S. Pietro Infine(Ce)- (di Giampieo Casoni) Pace e progresso sono biada ancora da rumine per la cittadinanza di San Pietro Infine dopo un voto ancora troppo recente per palesare gli scenari futuri nel comune Altocasertano ma il Patto di Stabilità, quello pare che nel Comune di Piazza Risorgimento se lo siano già quasi giocato; il che, tra l’altro, è un ammennicolo non da poco, dato che trattasi di violazione continuata di una legge dello Stato. Tanto continuata che la Corte dei Conti ha, nell’ammonire i Comuni insolventi sulla documentazione in questione (oltre a San Pietro, anche Presenzano e Roccamonfina) ha fatto far fede ad un Sindaco che Sindaco non lo è più ma che da Sindaco deve aver rifiutato i ricostituenti prescrittigli dal suo futuro successore, nonché fratello, nonché medico, Fabio Vecchiarino. Oggi le redini del paese sono tenute dal fratello Giuseppe, camice bianco per sua stessa ammissione all’estensore (7 luglio 2011 – nda)ancora un po’ imbarazzato nel capire la differenza fra catetere e catasto, pare anche un po’ a digiuno di Diritto del Lavoro ma si farà. Tuttavia l’omissione, certamente colposa e non dolosa (non sia mai a scavalcare il garantismo, in certi casi) è farina del sacco del Vecchiarino junior. La notizia è riportata per intero sul blog della Comunità Montana “Monte Santa Croce” e, in realtà, flash di attacco a parte, è la cruda esposizione del giudizio che la magistratura contabile dà del casotto. “Comuni “distrattoni” – vi si legge – mancata trasmissione del questionario sul Bilancio di Previsione 2010: la Corte dei Conti diffida i sindaci Fabio Vecchiarino (San Pietro Infine), Letizia Tari (Roccamonfina) e Enzo D’Errico (Presenzano).Questo perché i rispettivi organi di revisione economico-finanziaria non hanno ancora trasmesso il questionario relativo al Bilancio di Previsione per l’anno 2010, contravvenendo ad un preciso obbligo di legge. Questo quanto accaduto – incalza la new che pare suggellare la (sicuramente momentanea) amnesia amministrativa sanpietrese – nella Camera di consiglio dello scorso 16 settembre 2010. Un tris di delibere che ha ha “ordinato che i sindaci e il presidente del consiglio dei tre Comuni “rendano note le iniziative, anche sostitutive, adottate al fine di assicurare l’adempimento obbligatorio di legge, sinora non soddisfatto.Il mancato inoltro dei predetti questionari o il grave ritardo nella trasmissione degli stessi – scrive la magistratura contabile campana – costituisce violazione di un preciso obbligo di legge, nonché compromette lo svolgimento dei compiti intestati a questa magistratura contabile, vanificando lo scopo voluto dal legislatore di assicurare il rispetto degli obiettivi annuali fissati dal Patto di stabilità interno, di osservare i vincoli in materia di indebitamento di cui all’art. 119, ultimo comma, della Costituzione e di dar conto di ogni altra grave irregolarità contabile e finanziaria”. Ora, a voler essere sinceri come si fa in questi casi, lo svarione non è che sia appannaggio dei soli tre Comuni a cui i magistrati col pallottoliere hanno fatto tana; mentiremmo. Una cosa però pare sguinci are dal caso sanpietrese e di lettura di costume si tratta quindi nessun s’incazzi. L’amore sviscerato per la Storia con la A maiuscola (A di affari, ovvio) pare aver mandato a boccino le sinapsi di quanti, pur scommettendo sul futuro via passato (e la scelta resta ottima, in linee generali) paiono aver cassato una faccenducola chiamata presente. Un po’ come quei nostri nonni un po’ babbioni che leggevano Gibbon mentre soffitto, piattaia, gatto e mogliera gli andavano a fuoco intorno. O come Talete, che un giorno, filosofando fra Efeso e Mileto col naso all’aria, pare non si accorse di una forra e ci si cappottò dentro con tutta la sottana da greco savio. Con una differenza: sberciarti il tuo naso fa ridere, dare il la alla zoppia di una comunità fa riflettere….(Articolo a cura del giornalista Giampiero Casoni)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”