S. Pietro Infine(Ce)- (Di Giampiero Casoni) Sono stati i cieli stellatissimi dell’Alta Terra di Lavoro ad accogliere i fiori e gli arabeschi con cui la famiglia Cancelli ha dato l’ultimo spettacolo della sua perizia pirotecnica, prima che la tremenda esplosione di Arpino(leggi quì art)  cancellasse l’intero clan di maestri dei fuochi, due operai ed un cliente verolano. La “Pirotecnica Cancelli” infatti si era esibita in un carosello di altissimo pregio a San Pietro Infine, piccolo comune dell’Alto Casertano, lo scorso 11 settembre, in occasione delle celebrazioni religiose in onore di Maria santissima dell’Acqua, Vergine protettrice del piccolo borgo. Di lì a poche ore ed a nemmeno 60 chilometri a nord dal luogo dell’ultima esibizione, i fiori di gioia sarebbero diventati fiori di morte, smembrando il 70enne Claudio Cancelli, i figli Giovanni, di 46 anni e Giuseppe, di 43, gli operai Giulio Campoli ed Enrico Battista, più un cliente proveniente da Veroli, paese poco distante da Arpino. Mentre sul fronte dei rilievi e delle indagini la Procura competente, i carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone ed il Comando dei Vigili del Fuoco stanno ancora cercando di “mappare” le cause di una deflagrazione così improvvisa e devastante, nel paese di san Pietro Infine la costernazione è grandissima. In particolar modo sui social forum il cordoglio per la scomparsa così tragica degli uomini che tanta perizia e bravura avevano dimostrato nel chiudere la festa della Patrona è tangibile e sentito oltre ogni limite o situazione di circostanza. Basti pensare che, tanto belli, innovativi, affascinanti e suggestivi erano stati i giochi pirotecnici delle 11.30 che un fotografo amatore del luogo, l’architetto Maurizio Zambardi, storico ed appassionato di spicchi di vita vissuta affidati al teleobiettivo, aveva immortalato, inconsapevolmente, il canto del cigno di quei ghirigori meravigliosi e degli uomini che, dietro quella poesia, lavoravano per offrire un sorriso o un abbraccio fra l’intimorito e l’affascinato ai bambini di San Pietro. Forse, in Paradiso, avevano bisogno di qualche stella filante in più; “ottima e tragica” scelta, una scelta-fatalità che ha visto i cieli di San Pietro dare l’addio ai morti di Arpino.(Articolo a cura del giornalista Giampiero Casoni)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”