(di Nunzio De Pinto) LETTERE – Alla crudeltà dell’uomo nei confronti degli esseri animali non c’è mai fine. Dopo il ritrovamento, alcune settimane orsono di decine e decine di cani morti, molti dei quali sono stati trovati imbustati, al solo scopo di evitarne il ritrovamento, a Lettere è stato bruciato vivo un cane e lasciato morire fra atroci ed inenarrabili sofferenza. In seguito ad una segnalazione anonima pervenuta alle Guardie Zoofile E.M.P.A. (Ente Mediterraneo Protezione Animali), a Lettere, in via Varo Chirico è stata ritrovata la carcassa bruciata di un cane. Il Capo Nucleo delle guardie zoofile Salzano Giuseppe affiancato dalla guardia zoofila Castiello Antonio si portavano immediatamente in loco dove rinvenivano sul ciglio della strada un cane di razza meticcio di media taglia totalmente bruciato e male odorante. Pur nel raccapriccio della atroce scoperta, le due Guardie Zoofile contattavano il Comando della locale Polizia Municipale che, tempestivamente, si portava sul posto con l’Agente Giordano S.. Veniva contattato l’Ufficio Veterinario dell’ASL di competenza che inviava sul posto il dottor Cascone, per rintracciare il proprietario dell’animale. Il dottor Cascone effettuava i dovuti rilievi con l’apposito lettore informatico per accertarsi dell’eventuale presenza di microchip. Purtroppo la ricerca ha dato esito negativo ed ancora una volta le “bestie” (il riferimento va all’uomo o agli uomini che hanno bruciato un animale indifeso) non saranno punite come sarebbe opportuno fare. A questo punto, il dottor Cascone disponeva l’immediata rimozione della carcassa per motivi igienicosanitari ed ambientali come previsto dalla Legge Regionale N°16 del 24/11/2001. “A volte” – hanno affermato le due Guardie Giurate dell’E.M.P.A. – “si sentono notizie che fanno rabbrividire ed inorridire che ci fanno chiedere quanto sia realmente “umano” l’essere umano. Sono notizie che riguardano non solo il rapporto tra gli uomini, ma anche quello con gli animali, frequentemente vittime senza voce destinate a subire l’incredibile efferatezza di certi esseri immeritevoli di essere considerate persone”. (Articolo a cura del giornalista Nunzio De Pinto )

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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