Vairano Patenora(Ce)– Disprezzo e disgusto, oltre che grande preoccupazione per le sorti della nostra Provincia, la Democrazia, la credibilità democratica delle nostre Istituzioni, la tenuta sociale, l’uscita dalla devastante crisi. Ha ragione Peppe Messina che in una sua recentissima nota ha suscitato scandalo per la proposta del sindaco Del Gaudio di proporre per il 2019 Caserta Provincia della Cultura.
In due note giornalistiche web si annunciava il rifiuto di due Enti Pubblici a pubblicare in rete gli atti obbligati all’Albo Pretorio. Il primo, datato 6 agosto u.s., è relativo al Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano e contro il quale vi è la protesta scritta degli ex dipendenti del Consorzio Telesino disciolto(che il l’Alifano si rifiuta di assumere) che hanno inviato per conoscenza la missiva alla Regione, per il tramite del loro sindacato UIL. Il secondo riguarda il comune di Dragoni(fatto denunciato dal prof. Nicola Pacelli)dal cui sito web si legge che per accedere agli atti occorre dotarsi di una PW che bisogna richiedere direttamente al comune o attraverso e ufficialmente altro comune di residenza. Per la verità le due vicende seguono la dichiarazione a verbale, di alcuni mesi addietro, lasciata dal dott. Mario Schiavone consigliere dell’altro Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, in cui dichiarava che doveva intendersi nulla la delibera di approvazione del bilancio in quanto lo stesso mai pubblicato in rete, come per Legge.
Addirittura poi, in una nota, il presidente del Consorzio Sannio Alifano dichiara che il Consorzio medesimo non appartiene alla categoria degli enti obbligati all’ albo pretorio in rete.
Io non conosco i dirigenti amministrativi degli Enti nominati, a parte il direttore del Basso Volturno che in più occasioni gli ho sollevato l’illecito. Ne conosco i nomi e le persone che in detti enti assolvono al ruolo di segretari o consulenti legali, ma se non sono stati obbligati dai responsabili eletti,insieme a loro, alla prepotenza e alla prevaricazione hanno aggiunto una buona dose di quella che in dialetto campano viene definita “ciucciaggine”, tipica dell’ignoranza acuta dei soggetti definiti dall’antico detto contadino “perucchi e sagliuta”(pidocchi in salita).
Immaginiamo che la stupidità nel comportamento del Consorzio, o anche di tutti e due, sta probabilmente nell’idea di auto definirsi ente pubblico economico e non ente pubblico. Se sono queste le motivazioni gli epiteti che ho utilizzato per definirli è il meno che potessi dire. Gli Enti Pubblici economici sono gli Enti come l’IRI, l’ENI, Le Poste, le FF.SS, perché solo questi sono esentati dall’art. 32 della Legge 69/2009. I Consorzi sono Enti delegati dallo Stato e dalla Regione, come i Comuni, e come questi pur se con Organi Eletti ed emettono tributi per servizi resi,non per questo sono enti pubblici economici. Si leggano bene e attentamente l’art. 1,comma 2, della Legge 165/2010 per sapere,se non lo sanno,chi sono gli enti pubblici. Si leggano ancora meglio il citato art.32 della Legge 69/2009 dove senza ombra di dubbio è scritto che l’obbligo di pubblicazione legale degli atti s’intende assolto se pubblicati sul proprio sito informatico. Su questa questione vi è stata qualche valutazione dubbiosa della giurisprudenza in relazione all’eventuale obbligo anche per le determine dirigenziali; ma è stata questione puramente superflua poiché l’art.10 del Testo Unico Enti Locali dice senza ombra di dubbio che tutti gli atti degli Enti Locali sono pubblici, a parte quelli che potrebbero infrangere la privacy. Per dirla poi con la specifica condotta del comune di Dragoni(ma anche di riflesso agli altri), che queste Norme sull’obbligo della pubblicazione in rete non nascono solo dalla necessità di trasparenza, ma per garantire e agevolare la libertà dei Diversamente Abili, i quali, nella fattispecie considerata, hanno tutto il Diritto di esporre querela penale. Dunque in definitiva, si può e si deve aprire un’azione per rendere nulli tutti gli atti e le delibere non pubblicati in rete per i 15 giorni d’obbligo.
