GRAZZANISE(Ce)-  (di Raffaele Raimondo) – E’ trascorso più d’ un anno e mezzo dal promettente discorso che giunse a fare, a Grazzanise, il ministro Matteoli in compagnia del presidente della Provincia, Zinzi. E nell’ attesa dell’ ennesima…singolarissima puntata di quella telenovela infinita che si chiama “aeroporto civile di Grazzanise”, è meglio “sbirciare” – per quanto ci è dato – sulla concreta attualità della base militare. E troviamo, all’ uopo, istituzionalmente disponibile il col.pil. Marino Francavilla, comandante del 9° Stormo “F.Baracca”. Col dovuto avallo delle “alte sfere”, il vertice dello storico Reparto del Cavallino rampante è pronto ad un aggiornamento a tutto campo, con particolare riguardo per quattro punti cruciali: l’attività di supporto e di soccorso aereo dentro o ‘fuori area’; l’arrivo, sempre più imminente, sulla base  di Grazzanise, del 2° Nato Signal Battalion (e relativa verifica delle possibili modalità di collaborazione con gli Enti locali per un’ implementazione anche socialmente integrale); la costruzione di nuova pista ‘semipreparata’ dentro il perimetro del vecchio aeroporto militare e – di certo non ultimi in ordine di considerazione – i livelli e l’odierna qualità dei rapporti interistituzionali del 9° Stormo “F.Baracca” col territorio. Diamo qui sintetico conto della prima parte dell’intervista esclusiva concessaci, rinviandone la seconda, mentre da Roma il col. Achille Cazzaniga, capo dell’Ufficio-stampa dell’Arma Azzurra, conferma che “sono in corso predisposizioni per il futuro rischieramento di un Reparto della Nato sull’aeroporto di Grazzanise. Si tratta di un’attività svolta sotto la diretta supervisione dello Stato Maggiore della Difesa e della NATO che  prevede la rilocazione sul sedime aeroportuale di Grazzanise di alcune componenti del 2nd NATO Signal Battalion, Reparto impiegato nei vari teatri operativi, per attivare in qualsiasi area di crisi ed in breve tempo collegamenti via satellite, sia telefonici che dati, fra i Comandi sul territorio delle operazioni ed il Comando della Nato”. Sull’ipotesi di una nuova missione all’estero del 21° Gruppo incardinato nel 9° Stormo, il comandante Francavilla spiega: “L’Aeronautica Militare si adopera costantemente per predisporsi all’eventuale impiego di tutti i suoi assetti in contesti che possono anche essere “fuori area”. In tale ambito, noi potremmo anche essere richiamati coi nostri elicotteri AB212 Ico che dal 2006 hanno fornito questo tipo di servizio con eccellenti risultati; l’ultimo rientro c’è stato a metà aprile del 2010. Non si esclude, dunque, una  nostra partecipazione in attività similari anche se ad oggi non ci sono indicazioni a breve termine. Insomma finora non siamo stati “taskati” per l’immediato futuro. Ciò non toglie che continua incessante la preparazione che i nostri piloti, i nostri fucilieri mettono in atto proprio per mantenere degli standards elevati per eventuali impegni nel prossimo avvenire e che ci verranno comunicati con gli anticipi previsti”. Il che ha già comportato che, nel secondo trimestre di questo 2011 ormai al termine, il 21° Gruppo non è stato impiegato in “missioni di pace” nelle zone calde del mondo mediorientale o asiatico in cui da vari anni le Forze Armate dell’Occidente sono state anche massicciamente presenti ed attive per contribuire al superamento di interminabili conflitti etnico-politici o al crollo di regimi autoritari. E, intanto, il 21° Gruppo, allo stato attuale, rimane ancora allertato per il Soccorso aereo? “Il settore del Soccorso aereo è estremamente delicato, sensibile – afferma il comandante del 9° Stormo – Noi abbiamo, come attività prioritaria, il supporto alle ‘operazioni speciali’, ma il nostro compito secondario è anche quello di intervenire in caso di necessità, per emergenze, soccorsi, calamità naturali e per tutte quelle cose che ovviamente dobbiamo essere pronti a fronteggiare per fornire un contributo rapido, efficace e ai massimi livelli, per tutta la comunità che ci circonda e non solo. Infatti – grazie alla nostra preparazione poliedrica, nel senso che noi cerchiamo sempre di conservare delle abilità; cioè svolgiamo tante attività diversificate, senza dimenticare però che è importante riuscire comunque a mantenere un livello addestrativo in settori specifici (il soccorso in mare, il soccorso su terra, i disastri d’origine meteorologica…) – siamo sempre pronti per eventualità per le quali potremmo essere chiamati in ogni momento. Ovviamente ci danno un preavviso e noi cerchiamo di essere più che tempestivi nei limiti del possibile, per assicurare la tipologia di servizio che è nella nostra storica peculiarità.La Squadriglia, alla sua nascita, era impegnata su questo come attività principale; in seguito, con uno sforzo enorme di volontà, tendenzialmente pratico, ed un’applicazione veramente totale dei componenti che all’origine facevano altro, sono stati poi addestrati per assumere ulteriori compiti ed avere la capacità di intervenire ‘fuori area’: insomma, si sono così ampliate le possibilità di impiego. Comunque, la soddisfazione che si prova nel poter soccorrere qualcuno, salvare una vita umana o dare davvero il massimo supporto possibile, è un qualcosa cui sicuramente non vorremmo mai rinunciare. Si tenga presente che, tra l’altro, anche ‘fuori area’, alcune operazioni svolte (le evacuazioni sanitarie, ad esempio) rispecchiano l’attività di soccorso; solo che vengono fatte in un contesto ostile che presenta problematiche diverse”. (Articolo a cura del giornalista prof. Raffaele Raimondo)

 FOTOGRAFIE: -Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, a Grazzanise il 19 marzo 2010;-Il col.pil. Marino Francavilla, comandante il 9° Stormo “F.Baracca”; -Gli uomini del 21° Gruppo schierati accanto ad un elicottero AB212 Ico.

 Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”