Caserta- Aumento esponenziale dell’ incidenza dei tumori in Campania, lo rileva il libro bianco presentato oggi dal prof. Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute for cancer research, e Giulio Tarro, primario all’Ospedale Cutugno di Napoli. “Campania, terra di veleni” è una raccolta di saggi e interventi che delineano l’inquietante scenario di una regione in cui inquinamento e sversamento illecito di rifiuti industriali hanno causato un incremento dei tumori alla mammella nelle donne under 45 – nesso certificato per la prima volta in modo scientifico.

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E’ ALLARME CANCRO IN CAMPANIA. IL PROF. ANTONIO GIORDANO:”L’AUMENTO DI TUMORI LEGATO ALLE SOSTANZE TOSSICHE NELL’AMBIENTE. SERVONO DIAGNOSI PRECOCI”

In Campania i tumori alla mammella sono in aumento del venti per cento nelle donne al di sotto dei 40 anni. E’ quanto emerge dai dati presentati dal professor Antonio Giordano, presidente del Comitato Scientifico del Crom di Mercogliano che, in collaborazione con la Human Health Foundation di Spoleto, ma soprattutto con gli Stati Uniti, sta portando avanti da anni questo studio.

In Campania il monitoraggio è stato reso possibile grazie alla collaborazione col professor Ignazio Marino, presidente della Commissione d’Inchiesta al Ministero della Sanità. Ed è proprio da questo monitoraggio «che emerge – spiega il professor Antonio Giordano – anche una connessione dell’aumento delle patologia nei territori dove sono presenti rifiuti».
Per il presidente del Comitato Scientifico del Crom «l’aumento del 20% dei tumori alla mammella nelle donne al di sotto dei 40 anni è un dato raccapricciante. Un dato che ci fa capire anche come le strategie di diagnosi precoce dopo i 40 anni debbano necessariamente essere anticipate in età ancora più giovane».
Lo studio (realizzato anche per le incidenze dei tumore al polmone, al fegato e alle ovaie), è stato effettuato nelle regioni “Obiettivo 1”: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Attualmente «non c’è ancora una percentuale di studio che – spiega Giordano – indichi come la “sostanza cancerogena 1” causa la trasformazione della celulla da normale a tumorale; anche se – precisa – esistono evidenze, già a livello sperimentale, di molti ricercatori che hanno trovato diossina nei tessuti o altro tipo sostanze cancerogene».
Per il professor Giordano «è impossibile che una intera generazione in Campania dimostri questa fragilità genetica. L’altra componente è il problema ambiente. Il rapporto ambiente-cancro è un problema netto e chiaro, e dimostrato scientificamente molteplici volte. E il fatto che molte denunce sono arrivate perché esistono siti di deposito di sostanze tossiche, non può far altro che farci sospettare che l’aumento dei tumori possa essere legato alla presenza di queste sostanze».
Lo studio, così come conferma lo stesso presidente del Comitato Scientifico del Crom di Mercogliano, ora procederà – dopo avere identificato le zone a rischio – «a monitorare la popolazione sana, sulla quale intervenire con una diagnosi precoce. Un focus netto, disegnato e strutturato in queste aree, così da cercare di salvare e correggere molti problemi legati allo svilupparsi di questa e di altre patologie. Per farlo – conclude il professor Giordano – servono test diagnostici precoci e terapie innovative che ci permettano di bloccare l’avanzata del tumore».

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Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”