Grosseto  – Sono sei i morti e 16 i dispersi nel naufragio della nave Costa Concordia all’Isola del Giglio. “Mancano all’appello 12 tedeschi”. In mattinata le ricerche sono state sospese a causa del mare mosso (VIDEO). Sub di nuovo al lavoro nonostante il maltempo. Conferenza di Costa Crociere: “Nave uscita da rotta senza autorizzazione, procedure non rispettate”. Il ministro: “Tutelare l’ambiente, stop a passaggio navi sotto costa”. Si aggrava la posizione del comandante, gli inquirenti ipotizzano che volesse sabotare la scatola nera. In arrivo avvisi di garanzia per altri tre ufficiali. Crollo del titolo in Borsa VIDEO1, 2, 3, 4, 5, 6, FOTO. Le polemiche sui soccorsi. La storia di Taku e Maiko, giapponesi in luna di miele (VIDEO). Giornalista dell’Adnkronos: ”Un inferno, sembrava il Titanic” (AUDIO1, 2). L’esperto: facile parlare dalla terra ferma e creare il mostro. L’incidente nel porto di Palermo nel 2008. Al varo non si ruppe la bottiglia di champagne (VIDEO)

Grosseto, 16 gen. (Adnkronos/Ign) – Si aggrava il bilancio delle vittime del naufragio della nave Costa Concordiaall’Isola del Giglio: è stato trovato il cadavere di un uomo. Sono adesso 6 i morti nella sciagura, e 16 i dispersi. Il corpo era nel secondo ponte, in una parte non invasa dall’acqua. Aveva il giubbotto salvagente ed era un passeggero. Ieri erano state tratte invece in salvo tre persone, due sposini coreani e il commissario capo di bordo Manrico Giampetroni, che nonostante avesse una gamba rotta è riuscito a mettere in salvo molti passeggeri. Fra i dispersi ci sono anche un uomo, Williams Arlotti, e sua figlia Dayana, di 5 anni. ”Sono scivolati in acqua nel corridoio fra il punto di ritrovo A e B” riferisce la cugina Sabrina Ottaviani. “Qualcuno ha detto alla compagna che li avevano tirati su con delle corde ma di loro non c’e’ traccia” prosegue Sabrina che ha un’agenzia di viaggi a Gambettola. La compagna dell’uomo, infatti, e’ riuscita a salire su di una scialuppa di salvataggio, ma da quel momento ha perso le tracce del fidanzato e della bambina. Secondo quanto riferisce la stampa tedesca poi, mancherebbero all’appello anche 12 passeggeri tedeschi. I dispersi però potrebbero anche essere riusciti a mettersi in salvo e aver lasciato il posto senza essere registrati. L’ambasciata americana riferisce inoltre di due passeggeri statunitensi di cui non si hanno notizie. In tutto, i cittadini americani imbarcati sulla nave erano 120, di cui, 118 sono stati rintracciati. Straziante poi l’appello che lanciano da Lima i genitori di Erika Soria, 26enne peruviana al suo quarto viaggio come membro dello staff di Costa Crociere. “Bisogna intensificare le ricerche, per trovarla dovunque si trovi, viva o morta”. A peggiorare la situazione oggi ci ha pensato il meteo, con il mare mosso che ha provocato lo spostamento della nave di nove centimetri, costringendo le autorità a sospendere le ricerche dei superstiti fino al primo pomeriggio. Già da ieri gli esperti hanno espresso il timore che le onde del mare ingrossato possono provocare uno spostamento del relitto e farlo sprofondare a 70 metri rispetto al gradino di 37 metri su cui è appoggiato lo scafo. Se sprofondasse a 70 metri, la nave si inabisserebbe completamente, e a quel punto finirebbe ogni speranza di trovare vivi i superstiti rimasti intrappolati a bordo. Una condizione che potrebbe portare a un disastro ambientale. In serata sono attesi sull’Isola del Giglio una ventina tra tecnici e ingegneri della societa’ olandese Smit Salvage, la societa’ specializzata incaricata di recuperare il carburante oltre 2.300 tonnellate – dai serbatoi della nave Concordia. “Il rischio ambientale per l’Isola del Giglio è altissimo. L’obiettivo è quello di evitare che il carburante esca dalla nave. Stiamo lavorando su questo” ha dichiarato il ministro per l’Ambiente Corrado Clini. “Bisogna fare in fretta – ha sottolineato ancora il ministro – perché se cambiano le condizioni meteo-climatiche potremmo trovarci in una situazione diversa da quella di oggi con il rischio grave per la tenuta dello scafo. Lo ripeto, stiamo cercando di fare molto in fretta -ha aggiunto – tenendo conto che probabilmente ci sono ancora vite umane da salvare”. “Abbiamo poco tempo per intervenire e svuotare i serbatoi per evitare che la nave subisca ulteriori danni. Dobbiamo evitare che le condizioni climatiche mettano a rischio lo scafo per evitare la fuoriuscita di carburante perche’ le conseguenze sarebbero gravi. Stiamo preparando l’intervento, ma anche dobbiamo prepararci a