L’AQUILA – “Devono smetterla di dire che il terremoto non si può prevedere. Si sapeva che ci sarebbe stata una nuova forte scossa lì. Bisogna dire alla gente di fare attenzione, questo non significa creare allarmismo. Dire che non c’è pericolo è un atto criminale!”.

Si dice “infuriato, anzi incazzato a morte” l’ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, divenuto noto per le sue previsioni sul sisma aquilano del 6 aprile 2009.

“Il terremoto di magnitudo 5,9 – spiega – che si è verificato  in Emilia era prevedibile. Dai sismografi si poteva notare uno spostamento dell’epicentro degli eventi sismici da Finale Emilia a Mirandola. Si notava chiaramente anche un aumento del grado sismico”.

Giuliani, che si basa sulle variazioni del flusso di radon del sottosuolo per la previsione del sisma, spiega: “ho misurato anomalie forti in questi giorni e avevo previsto un terremoto che non avrebbe riguardato il nostro territorio ma un raggio maggiore. Se avessi i miei strumenti lì, potrei essere molto più preciso”.

Su possibili scosse anche in Abruzzo, Giuliani dice: “in questo momento tutto il territorio nazionale è interessato da un’attività sismogenetica con fenomeni al di fuori dell’ordinario, che possono verificarsi a macchia di leopardo anche in zone dichiarate a basso rischio sismico”.

“Nel nostro terriotorio la situazione è calma – conclude – ma questo non vuol dire che non possa cambiare. Le mie previsioni vanno da 6 a 24 ore prima dell’evento”. Elisa Marulli Abruzo web

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”