chi è fra i soci fondatori?”. Domanda retorica e al vetriolo a cui fa seguito la seconda stoccata. “Il livello del pozzo poi si abbassa ad un livello di 650mila euro. La differenza (risiede) in 12 mutui regionali accesi nel 2008 ma su sole tre posizioni produttive; per gli altri manca la copertura finanziaria. La prima rata non pagata viene prelevata dal Pozzo di san patrizio, per un importo di circa 270mila euro. Tutto questo senza gare e il 30 giugno è in arrivo un’altra rata. Il “Pozzo” poi foraggia il Festival del Cinema ed esisteva un’offerta valida fino al 16 maggio. Chi paga? E di quanto è sceso il livello del pozzo?”. Sempre in tema di “menzogne” attribuite all’ amministrazione uscente esiste un progetto di manutenzione e produzione, non nazionale. L’allegato A prevede una cooperativa giovanile per 4 guide, 2 amministrativi ed un direttore. Dopo un anno ed una pubblicazione slittata di un mese, nessuna cooperativa, nessun contributo ma 25 unità scaglionate su 8, 4 e 2 ore giornaliere. In più – chiosa Fuoco – non ci sono posizioni contributive presso l’Inps. Giovani – è il proclama finale del candidato sindaco, informatevi da soli; se vinceremo noi e ce ne sarà la possibilità, daremo 8 ore al giorno. (…) Il Sindaco però, in merito al primo finanziamento 2009, continua a tenere a spasso con catenella le persone in assenza di finanziamenti. Forte della sua eccelsa preparazione, sposta il tutto alle elezioni. L’equazione, per Fuoco, pare semplice: soldi=Pozzo di San Patrizio=Fondo vincolato. Giovani, non ci credete”. Inutile negarlo, il momento topico (inaspettato fino a qualche giorno fa ma annunciato dallo scrivente circa 9 giorni orsono) è stato l’arrivo sulla scena di Massimo Grimaldi, che ha confermato le ragioni di Fuoco dall’alto della sua posizione privilegiata in Regione e, con fare a metà fra il piacione di uno “arrivato” e la soddisfazione di rappresentare lo stesso partito dell’avversario di Fuoco stesso, piazza nella strozza della platea un amarcord di quelli che ti farebbero piangere anche Jerry Lewis: l’amicizia con Bernardo Pirollo, con il “Padre spirituale Mons Lucio Marandola e mielame simile. Tutto questo per ribadire che con lo sforamento dal Patto di stabilità probabilmente non arriverà uno sgheo perché le risorse sono al lumicino. (…). Interessante l’allocuzione ai giornali, principali amici in campagna elettorale e poi misteriosamente inaffidabili quando il gioco delle regioni mobili cambia; “sui giornali si può scrivere tutto – afferma Grimaldi prima di riprendere la via dell’astronave con cui aveva raggiunto la nebulosa San Pietro – ma io so che voi sanpietresi mi farete un regalo: la vittoria della lista numero 2”. Meraviglioso, come se Giovanni Rana andasse a fare lo spot dei pennelli Cinghiale ma tant’è. Il medico sta dall’altra parte ma il Pronto Soccorso pare servire a qualcun altro. A proposito: la definizione “onorevole” (Enzo Iacopino, Segretario Generale dell’Ordine dei Giornalisti, sessione fiuggina esame professionisti 2008 – ndr) è utilizzabile e corretta solo per i parlamentari, deputati o senatori. Il candidato consigliere Gatti invece neanche si pone il problema di giocare di fioretto, dopo cotanto prologo tiene lo stiletto nel velluto e parte dal “crescente interesse per i volti nuovi” alla produttività della stagione amministrativa 2001/ 2006, alludendo al raggiungimento di una “discreta pace sociale”. Per i candidati della lista numero 1 che sono un po’ più rodati neanche lo sfodera, lo stiletto; tira fuori la mannaia e trancia: “Davide Fuoco, Enrico Galvivo, Maria Antonietta Di Florio e Pasquale Perrone, hanno la sola abnegazione interessata al loro capo. Ora il treno ha invertito rotta, si è pensato più ai sostituti che all’interesse generale, in un’ottica di progettare una successione dinastica”. Amarcord anche per la versione con gli artigli cotonati di Gatti e vai con l’epopea delle carte bollate a San Pietro rispiattellata per sottolineare come Vincenzo Bocchino e Davide Fuoco siano, a parere del relatore, non proprio un modello di coerenza. “Vi ricordate – mugola Gatti – quando essi stessi invitavano il Sindaco uscente a ‘trovarsi una fatica’? Certe opere hanno scoperto il fianco all’opposizione…”. Gatti prende meno d’aceto quando, ad onor del vero correttamente, invita a combattere un clima di violenza generale che ormai pervade san Pietro Infine come il vaiolo. Bernardo Pirollo ha chiuso la serata esordendo con l’emozione del novizio, ammettendola e segnando subito un punto; chi ammette un’emozione ne prova e si prende una spanna in più degli altri. Ha ringraziato il suo omonimo ex Sindaco, Giancarlo ferri, Tiziano De Iulianis, Luigi Carciero, per spiegare poi che “l’emozione più grande è quella di avere come capolista un amico d’infanzia. Noi siamo una ventata di nuovo; esiste una precisa valutazione dei due ultimi mandati amministrativi (ma Gatti non ne aveva salvato almeno uno, il primo in cui lui era parte in causa?)”. Poi l’affondo: “Dopo lo scempio di Vechiarino Fuoco (Davide – nda) tuonava, vedeva in Fabio il diavolo… Fabio ha spento Fuoco con un piccolo getto d’acqua, tutto questo con Bocchino accucciato ai suoi piedi. (…) A San Pietro – Pirollo prende il passo della lava dell’Etna – i benpensanti hanno speso via il tempo dei più deboli e i cittadini sono caduti nelle fauci di amministratori indegni. Peppe – ha detto indirizzato al candidato sindaco avversario – per quali meriti sociali sei in lizza? Sei stato solo investito da tuo fratello. Quanti si sono sentiti rispondere da te ‘vai da mio fratello’ per poi sentirsi dire da tuo fratello ‘vai da mio fratello’? Ci sono cittadini a cui dal 2001 si son promesse case, lavoro; essi attendono come una palla fra due giocatori, con l’illusione per i giovani di un qualcosa che sarà “Kaput” il 18 maggio” Pirollo ha poi ricordato che “la monarchia è finita nel ’46 e i giovani sapranno capire”. Mariano Fuoco non si è voluta risparmiare l’esposizione video di un antico esposto inviato ad autorità assortite da Davide Fuoco, in cui si citavano vari, supposti profili di irregolarità, fatto oggetto di volantinaggio alla Conte Vlad la notte precedente per le vie di un paese sicuramente non stanco della politica, ma un po’ affannato, ci scommetteremmo, dei mezzi a cui spesso la sua brutta copia deve ricorrere. (Articolo a cura del giornalista Giampiero Casoni)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”