SIAAB Sindacato Agricoltori Allevatori Bufalini e Bovini

Nei giorni scorsi la stampa locale ha fatto ripetute pubblicazioni sulla vicenda che ha coinvolto in un primo momento solo l’imprenditore Mandara e su cui il sottoscritto non ha perso tempo a commentare con una specifica nota che molti hanno fatto finta di non vedere. In un primo momento, pur con le ovvie valenze sul piano sociale, economico e sindacale , era apparsa solo come una vicenda legata all’indagine sui vari connubi camorristici dell’ imprenditore, poi è emerso che la DDA ha chiesto l’arresto dei titolari dei più grandi caseifici della provincia di Caserta, nonché massimi dirigenti del Consorzio di Tutela, concentrando l’indagine sulle loro attività lucrative con l’uso della contraffazione del latte bufalino e della mozzarella di bufala campana. Tra questi, come riferisce la stampa, vi è anche l’imprenditore Raffaele Garofalo che di recente ha investito anche fior di milioni per acquistare l’azienda di Torcino dell’ex produttore di latte vaccino(Molise) andato in fallimento. La cosa sorridente è che il Garofalo ha denunciato il sottoscritto perché avrebbe diffamato la sua produzione tramite un giornale tedesco e il procedimento è ancora in corso dopo la mia impugnativa perché del tutto errati e falsi gli addebiti sommari fatti al sottoscritto dalla Procura di Santa Maria, che mi comminò una pena di circa 6.000€.
E’ appena il caso di dire che si faccia piena chiarezza e se ci sono settori giudiziari un po’ improvvisati si mettano da parte e si vada fino in fondo. Su questa specifica vicenda mi impegnerò affinché si faccia chiarezza totale, facendo di questo procedimento giudiziario un caso emblematico in aiuto alla stessa indagine più generale della DDA.
In secondo luogo è d’obbligo sottolineare l’assenza dei dovuti commenti politici, sindacali, professionali, delle Maggiori Organizzazioni e Partiti, su quanto è emerso dalla stampa. Una assenza sospettosa perché obbliga a una severa autocritica e una richiesta di scuse, mettendosi finalmente da parte per sempre, per il comportamento equivoco, servo, complice e subalterno che si è avuto negli anni appena passati sulla vicenda brucellosi e diossina. Tutti si sono mossi per indebolire e spezzare la nuova unità degli allevatori, criminalizzandoli genericamente, sulla questione brucellosi e diossina. Si giunse persino a situazioni ridicole per le quali si cercava la diossina nei comodini delle camere da letto degli allevatori. Ci sono stati sequestri giudiziari,a seguito dell’intervento dell’avv.Taormina, in cui si è dimostrato che almeno il 30% delle ordinanze di abbattimento per brucellosi erano inesatte. Rimanendo solo sul dato del 30%, che fa 15000 su 50000, è già un dato gravissimo di dilapidazione di patrimonio e danaro pubblico,ma fin d’ora nessuno ha pagato.
Si tratta allora, semplicemente di ripartire dalle conclusioni cui era giunta la forte lotta degli allevatori e del SIAAB, le stesse cui sono giunti i Nas al momento del commissariamento del Consorzio di Tutela, con le memorie depositate alla Commissione Agricoltura della Camera: Occorre cambiare radicalmente il rapporto tra allevatori e trasformatori, dando agli allevatori maggiore dignità,potere di controllo e contrattuale, se vogliamo porre fine una volta per sempre a questa brutta vicenda. Ma occorre anche punire e cacciare via chi ha continuato a fare il complice e a nascondere.
Faccio appello a tutta la stampa, perché finalmente si dia il giusto rilievo a una grande questione su cui può essere rilanciata l’economia di una intera regione Campania, del Lazio e piccola parte della Puglia. E’ obbligo, a questo punto del SIAAB, riprendere e rilanciare il vecchio progetto di pubblicare un intero dossier su Internet.

Sabato 25 agosto 2012

Il presidente
Lino Martone

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesio & d”