Era il 7 luglio 1881 quando usciva la primissima edizione di un classico che avrebbe fatto la Storia della letteratura: quel giorno infatti “nasceva” Pinocchio: o meglio, usciva la prima puntata su Il Giornale dei Bambini de Le Avventure di Pinocchio. Il romanzo di formazione di Carlo Collodi in seguito sarebbe diventato uno dei libri italiani più tradotti nel mondo con oltre 240 edizioni internazionali, secondo una stima Unesco dei primi anni novanta. Un successo inarrestabile e una pietra miliare, che a 13o anni continua decisamente non solo per bambini o ragazzi. Un linguaggio fin troppo attuale. Quanti “Pinocchio” ai tampi d’oggi si mascherano intorno a noi?….

Storia del Libro:

Il libro è strutturato in trentasei capitoli: i primi due narrano di Mastro Ciliegia falegname che, avendo trovato un pezzo di legno “che rideva e piangeva come un bambino”, lo aveva regalato a Geppetto che volle farsene un burattino per compagnia.

Ma il povero Geppetto non aveva ancora finito di fargli gli occhi e la bocca, che già questi cominciarono a fare versacci. Quando poi gli finì le gambe il burattino, infilata la porta, prese a corre in strada con Geppetto dietro.

Un carabiniere, invece di punire il monello, condusse in prigione il povero Geppetto e Pinocchio, tornato a casa, indispettito dai consigli di un Grillo-parlante che gli rimproverava la sua cattiva condotta, lo schiacciò contro il muro con una martellata. Stanco, affamato e infreddolito si mise a dormire presso un braciere e si bruciò i piedi. Quando Geppetto fu finalmente libero, dopo avergli rifatto i piedi di nuovo, lo sfamò e lo rivestì e tentò di dargli un’educazione.

Per mandarlo a scuola, vendette la sua casacca, ma Pinocchio vendé l’abbecedario acquistato da Geppetto per racimolare i soldi necessari per assistere a una rappresentazione del teatro di burattini.

Durante la rappresentazione i burattini lo riconobbero e lo chiamarono sul palcoscenico, fra le proteste del pubblico.

A ristabilire l’ordine intervenne il burattinaio Mangiafuoco che, dopo aver minacciato di bruciare vivo Pinocchio, commosso dai suoi pianti gli regalò cinque monete d’oro per Geppetto. Ma lui si fece abbindolare dalla Volpe e dal Gatto che lo aggredirono impossessandosi delle monete e lo impiccarono. Venne salvato dalla Bella Bambina dai Capelli Turchini che lo accolse nella sua casetta e lo fece curare da un Corvo, una Civetta e un Grillo-parlante.

Quando stava tornando a cercare Geppetto incontrò di nuovo il Gatto e la Volpe che lo convinsero a seminare le monete nel Campo dei Miracoli. Successivamente il burattino, cercando giustizia dal giudice Acchiappa-citrulli, venne mandato in prigione.

Dopo tante altre avventure un colombo lo portò dal babbo Geppetto e Pinocchio si gettò in mare, per salvare il pover’uomo, la cui barchetta si era inabissata, ma venne portato dalle onde all’isola delle Alpi Industriose. Costretto alla fame aiutò una donna, che poi riconobbe essere la Fata: il burattino promise ancora di voler cambiare e studiare, ma venne trascinato dai cattivi compagni in riva al mare per vedere il pescecane. Scoppù una zuffa, nella quale rimase ferito un ragazzo e Pinocchio fu costretto a scappare.

Partì così per il paese dei Balocchi; dopo cinque mesi, si trasformò in un ciuchino e fu comprato da varie compagnie teatrali. Infine fu gettato in fondo al mare dove fu ingoiato dal pescecane nel cui stomaco trovò anche Geppetto che viveva là da due anni. Una notte essi fuggirono, mentre il pescecane teneva la bocca spalancata.

Dopo aver salvato il padre Pinocchio e aver imparato la lezione, finalmente degno di diventare un ragazzo come tutti gli altri, si trasforma in un bravo bambino. (Comunicato da redazione cultura, educazione e storia)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

 

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