Caserta- Nel corso della mattinata odierna i Carabinieri delle Compagnie di Santa Maria Capua Vetere e di Caserta e quelli del Reparto Operativo di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.l.P. del Tribunale di S. Maria Capua Vetere che ha accolto le richieste formulate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere emettendo nei confronti di 42 persone misure cautelari personali (di cui 9 in carcere, 28 agli arresti domiciliari. 5 al divieto di dimora ed una all’obbligo di presentazione presso l’autorità di Polizia Giudiziaria) in ordine ai reati di associazione per delinquere finalizzata alia truffa, alla corruzione, alla falsità in atto pubblico e ad altri reati contro la pubblica amministrazione. L’indagine in questione trae origine da un controllo effettuato dei militari della Stazione Carabinieri di San Prisco (Caserta) presso l’ufficio postale di Casapulla (CE) nei confronti di un individuo che la mattina del 17 Giugno 2010 si era recato presso quella filiale dell’Ufficio postale per prelevare fraudolentemente una somma di denaro da un libretto postale a lui fittiziamente intestato. I documenti in possesso dall’uomo, infatti, avevano fatto sorgere dei dubbi nel personale dell’ufficio postale che aveva cosi richiesto l’intervento di una pattuglia per accertare l’esatta identità del richiedente. L’uomo, presso gli uffici della Stazione Carabinieri, aveva dichiarato di essersi recato presso l’ufficio postale per riscuotere una somma di denaro provento di una truffa ai danni di una compagnia assicurativa, architettata da un tale “Nicola” di Casal di Principe, che lo aveva accompagnato presso l’ufficio postale.
Dopo qualche giorno, il Comando Stazione di Casagiove individuava nel centro Radiologico “Massa” di Casagiove il punto di appoggio frequentato da alcuni soggetti provenienti dall’area delimitata tra i comuni di Casal di Principe, Aversa e Villa Literno per la realizzazione di falsi referti sanitari da utilizzare per commettere truffe ai danni delle assicurazioni. I successivi servizi effettuati dalla polizia giudiziaria permettevano di riscontrare la veridicità della segnalazione ricevuta dall’Arma di Casagiove e, soprattutto, consentivano di indagare su di un tecnico radiologo e su di un medico specialista in ecografie oltre che su diverse altre persone che con cadenza settimanale si recavano presso il centro radiologico per acquisire finti referti.
L’escussione delle persone informate sui fatti ed i primi accertamenti effettuati sulle prenotazioni che giungevano ai centro Radiologico Massa consentivano di intraprendere una serie di operazioni tecniche di intercettazione divenute molto importanti per l’accertamento dei reati. Le intercettazioni telefoniche, le riprese video e le intercettazioni ambientali effettuate all’interno della stanza occupata dai due sanitari hanno consentito di accertare l’esistenza di un consolidato sodalizio criminale composto, tra gli altri, da numerosi medici, da svariati avvocati e da taluni cancellieri.
Nel corso delle operazioni, molteplici sono le figure di professionisti coinvolti nella vicenda, tra le quali quella del dottor Giuseppe Belfiore, primario della Radiologia presso l’ospedale Civile di Caserta, nonché gestore di fatto del Centro Radiologico Massa, formalmente amministrato dalla di lui moglie, Aida Mazzacca, risultata estranea alle indagini. Il Belfiore, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe provveduto a stilare numerosi falsi referti, formalmente recanti la firma della moglie, utilizzati dai promotori del sodalizio per commettere le truffe ai danni delle compagnie assicurative. Le successive perquisizioni all’interno del centro Radiologico, infatti, hanno permesso di rinvenire e sequestrate alcuni biglietti, tutti indirizzati al Belfiore, riportanti le richieste di falso referto a firma di una delle procacciatrici di sinistri: con tali comunicazioni la procacciatric raccomandava al professore il tipo di diagnosi da prescrivere ad alcuni suoi clienti.
Nei confronti del professionista la Procura della Repubblica ha contestato anche la truffa ai danni del sistema sanitario della Regione Campania in quanto è stato dimostrato che la redazione dei Falsi esami radiologici ha costituito nel contempo una modalità artificiosa per raggirare e indurre in errore il servizio sanitario nazionale, tenuto a rimborsare il prezzo di quei costosi esami diagnostici nell’assunto della loro reale effettuazione.
Lo schema ricorrente prevedeva che i procacciatori, con il beneplacito di alcuni legali ed in accordo con il personale sanitario “confezionavano falsi sinistri stradali, mai avvenuti o avvenuti in maniera del tutto diverso da quanto prospettato, per poi richiedere il risarcimento alle compagnie assicurative. Le indagini hanno evidenziato come il sistema illecito messo in piedi dai procacciatori era in grado di affrontare qualsiasi tentativo di resistenza da parte delle compagnie assicurative alle “quali non restava altro che risarcire il danno, giungere ad un accordo con i legali oppure rivolgersi ai Giudici di Pace che in alcuni casi erano addirittura intranei al sistema corrotto come poi ipotizzato nell’ambito di altro procedimento penale, acceso presso la Procura della Repubblica di Roma.
L’attività investigativa ha mostrato resistenza di diversi gruppi criminali riconducibili ciascuno ad uno specifico procacciatore (Di Caterino, Di Dona, Petrillo, Corvino, Pacia) collegati tra di loro attraverso la conoscenza e la partecipazione consapevole di medici c consulenti delle assicurazioni.
L’attività di intercettazione e le successive dichiarazioni confessorie rese dal Dalena hanno . inoltre permesso di individuare in Russo Salvatore ed in Bernardo Camine i due cancellieri infedeli, entrambi in servizio presso la sede Giudiziaria di Aversa, che – dietro compenso di denaro, pari a 150-300 euro per ogni nomina – riuscivano ad indirizzare le nomine dei CTU chiamati a valutare il danno biologico riportato dalle finte vittime nei sinistri nelle persone di medici collusi con gli stessi appartenenti al sodalizio criminoso. A raffotzare il quadro indiziario sono stato le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Martucci Armando, soprattutto per quanto riguarda il coinvolgimento dei Giudici di Pace ed il ruolo rivestito da taluni medici ed avvocati di Sessa Aurunca. Il citato collaboratore di giustizia ha posto in risalto anche l’interesse della criminalità organizzata nelle truffe assicurative. Le indagini hanno riguardato oltre 300 sinistri stradali ed allo stato risultano indagate 200 persone tra cui 21 medici (di cui 13 colpiti da provvedimento cautelare), 9 avvocati e due cancellieri dell’Ufficio del Giudice di Pace di Aversa. Il giro d’affari illegali solo parzialmente emerso ammonta a circa 4 milioni di euro.(comunicato da redaz. cronaca provincia)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”