Alto Casertano e provincia(Ce)- (Di Giampiero Casoni) Una spina nel fianco che sanguina, questo pare essere diventato, di riflesso con la situazione nazionale e globale, il problema del lavoro in Terra di Lavoro. I dati Istat parlano chiaro, per la fetta di terra a cavallo fra il Casertano ed il Cassinate ed il paradosso di una storia che ha battezzato un territorio col nome di una faccenda che è diventata merce rarissima si sente tutto. Tuttavia, se è vero che le statistiche e la cronaca ci consegnano quotidianamente dati allarmantissimi sull’occupazione, vi sono realtà recenti che, concretamente, qualche spiraglio pare possano offrirlo. E’ cronaca di questi giorni di un certo ed inizialmente inspiegabile “fermento” in quel di Cassino, città legatissima a due branche di lavoro isitutzionali: quello dipendente legato alla presenza dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano e quello legato alla presenza di monoliti istituzionali quali il Tribunale, la Asl, l’Università e le varie sedi distaccate della Provincia di Frosinone. In giro per le vie della Città martire, seduti ai tavolini dei locali più in vista, ci sono figure nuove, facce sveglie di chi sa il fatto suo, facce che, per paradosso o grazia ricevuta non si sa, offrono lavoro. Ora, calma e gesso ché la faccenda non è poi così complicata ma va scremata dal suo lato propagandistico. A Cassino sono approdati gli agenti di una società di servizi di energie e comunicazioni web e telefoniche, la Oribu Srl, che hanno di fatto sparigliato le carte di un luogo, fisico e comune, per cui a Cassino e nel Cassinate, se un cristiano volesse onorare l’articolo primo della Carta Costituzionale, deve avere il classico santo in paradiso, di questi tempi santo di settima schiera angelica, dato che in cassa integrazione pare ci stiano andando anche gli appetiti d’urna che, di solito, sono alla base del meccanismo. Un vero battaglione di giovani e non si è dunque riversato sulla pagina web che chiedeva l’invio del relativo curriculum per l’apertura di un’agenzia cassinate della società. Il fenomeno è sociale, oltre che cronachistico: in piena coincidenza con l’apertura dell’anno scolastico e la riapertura degli uffici e delle fabbriche, Cassino è diventata più brulicante e formicolante che mai, anche grazie al continuo andirivieni dei selezionatori e degli agenti della società in questione, che dopo aver aperto una sede in quel di Isernia sta calando l’asso all’ombra dell’abazia. Un fenomeno da tenere d’occhio, dato che la faccenda appare seria e non legata al settarismo un po’ circense di certi gruppi-setta dove viene promesso benessere, quando non ricchezza, semplicemente imbastendo una sorta di “catena di Sant’Antonio” con incontri più simili alle reunion delle chiese battiste made in Usa coi predicatori capelluti, ieratici e starnazzanti più delle oche del Campidoglio. Il successo del fenomeno, per ora solo sociologico, sia chiaro, della proposta della società Oribu pare risiedere invece in un fattore che, in altri tempi, non avrebbe fatto notizia, non più dell’iscrizione di Dracula all’Avis: ci sono persone che offrono lavoro per door to door e back office su servizi e ci sono persone che, a quel lavoro, sono interessate per una gamma di motivi che si allargano a bouquet dallo stato di allarme rosso in cui versa la situazione occupazionale nel Cassinate. Un fenomeno da tenere d’occhio con l’attenzione che meritano le istanze di chi, e non sono certo pochi sul territorio, si ritrova magari ad esser capace di convincere un eschimese a compare frigoriferi e non ha nessuno che gli offra un’opportunità per tradurre questa sua vocazione in danè, decoro e dignità.(Articolo a cura del giornalista Giampiero Casoni)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”