S. Pietro Infine(Ce)- (di Giampiero Casoni) Il Consiglio per insediarsi e la festa per togliere pressione ad una corsa da levrieri verso la vittoria elettorale. Tutto in una giornata, quella di sabato 28 maggio prossimo a san Pietro Infine. Due locations, la sala consiliare del Municipio e la centralissima Piazza Risorgimento, per raccontare le due facce della medaglia che adesso splende sul petto stanco di Giuseppe Vecchiarino, neo sindaco del borgo alto casertano che ha vinto la competizione per il governo cittadino da pochi giorni. Sugli aspetti in “tecnichese” dell’Assise civica di insediamento del nuovo Consiglio comunale, sull’ eventuale (non obbligatorio) annuncio delle nomine-deleghe per comporre la Giunta e sul ruolo della neo opposizione, poco disposta a stare a guardare, ci concentreremo magari a valle dell’ avvenimento, in modo da non cadere nel trappolone consueto del toto assessori (tutti interni?), della composizione di un tavolo consiliare complessivo che a San Pietro è nota anche ai merli acquaioli giù alla Fonte di Maria dell’Acqua e di tutti i bla bla che di solito, in giornalismo, si danno quando li si sono ufficializzati, non li si “anticipano” come se fosse uno scoop da Pulitzer. Del clima generale, clima festaiolo in casa di “Pace e Progresso”, di quello si, si può parlicchiare. L’ atmosfera è di fatto particolarmente euforica anche in virtù del fatto che il neosindaco è persona notoriamente “casinista” ed ama le feste come concetto in sé, figurarsi se poi il festeggiato è lui. Figurarsi ancora se il festeggiamento arriva dopo una vittoria da centometrista e non da fondo, dove il solito kenyota stacca tutti alla prima ruga di pista e tu sei condannato a sguinciargli il didietro per un’ eternità, augurandogli che tornino i Mau Mau o che i leoni abbiano un loro picco demografico di lì a poco. Sabato sera dunque, verrà celebrata la vittoria di Pace e Progresso e del neo Sindaco Giuseppe Vecchiarino con quell’ armamentario che, in tutti i paesi ma specie a San Pietro, che è borgo danzereccio, non può non prenderci: musica, cibo, vino schietto (cauti con le libagioni eh?) e tanta allegria. Allegria che, giocoforza, sarà bipartita ma non necessariamente scissionizzante. La comunità sanpietrese è fin troppo provata dalle scalmane che hanno punteggiato l’intera campagna elettorale per poter vedere una festa trasformata in ressa, e facciamo i generosi con la vocale in vocabolo. Certo, le occasioni di dialogo e distensione sono figlie delle sbevazzate in compagnia solo nei romanzi di Guareschi ma, oggettivamente, non sarebbe male se chi festeggiasse lo facesse senza infierire e chi non dovesse festeggiare lo facesse senza malvolenza. Un risultato piccino picciò… ma raggiungibile, vi pare? (Articolo a cura del giornalista Giampiero Casoni)

Pubblicato da red.prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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