Alife(Ce)- Reverendissima Eccellenza Mons. Valentino Di Cerbo, facciamo “appello” a Lei, persona sensibile e attentissima a questi problemi, a Lei che tantissime volte ha ripetuto che il cristiano deve fare la differenza e che per fare la differenza é necessario che scendi in campo in prima persona e si impegni nella vita sociale,  partecipando ed impegnandosi  attivamente alla vita della comunità,  difendendo i beni comuni e i diritti di ogni uomo. Enormemente preoccupati per la sorte del nostro paese e per il futuro dei giovani, ci preme sollecitare, attraverso la sua rispettabilissima persona, la nostra chiesa diocesana, a partire da quella locale di Alife, perché dagli altari i sacerdoti lancino l’ urgente appello a tutti i fedeli nel recarsi in massa alle urne il prossimo 12 e 13 Giugno  e a votare “SI” per salvare l’Acqua dono di Dio, al fine di scongiurare l’ennesimo flagello sul nostro paese e salvare quindi il diritto alla salute e la salvaguardia della nostra Terra, dono di Dio. Si parla tanto di difesa della vita, ma difendere la vita non significa anche scongiurare tutte quelle forme nascoste e trasversali che conducono alla morte, provocate dalle devastazioni ambientali, dagli  inquinamenti da rifiuti illeciti e radioattivi disseminati  illegalmente nelle nostre terre? Tali conseguenze provocate dalla mano scellerata dell’uomo distruttore, non mettono forse a rischio l’incolumità degli uomini? Le patologie tumorali e le leucemie che da un pò di anni a questa parte si stanno registrando in forte aumento nei nostri territori non lanciano forse il campanello di allarme e non sono forse la prova culminante del rischio che incombe sulle nostre teste?  Non possiamo starcene fermi e zitti. Bisogna intervenire! Non aggraviamo le cose più di quanto non siano già gravi ora! Ecco perché é necessaria una maggior attenzione da parte della chiesa nel farsi promotrice di questi appelli e cominciare ad avviare una seria riflessione che solleciti un risveglio culturale e sociale favorendo una mobilitazione delle coscienze, perché senza consapevolezza, o almeno finché si penserà che tutto procede  normale (quanto sappiamo benissimo che non é così) sarà difficile intervenire per apportare un rinnovamento ed un cambiamento radicale ai nostri stili di vita troppo consumistici e troppo “inquinanti”.
 
A “chi” vorrebbe privatizzare e mercificare i Beni Comuni quali l’Acqua, Diritto umano universale ed inalienabile che Dio ci affida tra le mani liberamente come dono consapevole, a “chi” vorrebbe offrirci energia in cambio di soldi e tumori,  noi rispondiamo risolutamente con queste parole: “Occorre un decisivo cambio di rotta e occorre adottare un modello di sviluppo equo e sostenibile“. Ecco perché il risultato di questo referendum sarà decisivo per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Pertanto ci preme in questi ultimi giorni che ci separano dalla data del voto, a sollecitare il clero diocesano nel lanciare quindi l’appello dagli altari a tutti i fedeli nel recarsi in massa alle urne per votare “4 SI” per la difesa dei Beni Comuni, “4 Si” per la difesa della Vita, “4 SI” per la Salvaguardia della salute, “4 Si” per i diritti di madre Acqua, “4 Si per salvare la Terra”, “4 SI ”  per l’affermazione dei diritti della PACE! Se il clero non ha coraggio di farlo perché forse ha paura di mettersi contro qualcuno,  o perché pensa che questi argomenti non siano consoni alla catechesi domenicale, chiediamo loro di concederci almeno un breve spazio, anche a termine della messa, per poter spiegare noi ai fedeli quello che devono fare e soprattutto decidere da che parte stare. Essere cristiani infatti, significa scegliere di stare con la vita, non si possono servire due padroni, é Cristo stesso ad avercelo ricordato, per cui non si possono tenere i piedi in due staffe. Questo é il tempo delle scelte consapevoli, il cristiano deve fare la differenza e la differenza sta proprio nella testimonianza, nell’impegno civile e nell’ esempio costante che deve dare ogni giorno operando nel mondo a partire dal territorio dove vive, schierandosi con “coraggio” dalla parte della verità e della giustizia e schierandosi per difendere la voce dei diseredati, dei poveri e degli oppressi della terra che muoiono per fame e per sete a causa dei nostri stili di vita troppo consumistici e poco attenti ai bisogni dell’ umanità intorno a noi, nella quale si rispecchia il volto di Cristo sulla terra. Certi un vostro tempestivo intervento in merito alla suddetta richiesta, ringraziamo doverosamente e porgiamo con profondo rispetto distinti saluti nel nome e nel segno della Pace.  “Agnese Ginocchio, presidenza “Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguadia del Creato- III Millennio” )
 
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”