circoscrivere la zona nel caso ci fosse una fuoriuscita. Vista la situazione stiamo lavorando al limite” ha spiegato Clini. Secondo il ministro dell’Ambiente “le zone che potrebbero essere interessate dallo sversamento, naturalmente dipenderà anche molto dal flusso delle correnti, è sicuramente l’Isola del Giglio, probabilmente l’intero Arcipelago e la costa”. Il ministro aveva lanciato inoltre la proposta di limitare il passaggio delle navi nelle zone piu’ sensibili. “Si tratta di una norma di buonsenso – ha replicato Clini – il buonsenso infatti suggerisce che se il valore principale che dobbiamo tutelare è quello del nostro patrimonio naturale-paesaggistico, che poi è anche una risorsa fondamentale per il turismo, dobbiamo evitare che il nostro patrimonio venga messo a rischio”. E mentre si aggrava sempre di più la posizione del comandante Francesco Schettino, la Procura di Grosseto starebbe valutando l’invio di almeno altri tre avvisi di garanzia per altrettanti ufficiali della nave Costa Concordia. Gli inquirenti stanno ascoltando decine di testimoni tra passeggeri e membri dell’equipaggio e molti di questi avrebbero riferito che anche alcuni alti ufficiali della nave avrebbero condiviso delle responsabilita’ con il comandante Schettino e anche loro avrebbero abbandonato la Costa Concordia ore prima della conclusione delle operazioni di salvataggio, imbarcandosi sulle scialuppe. Secondo quanto si apprende, per tre ufficiali sarebbero quindi in arrivo avvisi di garanzia con gli stessi capi di accusa del comandante: omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave. Per quanto riguarda il comandante Schettino, domani a Grosseto si terrà l’udienza di convalida dell’arresto. Secondo alcuni testimoni, il comandante avrebbe fatto avvicinare la nave alle coste dell’Isola per una specie di ‘gioco’ o ‘bravata’ nei confronti di un maitre di bordo, il gigliese Antonello Tievoli. Schettino avrebbe chiamato sul ponte di comando Tievoli dicendogli: ”Antonello vieni a vedere, c’e’ la tua Isola, stiamo sopra al tuo Giglio”. Quando il maitre ha visto dove si trovava avrebbe detto al comandante: ”Attenti, siamo vicinissimi alla riva”. Ma ormai era troppo tardi. Il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha riferito che i magistrati che indagano sul naufragio sono rimasti ”colpiti dalla spregiudicatezza della manovra azzardata del comandante mentre la Procura sta ”verificando la catena di comando della nave Costa Concordia, per appurare se ci sono altre responsabilita’ oltre quella del comandante”. Schettino, secondo quanto sospettano gli inquirenti, voleva recuperare la scatola nera con l’intenzione di sabotarla. Dopo aver abbandonato la nave, ore prima che fossero completate le operazioni di salvataggio, Schettino si sarebbe offerto di recuperare la scatola nera. Secondo quanto trapela da fonti giudiziarie, il comandante avrebbe voluto così sottrarre informazioni preziose per le indagini, e inquinare le prove, distruggendo così le indicazioni utili a ricostruire la dinamica dell’incidente. E’ confermato inoltre che Schettino aveva abbandonato la nave e si è rifiutato di risalire – pur invitato ad agire così dai soccorritori – venendo così meno agli obblighi di legge che gli impongono di coordinare l’evacuazione e di abbandonare la nave per ultimo. La stessa compagnia di navigazione ha preso di fatto le distanze da Schettino, in una nota emessa nella notte, in cui parla di ”gravi errori del comandante”. L’armatore sostiene che Francesco Schettino potrebbe ”non aver seguito le procedure di Costa Crociere che sono in linea e, in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali”. Contro di lui ”sono state mosse gravi accuse. Sembra – si legge nella nota – che abbia commesso errori di giudizio che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta seguita dalla nave è risultata troppo vicina alla costa, e sembra che le sue decisioni nella gestione dell’emergenza non abbiano seguito le procedure”.(Adnkronos/Ign)

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Mentre l’arrivo del maltempo rallenta i soccorsi e si pensa a come recuperare il relitto della Concordia, mentre la compagnia continua a negare l’ipotesi di un guasto tecnico e a ribadire che le navi sono “ultrasicure”, le indagini della procura di Grosseto vanno avanti. Sono in arrivo avvisi di garanzia per almeno altri tre alti ufficiali a bordo durante l’incidente. Anche loro avrebbero abbandonato l’imbarcazione ore prima della conclusione delle operazioni di salvataggio.

