CASERTA –(di Nunzio DE PINTO)  Il fronte delle adesioni allo sciopero del prossimo 6 settembre indetto per protestare contro la manovra finanziaria, giudicata iniqua e contro i lavoratori ed i pensionati, si arricchisce di un altro sindacato: la Confederazione Cisas di Caserta. “Poiché la manovra economica del Governo” – si legge in una nota stampa diffusa dalla Cisas – “colpisce solo i lavoratori dipendenti ed i veri pensionati, non gli evasori od altre categorie, la Confederazione Cisas darà la sua adesione a tutte le manifestazioni che siterranno sull’argomento ed invita le varie istituzioni ed i parlamentari della provincia di Caserta ad essere coerenti con gli impegni elettorali assunti”. La Cisas invita il Governo a distribuire meglio i sacrifici sugli italiani incentivando i provvedimenti contro il lavoro nero o sommerso, di cui si parla solamente mentre nulla si fa in materia. Non a caso è stato ridotto anche il numero degli ispettori del lavoro e dei vari Enti Previdenziali (Inps, Inail, ecc.) e delle stesse Asl, anche se queste ultime molto carenti, mentre gli stessi Comitati CLEES e le Commissioni Lavoro Irregolare, voluti anni fa dal Governo, ora non vengono più fatte funzionare. Attualmente gli unici interventi per reprimere il lavoro nero o irregolare sono quelli spontanei, attuati dalla Guardia di Finanzia, Carabinieri e Forze dell’Ordine. Il lavoro nero e sommerso continua a prosperare. Secondo la Cisas è ormai divenuto di moda, specie nel periodo estivo nelle zone di villeggiatura, da Giugno a Settembre, e nei settori Turismo, Commercio, Pubblici Esercizi, Alimentare, Agricoltura e Costruzione. La Cisas stima che il 70% dei lavoratori dei predetti settori siano a nero, mentre i prezzi praticati continuano ad aumentare. Gli infortuni sul lavoro vengono dichiarati solo nei casi mortali o di gravissima entità, oppure nelle sole grosse aziende. Viceversa quando i lavoratori si fanno male vengono denunziati come casi di normale malattia o di infortunio non lavorativo. La Cisas ritiene che, se veramente si vuole combattere il lavoro nero sommerso, bisogna incrementare gli Organici degli Enti previdenziali, ormai ridotti all’osso, e fornire i mezzi necessari agli uffici preposti per ben operare, invece di spogliarli del tutto come sta avvenendo da tempo. La Cisas si augura che il Parlamento ora, tenendo conto della rivolta popolare, voglia migliorare il decreto legge in esame in modo che i colpiti non siano, come sempre, solo i veri pensionati ed i lavoratori dipendenti, ma anche certe caste e certe categorie, che si stanno arricchendo grazie anche al lavoro nero o da speculazione e nonché a carenze e omissioni. (Articolo a cura del giornalista Nunzio DE PINTO)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”