GRAVE incoerenza sul Caso BRUCELLOSI. In merito ai fatti accasuto nel Basso Volturno, che in seguito al divieto di commercializzazione del latte per presenza di capi positivi alla brtucellosi é stata colpita dal divieto anche una delle aziende più antiche di Terra di Lavoro. Il SINDACALISTA Lino MARTONE protesta e Interroga le Istituzioni Italiane. Durissimo l’attacco di Martone: Da che parte sta la CAMORRA e da che parte i suoi COMPLICI consapevoli o inconsapevoli che siano!

Alle Commissioni Agricoltura Camera e Senato, Ai Gruppi Parlamentari Camera e Senato,
Al Ministro del MIPAF, Al Ministero della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura, Alla Commissione Agricoltura della Regione, Al Presidente della Regione Campania, Ai Gruppi Consiliari Regione Campania, Alla DDA di Napoli

DA CHE PARTE STA LA CAMORRA E DA CHE PARTE I SUOI COMPLICI CONSAPEVOLI O INCONSAPEVOLI CHE SIANO

Non può esserci altro titolo di sintesi rispetto agli ultimi gravi fatti che hanno coinvolto e stanno coinvolgendo l’allevamento bufalino nel Basso Volturno. Dopo aver cantato falsamente vittoria, altre due aziende sono state raggiunte dall’ordine di divieto di commercializzazione del latte per la presenza di capi positivi alla brucellosi. Una di queste, la Noviello, è tra le più antiche e prestigiose aziende di Castel Volturno. Prima solo 13 capi e poi al ricontrollo 64. Non ha mai acquistato animali dall’esterno, tutti riprodotti all’interno dalle sue fattrici; al momento del controllo da anni ufficialmente indenne. Durante gli anni dello scontro sociale radicale, dove gli allevatori fecero sentire la loro voce in tutto il mondo, solo 4 capi furono abbattuti; ciò nonostante si vede abbattere sul proprio conto,fatto di tanti anni di onesto lavoro, una mannaia inaspettata. Quanti altri ve ne sono e che a scansioni intervallate vengono fuori sfuggendo all’attenzione della cronaca?
Insomma oltre 50 milioni di Euro bruciati inutilmente; oltre 40 mila capi massacrati; decine di aziende ancora in attesa di indennizzo per le note difficoltà sui certificati antimafia; lo stesso Istituto Zooprofilattico di Portici, primo sostenitore della profilassi tramite abbattimento, ha sentenziato qualche mese addietro che i focolai pericolosi erano stati riscontrati proprio tra i capi che risultavano negativi alla prova sierologica(vi è documento ufficiale pubblicato dalla Regione);prepotentemente le Autorità Sanitarie si sono rifiutate di spiegare perché all’analisi post mortem dei capi abbattuti non vi era traccia della brucella, anzi hanno preferito non fare più queste analisi,nonostante obbligatorie per Legge; nessuno ha risposto alla domanda di dove sono andate a finire le tonnellate di carne dei capi abbattuti, delle tonnellate di residui da smaltire(piedi,teste,interiori,corna ecc.)e che dovevano essere assolutamente tracciati,dove stanno le decine di migliaia di cuoi, e tutto questo quanto affare ha prodotto nei mattatoi oltre al massacro dei ricordati 50 milioni e più di soldi pubblici e oltre alle spese di gestione del personale ASL, NAS, Commissariato straordinario ecc.ecc. Nessuno conosce la consistenza del programma di attuazione della vaccinazione e come è stato controllato.
Nonostante le tante dichiarazioni con conferma di responsabilità scientifica, del prof.Iannelli(ordinario di Immunologia all’Università di Portici) e del prof. Galdiero(ordinario di biologia all’UNINA), che le analisi condotte tramite la sieropositività con il riscontro degli anticorpi, non avevano alcuna certezza scientifica,anzi al contrario potevano rilevare l’esistenza di una resistenza anticorpale raggiunta per la presenza di un cinquantennio del germe brucella nel Basso Volturno e che, viceversa, andava eseguita un’analisi batteriologica campione proprio su capi negativi. Si è voluto seguirev invece la tendenza clientelare di qualche preside abusivo che ha avuto anche l’ardire di offendere pubblicamente docenti prestigiosi come quelli ricordati.
Argomentazioni a sostegno della resistenza anticorpale dei nostri allevamenti sono state riportate in decine di audizioni in Camera,Senato e Regione. Decine di pagine di esposto alla Procura della Repubblica e il risultato è stato quello della richiesta di archiviazione da parte del sostituto incaricato;puntualmente è stato presentato ricorso tramite l’avvocato Barbieri ma non abbiamo ricevuto ancora alcuna risposta. Decine e decine di documenti,di ricorsi amministrativi e di pareri a sostegno degli allevatori degli stessi operatori sanitari impegnati nel territorio.
Nulla da fare; caparbiamente il potere politico di tutti i governi succeduti è andato dritto su un solo obiettivo: abbattere quanti più capi possibili e distruggere un patrimonio; a nulla è servita persino la relazione dei NAS all’indomani del commissariamento del Consorzio di Tutela, depositata presso la Commissione Agricoltura della Camera, a totale difesa degli allevatori e che doveva far nascere il sospetto grave che dietro la scusa di brucellosi e diossina vi fosse il chiaro intento, dei poteri forti, di annientare una ricchezza e impadronirsene per altre finalità.
Mentre migliaia di fattrici mancano all’appello perché distrutte, cala il prezzo del latte alla stalla, gli allevatori vengono costretti a subire condizioni infami, nonostante che la mozzarella prestigiosa producibile, per il parco bestiame presente in area DOP, non basterebbe a dare 250 grammi di prodotto a famiglia a settimana per la sola Campana. Sul versante industriale invece si fa propaganda su prestigio esportazione, nonostante risulta che non si stia attingendo gran che delle tonnellate di latte congelate durante l’inverno. Altri grandi faccendieri invece acquistano nuove aziende con milioni di Euro e migliaia di nuovi capi. Da dove vengono fondi e capi?
Allora è giunto il momento di fare piena chiarezza. Quale è l’obiettivo, cacciare la bufala dal Basso Volturno per far spazio alle mire speculative come l’inutile aeroporo? Cacciare i contadini per farne l’affare di pochi con un nome prestigioso di Mozzarella di Bufala e latte prodotto altrove? Ingrandire i forti così vanno bene in intreccio anche quelli che campano su tangenti fornendo protezioni?
SI APRA UNA INDAGINE UFFICIALE CON UNA COMMISSIONE SPECIALE DEL PARLAMENTO E SI ORGANIZZI UN NUOVO STRUMENTO ISTITUZIONALE, A LIVELLO REGIONALE , DI CONTROLLO DELL’ANAGRAFE ZOOTECNICA E DI TENUTA DELL’ACCORDO INTERPROFESSIONALE SUL LATTE BUFALINO.
IL SIAAB RIPRENDERA’ TUTTA L’INIZIATIVA NECESSARIA, ORGANIZZANDO NEI PROSSIMI GIORNI UN INCONTRO NAZIONALE DI SOSTEGNO CHIAMANDO TUTTI GLI ADERENTI A FIMA E ALTRAGRICOLTURA E AGLI STESSI FORCONI SICILIANI. NON SE NE PUO’ PIU’, L’AGRICOLTURA E’0 COSTRETTA A RADICALIZZARE LO SCONTRO SOCIALE.

23 giugno 2012

Il presidente SIAAB
LINO MARTONE

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”