Non perde smalto, entusiasmo, voglia di fare e di cambiare. Eppure sono passati 50 anni. Ma la Marcia Perugia-Assisi continua ad esercitare un incredibile “ruolo catalizzatore”, e quest’anno si annuncia come un appuntamento addirittura imponente. Niente lustrini, però, per un compleanno importante come il cinquantesimo: piuttosto i due giorni di Meeting che precederanno la marcia vera e propria da Perugia (Giardini del Frontone, partenza alle 9) ad Assisi (la Rocca) si presentano come una ricchissima panoramica su quell’”altro mondo possibile” che, ormai lo abbiamo capito, esiste. Deve solo essere legittimato.

Eppure, la legittimazione ce l’ha tutta, anche se la potente alchimia della politica riesce magicamente ad azzerarne i risultati il giorno dopo. Anche quest’anno saranno molti i politici che parteciperanno alla marcia, e gli stessi organizzatori non si chiudono nell’autismo “anti-casta”, anzi, proprio oggi parte una lettera ai segretari di partito per chiedere di adoperarsi concretamente per andare incontro ai “desideri” che le persone riunite a Perugia esprimono. Poiché, come ha detto alal conferenza stampa di presentazione il presidente dell’Arci Paolo Beni: “Alla marcia Perugia-Assisi si incontrano persone e realtà che non solo hanno molte cose da dire, ma anche molte proposte da fare”.

 Nata il 24 settembre da un’intuizione di Aldo Capiti – lo ricorda Mao Valpiana, presidente del movimento non violento,  intellettuale rigoroso e rivoluzionario, è prima di tutto incontro tra culture, religioni, lingue diverse nel nome dela pace e della fratellanza. Ma per tradizione non si è mai tirata via dalla politica, come dimostra anche il manifesto di presentazione della marcia di quest’anno, che entra direttamente nel merito: “Contro il degrado di questa Italia, non possiamo stare a guardare”.

Non a caso uno dei temi cardine della Marcia Perugia-Assisi di quest’anno sarà il lavoro, poiché non può esserci pace senza giustizia sociale, come hanno ricordato il rappresentante della Cgil e quello delle Acli. Ma anche i giovani, i primi a poter e a dover parlare di futuro, ma anche del presente, che li vede in questo paese le principali vittime dei tagli alle risorse per l’istruzione e lo stato sociale. Se ne incontreranno 4 mila a Bastia Umbra. Ci saranno le associazioni come Libera e le vittime di mafia, come ha ricordato Tonio Dall’Olio. Ma un forte gesto simbolico sarà messo in campo durante la Marcia anche per ricordare la tragedia muta dei migranti che muoiono in mare: 1.500 dall’inizio dell’anno, ha ricordato Paolo Ciconte di Amnesty International. Che dedica quest’anno la sua presenza alla Marcia proprio ai morti dimenticati dei viaggi della speranza e della disperazione, distribuendo 1.500 maschere bianche che marceranno fino ad Assisi.

Per i 50 anni della marcia, il manifesto quotidiano pubblicherà,  nei prossimi giorni, uno speciale  che racconterà idee, speranze e proposte del “popolo dei viandanti”.

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-Ascolta l’ Inno per la Marcia per la Pace: “Bandiere di PACE” (di A. Ginocchio)

Pubblicato da red. prov.”Alto Casertano-Matesino & d”

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