“Non possiamo negare che ci sia stato un errore umano”. Come già annunciato ieri sera, la Costa Crociere scarica la responsabilità del naufragio della Concordia addosso al comandante Francesco Schettino, reo di non aver gestito l’emergenza secondo le procedure della società “che sono in linea e, in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali”. Il capitano, comandante dal 2006 e sempre ritenuto idoneo dalle certificazioni”, avrà ugualmente un’assistenza legale in un processo in cui, come sostiene il presidente e ad Pier Luigi Foschi, “l’azienda è parte lesa”. Impossibile, inoltre, che si sia trattato di un problema a bordo: “Il certificato di sicurezza era stato rinnovato a novembre”, quando è stata fatta l’ultima esercitazione di abbandono della nave. “Allora il comando della nave era ricoperto da Schettino e da Manrico Giampetroni che eroicamente si è impegnato nel salvataggio. Da questi controlli non emerse nessuna osservazione”, sostiene Foschi ribadendo che “le nostre sono navi ultrasicure, quello che è accaduto è eccezionale e imprevedibile”.

Per Foschi bisogna valutare il comportamento del comandante Schettino durante l’incidente e durante le operazioni di evacuazione. Se per il secondo la compagnia non può dare giudizi nonostante sostenga che il capitano sia rimasto a bordo “molto a lungo”, “ho testimonianze interne che danno un giudizio sul comandante non così come emerso sulla stampa. Un comportamento che non appare esser come riportato dagli organi di informazione. Ma devo aspettare indagine finale magistratura“.

Quel che sembra certo è che la rotta della Concordia “è stata impostata correttamente” alla partenza nel porto di Civitavecchia. Grazie alla strumentazione di bordo e ai dispositivi satellitari, l’unico modo per poter cambiare traiettoria era quella di impostarne una diversa “dal comando nave”. Una manovra “non approvata, nè autorizzata da Costa Crociere”, che si dissocia da questa condotta.

La compagnia, oltre a esprimere le condoglianze alle famiglie delle vittime della “tragedia di enormi proporzioni”, si difende soprattutto dalle accuse che vedono un equipaggio inadatto ai soccorsi: “Tutti i membri dell’equipaggio si sono comportati da eroi”, dice Foschi, “Hanno agito in situazione notturna su una nave inclinata. L’inclinazione non ha consentito di calare regolarmente le lance di salvataggio. Ma in quella situazione sono state evacuate 4mila persone in due ore. In quelle condizioni non era facile”. Del resto anche i passeggeri erano stati addestrati ad un eventuale emergenza: “Solo chi era salito a bordo a Civitavecchia non aveva ancora fatto la simulazione e ricevuto istruzioni, essendo stato imbarcato da circa 3 ore“.

Altro tema affrontato è quello della rimozione dell’enorme relitto, 112mila tonnellate di nave e 2300 tonnellate di carburante incastrate tra le rocce davanti all’isola del Giglio, nella riserva naturale dell’arcipelago toscano. Finita l’emergenza, il problema sarà quello di tutelare l’ambiente. E con l’arrivo del maltempo le operazioni potrebbero essere rallentate e l’imbarcazione potrebbe sprofondare ancora di più. “Sul problema del carico carburante la situazione è molto complessa. Le indicazioni dicono che bisogna prima togliere il carburante e poi rimuovere il delitto. Abbiamo commissionato uno studio che domani speriamo sia completato per cominciare a svuotare prima possibile la nave“, assicura Foschi, secondo cui per ora non ci sono perdite o tracce di inquinamento. Allo studio un sistema di “palloni d’aria” che potrebbero rimettere la nave in galleggiamento, per poi trainarla con dei rimorchiatori. Ma per l’amministratore delegato “il recupero di Costa Concordia è una delle operazioni più difficili al mondo. Ci sono alcune possibilità di scelta ma prima di tutto dobbiamo pensare a chiudere le falle“. Non è escluso che la nave possa essere segata in tronconi.

Sul tema ambientale è intervenuto anche il ministo per l’Ambiente Corrado Clini, secondo cui è necessario “intervenire subito per scongiurare un disastro ambientale”: “La situazione ci concede tempi stretti. La cosa più urgente è svuotare i serbatoi dalle tonnellate di carburante che mettono a rischio un’area molto vulnerabile e preziosa”. È importante secondo il ministro anche rivedere le rotte delle navi vicine alla costa: “Il turismo è una fonte economica fondamentale del nostro Paese, ma non si può mettere a rischio la sicurezza. Quindi le bellezze dell’Italia potranno essere viste da navi che rimangono a largo e poi i turisti verranno portati sui luoghi del nostro patrimonio turistico“.

Una tragedia costata alla compagnia 93 milioni di dollari di danni “immediati” oltre ai danni ancora da valutare, riguardanti i diversi aspetti assicurativi. E il disasto si è già fatto sentire in Borsa: “Ci aspettavamo un impatto negativo sul titolo, era -23, adesso è -17%“. Di certo “non è assolutamente previsto per il futuro una modifica del nome dell’azienda” e “la nave sarà sostituita” appena sarà rientrata l’emergenza: “Abbiamo un milione di clienti fedeli, registrati e che ci sostengono. Ci sarà un impatto e un momento difficile per noi, ma la reputazione sarà stabilita e riotterermo la fiducia dei nostri clienti. Le vacanze sulle navi sono sicure“. (Fonte: Il Giornale)

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Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”