NAPOLI – Sono oltre 5 milioni le persone che risiedono in comuni della Campania ad elevato rischio sismico, il 91% della popolazione, circa 2 milioni, invece, sono le abitazioni in aree ad elevato rischio e oltre 4.600 edifici scolastici esistenti in aree potenzialmente a rischio. È quanto rende noto Legambiente Campania che ha elaborato i dati contenuti in uno studio del Consiglio Nazionale Geologi sul rischio sismico in Campania prodotto sulla base di dati Istat e Protezione Civile.

IL RISCHIO – Nel rapporto stilato da Legambiente viene anche sottolineato che in Campania sono 1.907.800 famiglie residenti in aree potenzialmente ad elevato rischio sismico. Tra le province emerge quella di Napoli dove risiedono 2.800.000 abitanti corrispondenti a 989mila famiglie, potenzialmente esposte ad un elevato rischio. Secondo Legambiente sono 866mila (90% del totale) gli edifici esistenti nelle aree potenzialmente ad elevato rischio sismico ed oltre 2 milioni (88% del totale) le abitazioni esistenti in aree ad elevato rischio. Inoltre sono 4.608 gli edifici scolastici pari all’88% del totale esistenti nelle aree potenzialmente ad elevato rischio sismico mentre sono 259 gli edifici ospedalieri pari all’88% del totale. «In Marocco – commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania – ci sono più geologi negli enti pubblici di quanti ne siano in quelli italiani, mentre in Francia c’è proprio la figura del geologo comunale».

UN GEOLOGO IN OGNI COMUNE – «Come Legambiente, nei mesi scorsi, – prosegue Buonomo – abbiamo sottoscritto un intesa con l’Ordine dei Geologi della Campania per promuovere in sinergia l’attuazione di attività ed interventi necessari a salvaguardare l’incolumità dei cittadini campani che vivono in aree ad alta criticità idrogeologica e sismica nonchè la definizione delle più efficaci strategie di contrasto della problematica, attraverso la realizzazione di attività di informazione, formazione, sensibilizzazione, supporto, accompagnamento, da svolgersi in favore degli enti locali, dei gruppi di protezione civile, dei cittadini». Legambiente Campania ha promosso nei giorni scorsi una rete di gemellaggi per aiutare i comuni terremotati dell’Emilia. «L’idea – conclude Buonomo – è di chiedere ai sindaci delle amministrazioni emiliane di dire ciò di cui hanno bisogno e parallelamente domandare ai comuni della nostra regione cosa sono disposti ad offrire per aiutare le comunità terremotate. Ciò permetterebbe di incrociare bisogni mirati con offerte certe attraverso un meccanismo semplice di gemellaggio». Una proposta che è stata già accolta da molte piccole amministrazioni, come Pollica (Sa), Buccino (Sa), Frigento (Av), San Marco dei Cavoti (Bn) che si stanno attivando per offrire aiuti concreti come raccolta fondi, mettere a disposizione servizi e personale tecnico, maestranze locali finalizzate a opere di ristrutturazione oppure dare ospitalità estiva.

Redazione online Corriere del Mezzogiorno

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”