Le vittime sono 17, 15mila gli sfollati. Sisma anche in Campania e Basilicata. Il ministro Clini: «Necessario piano per il territorio». Confindustria: 13mila posti di lavoro a rischio. Raffiche di sciami sismici in aumento. Che sta succedendo?

Emilia Romagna – Sono state una quarantina le scosse di terremoto registrate durante la notte nella zona dell’ Emilia Romagna colpita in dieci giorni da due violenti sismidi magnitudo 5.9 e 5.8, che hanno causato un totale di 24 morti (i nomi delle vittime del 29 maggio) e circa 15.000 sfollati. Le vittime erano soprattutto operai, morti sotto le macerie dei tantissimi capannoni industriali crollati benché di recente costruzione. Sulla vicenda, la procura di Modena ha aperto un’inchiesta. E si pensa già alla ricostruzione e alle risorse, stanziate in Cdm per far fronte agli enormi danni al tessuto economico locale.

La terra continua a tremare. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha fatto sapere che «la sequenza sismica della pianura padana emiliana è proseguita nella notte e nella mattina di oggi con 77 scosse localizzate dalla rete sismica nazionale, di cui tre di magnitudo superiore o uguale a 3. L’attività sismica di queste si è concentrata principalmente nel settore occidentale della struttura, dove si erano registrati i forti eventi del 29 maggio (presso i comuni di Camposanto, Cavezzo, Medolla, San Felice sul Panaro, Mirandola, in provincia di Modena)». Nel pomeriggio una nuova, forte scossa nel modenese: alle 16.58 un sisma di 4.0 gradi è stato registrato fra Novi (Modena) e Rolo (Reggio Emilia), ai margini della zona dove si sono registrati i danni più gravi del sisma di lunedì. La scossa è stata avvertita distintamente anche in altre aree, Bologna compresa.

VIDEO – Le zone colpite viste dall’alto

Clini. «Ho cominciato a parlare di un piano nazionale per la sicurezza del territorio non appena mi sono insediato. Un piano che duri quello che deve durare ma almeno 15 anni». Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, parla di quella che ritiene «una priorità, una grande infrastruttura per il nostro paese, e l’evento sismico di questi giorni ne ha richiamato la necessità». Secondo il ministro il piano per la sicurezza del suolo potrebbe essere sostenuto «sia con risorse pubbliche che con investimenti privati agevolati».

Sono almeno 500 gli stabilimenti danneggiati in strutture o macchinari dal sisma che ha colpito l’Emilia e sono 12-13.000 i posti di lavoro a rischio nel settore industriale. È la prima stima realizzata da Confindustria, dopo i danni del terremoto. L’associazione degli industriali sta facendo un censimento dei danni subiti nei vari capannoni ed è al momento difficile fare una stima sui costi. Il sisma ha colpito durissimo un’area che, da sola, rappresenta circa il 10% del Pil dell’Emilia-Romagna e l’1% di quello nazionale, trainato soprattutto da settori come il biomedicale e la meccanica.

Nelle tendopoli. Intanto si fa sempre più difficile la situazione degli sfollati. Nelle cinque tendopoli di Finale Emilia, così come nelle altre della Bassa allestite dopo i sisma del 20 e del 29 maggio, sta per scoppiare un’altra emergenza, quella del caldo. A Finale sono ospitate circa 2200 persone ma il sindaco Fernando Ferioli, accogliendo la proposta del prefetto Franco Gabrielli, invita le persone ad accettare l’ospitalità negli alberghi. «Quando arriveranno le ondate di calore che qui possono raggiungere i 40 gradi – ha detto Ferioli – nelle tende sarà impossibile stare e non potremo installare condizionatori perchè non abbiamo energia elettrica sufficiente». (Video – tra gli sfollati di Cento)

Scosse anche in Campania e Basilicata. Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata alle 5.16 al largo delle coste campane e lucane, nel golfo di Policastro. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8,7 km di profondità ed epicentro in prossimità dei Comuni salernitani di Ispani, San Giovanni a Piro e Sapri, e di quello potentino di Maratea. La scossa è stata avvertita dalla popolazione in particolare a Maratea, San Giovanni e Sapri. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento della Protezione Civile, non risultano danni a persone o cose.
(Fonte: IL MESSAGGERO)

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Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”