Il territorio italiano al termine del secondo conflitto mondiale è permeato in ogni luogo di residuati bellici esplodenti sepolti o affondati. La guerra aerea strategica distrugge intere aree urbane, ogni territorio del Bel Paese. Le incursioni aeree del tipo tattico colpiscono ponti ferroviari, importanti nodi stradali, stazioni ferroviarie, capannoni industriali, strutture portuali, e tanto altro. La furia dei B-17, dei Lancaster, in seguito dei Messerschmitt lascia inesplose una titanica quantità di bombe d’aereo.

La guerra di terra in Italia nasce per mezzo dello sbarco in Sicilia colmando il territorio italiano di ordigni inesplosi.

A fine guerra ogni esercito “probabilmente “ abbandona, sotterra, affonda una grande quantità di munizioni mai utilizzate.

Ovviamente già nel 1945 i militari anglo americani cercano d’individuare una soluzione in grado di restituire un territorio impraticabile a causa del pericolo rappresentato da questi ordigni inesplosi. Infatti tra il 1944 e il 1948 partecipano a queste campagne di bonifica circa 4500 civili impegnati in questi lavori di bonifica, molti di questi professionisti muoiono investiti da roventi schegge, altri restano feriti e mutilati, ma con grande sprezzo del pericolo questi rastrellatori BCM restituiscono la vita a residenti, agricoltori, pastori, ecc…

Inizia una ricostruzione altrimenti impossibile. Nascono la scuole BCM ( Capua, Viterbo, Chieti, Campobasso, Bologna, Ferrara, ecc….), in seguito nasce l’indispensabile figura della “Sezione BCM”, la quale segue, coordina, addestra e collauda i lavori di bonifica bellica.

Il tempo passa, molte sezioni BCM (non comprendo i motivi) oggi non esistono più, ma fortunatamente la bonifica bellica ancora oggi è sostenuta dai Reparti BCM di Napoli e Padova, questi ultimi continuano a distribuire storia, competenza, saggezza e non solo, ad operatori BCM: dirigenti, assistenti o rastrellatori di qualsiasi ditta specializzata nel recupero ordigni bellici.

Questa professione è da sempre disciplinata dal decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1946, N. 320, ma quest’ultimo il 9 ottobre 2010 è inaspettatamente “abrogato”, tutto ciò crea sbando, caos. Il vuoto normativo impedisce la ricerca sistematica dei residuati bellici e crea seri problemi ad ogni ente pubblico o privato in procinto di costruire o scavare.

L’emergenza pare sia giunta alla conclusione, (…) infatti dopo aver erroneamente pensato di delegare la competenza di gestire un lavoro enormemente tecnico e pericoloso al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, o della salute, (!?) qualcuno ha compreso la gravissima “gaffe” e suggerito di restituire questo onere all’unico Ente competente, quello

militare unico ad aver l’autorità a gestire corsi BCM, rilascio brevetti personali, autorizzazioni e prescrizioni.

Vorrei concludere questo articolo per mezzo di un pensiero precedentemente scritto per altra causa:

Il lavoro continua giusto per ricordare che ancora oggi produciamo sicurezza; per far comprendere a chi afferma il contrario, quanto la bonifica bellica BCM non può e non deve diventare una vetrina per nessuno, ma sopratutto, prima di affrontare questo argomento conviene conoscerlo a fondo, viceversa diventa necessario un saggio e conveniente silenzio…!
(Articolo a cura di Giovanni LAFIRENZE)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”