Caserta– (di Mario Cozzolino) Su un quotidiano locale si legge che i ben noti alois imprenditori serici casertani avrebbero voluto delocalizzare le loro industrie in area Pip a San Benedetto, portando investimenti per 2 milioni di euro in cinque anni, posti di lavoro, nonché una serie di opportunità di crescita, purtroppo, sono stati costretti a delocalizzare le loro attività a Capua, non solo per l’ incapacità di amministratori e politici,ma anche e soprattutto per l’ azione giudiziaria amministrativa da parte dei 180 proprietari terrieri che ricorrendo al Tar hanno di fatto bloccato gli espropri, causando il fallimento del DIC 4, ovvero, del progetto PIP- San benedetto, firmato dall’ ex assessore alle attività produttive , in era falchiana, Pio Del Gaudio- progetto, che doveva, comunque servire a delocalizzare le aree industriali esistenti in aree più idonee, sia per porre rimedio al processo di migrazione fuori dal territorio comunale, sia al fine di delocalizzare fuori dal centro storico le attività produttive incompatibili con le esigenze di vivibilità e ai detti ostacoli, prosegue, l’ articolo, si sono aggiunte, anche le polemiche sorte dalla vicinanza dei PIP al non costruendo Policlinico. Una premessa così riportata era necessaria , sia pure ripetitiva, proprio per contestare queste false verità. Innanzitutto, va detto che i 30 e più proprietari terrieri e non 180, non hanno bloccato, niente e nessuno, tant’ è che sia sul piano giudiziario amministrativo Tar e Consiglio di Stato ( rigetto del ricorso per tardività ) che quello penale,Procura della Repubblica di Santa Maria CV ( definito con decreto di archiviazione del GIP su richiesta del PM ), al momento hanno ritenuto legittimo la realizzazione delle aree PIP,attigue all’area ospedaliera dell’ incerto futuro del policlinico. Quindi bisogna chiedersi effettivamente perché gli Alois se ne sono andati a Capua, quando avendo attesi tanti anni, ora che a dire di Pio del Gaudio . tutto è in corso d’opera, ci sono i soldi per le infrastrutture, il policlinico è in fase di riavvio ecc , ebbè vanno via ? cose dell’altro monte! Evidentemente, i motivi che essi conoscono , a noi lettori e cittadini sono sconosciuti. Per esempio, forse gli alois sanno bene che i PIP dovranno essere funzionali al policlinico. Gli Alois sanno bene che di fatto Pio del Gaudio non ha ancora disponibili soldi per pagare gli espropriati; sanno bene che i 15 o 18 milioni indicati nel piano triennale per i pip erano destinati al macrico e quindi c’è ancora un forse sulla reale destinazione di questi Fondi  più ; gli Alois sanno bene che il policlinico non potrà mai costruirsi se le cave non chiudono e vengono delocalizzate ; sanno bene che i 180 imprenditori che hanno aderito al bando indicativo di un manifestazione d’ interesse , e non ancora al bando effettiva di adesione all’ acquisto dei lotti ; sanno bene che i 180 aderenti al primo bando, per la maggior parte di essi hanno richiesti i lotti per installare capannoni industriali inquinanti l’ area del policlinico e della vicina frazione di Tredici ; sanno bene che il rapporto tra le infrastrutture da realizzare e la viabilità e vivibilità della frazione citata è sproporzionata , nel senso che l’ impatto ambientale e di circolazione stradale tra l’ area dei pip e l’ unico asse viario di Tredici ( via Campania), mette in ginocchio la quotidianietà delle famiglie, di anziani , di mamme e bambini che attraversano la strada in questione ; e potrei continuare alle malefatte che si nascondono dietro le aree pip a Tredici e al perchè se ne sono andati provvisoriamente gli Alois da Caserta. Di qui, mi chiedo perchè Pio del Gaudio ex assessore alle attività produttive nell’ era di Falco , non contestò all’epoca del suo assessorato , il prosieguo dell’ iter del policlinico, nell’ attuale zona di Trdici di fronte alle cave ; perchè non pretese prima la chiusura delle cave e la bonifica dei cd panettoni d’ immondizia che costrinsero la vicina azienda EDS informatica a traslocare a Pozzuoli. E allora perché addossare la colpa ai proprietari terreni di quanto hanno deciso i fallimentari Alois , nell’ andarse a capua ? perché Del Gaudio non si assume anche le sue responsabilità , in aggiunta, all’ amministrazione petteruti che ha fatto eco alla politica scellerata di Falco nel curare il proprio orticello personale, con incarichi, qualche assunzioni ecc invece di preoccuparsi a far decollare le aree pip, almeno, nella zona di San Benedetto, abbastanza distante dal policlinico, e quindi compatibile a ricevere, negi anni 2005-06 l’ azienda degli Alois ; forse perché c’ erano i politicucci locali e qualche potentato che lo impedivano; fatto sta che le aree di San Benedetto sono rimaste intoccabili per anni ; Insomma, a mio avviso, gli unici a non avere colpa per la strategica e affaristica fuga degli alois a capua sono prprio i proprietari terreni di Tredici e di Falciano, mentre i veri resposabili sono da ricercare altrove Anzi no l’ unica colpa che hanno questi cittadini è quella di avere avuto in eredità da centinaia di anni quel poco di terra che ora perderanno a prezzi stracciati, dove ognuno metterà quel che vi pare un autolavaggio, una vetreria , capannoni industriali, e palazzi e palazzi e palazzi. Quindi affare per affare ,gli alois hanno preferito battere sul tempo i futuri affaristi e aggressori dei pochi terreni pip di tredici, traslocando, guarda caso nella vicinissima Capua, in attesa di tempi migliori , pronti a riportare indietro a caserta e magari a tredici, il capannone appena avviuato e inaugurato a capua , ma vedi un pò! Alla presenza dell’ onnipresente Pio Del Gaudio. (Articolo a cura di Mario Cozzolino SEL)

Pubblicato da edf. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”