Ma la questione più grave e volgare, oggetto di questa denuncia stampa, è un’altra. Stiamo ai limiti dell’inverosimile. Tutti conoscono il conflitto che si è instaurato all’indomani dell’elezione degli Organi del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano. Tutt’ora è pendente al Consiglio di Stato un ricorso avverso la procedura di elezione e proclamazione degli eletti avvenuta in primavera 2011, presentato dal consigliere FERRAIUOLO RAFFAELE a nome della lista Riscossa che non riuscì a conquistare la maggioranza. Per la verità anche il sottoscritto presentò denuncia penale nei confronti della procedura per presenza di sospetto voto di scambio e anche allora per la mancata pubblicazione in rete degli atti deliberativi. E’ tale l’approssimazione di questo Consorzio, che ha la bella cifra di 7 milioni di € di debiti, che si fa respingere il bilancio dalla Regione(ha dovuto riapprovarlo il 19 c.m.) e gli stessi ruoli per i contribuenti che non possono essere approvati se non in seguito al bilancio di previsione. Per rabbia inconsulta e prepotente per quanto sta accadendo, compreso il conflitto con i dipendenti del Telesino che non vogliono riassumere nonostante l’obbligo di una Legge Regionale, convocano il Consiglio dei delegati con il primo punto all’OdG “dichiarazione d’incompatibilità del consigliere FERRAIUOLO poiché in condizione di lite verso il Consorzio in conseguenza del ricorso pendente al Consiglio di Stato. In tal senso hanno utilizzato l’art.24 della Legge regionale 4/2003. Anche in questo caso, utilizzare l’aggettivo asini è il meno che si possa fare. Vero è che l’articolo richiamato annovera genericamente,al punto h,tra le condizioni di incompatibilità eventuale lite pendente con il Consorzio, ma ciò obbliga di riportarsi alla definizione di Legge e Costituzionale del concetto di lite pendente. Basta scorrere semplicemente una delle Norme lapidarie in vigore, l’art. 63 del Testo Unico delle Autonomie Locali, dove al comma 3 chiarisce,senza ombra di dubbio, che non si applica la condizione della lite pendente quando il fatto è relativo all’esercizio del proprio mandato dell’eletto. Se non fosse così il Presidente della Regione caccerebbe il consigliere che da fastidio e si rivolge alla Corte Costituzionale; ogni Sindaco o Presidente della Provincia si libererebbe dei consiglieri scomodi che si rivolgono a Prefetto, Difensore Civico,TAR, Corte dei Conti,ecc.
La questione quindi è talmente grave che finisce nella sua parte di ridicolo e chiama tutti a intervenire rapidamente perché si fermi una prevaricazione del genere e che ha tutta l’aria di ricatto verso Ferraiuolo a fargli ritirare il ricorso presso il Consiglio di Stato. Si stanno prevaricando le regole più elementari della nostra Democrazia, un Consiglio del Consorzio che a maggioranza vota l’incompatibilità commettendo un grave reato che va dall’estorsione(art.629 c.p.),all’abuso di potere,all’abuso d’ufficio,all’omissione di atti d’ufficio, rispettivamente art.61-323 e 388 del C.P. Reati perseguibili d’ufficio e chi fa finta di non sapere o fa lo “gnorre” commette l’altro reato di reticenza perché non denuncia ai sensi dell’art. 333 del C.P.P., ai sensi del quale va anche giudicato il presente comunicato che prego la stampa di pubblicare nella parte essenziale.
Prefetto,Presidente della Provincia(al cui partito UDC Ferraiuolo aderisce), Magistratura,Polizia Giudiziaria, Presidente della Regione, ma soprattutto tutti i Partiti e i singoli eletti intervengano rapidamente o si finisce per dare incitazione e legittimità a chi attraverso tali atti sta dando istigazione alla violenza. Tutto quanto sta accadendo non può succedere in una Provincia dilaniata dalla delinquenza organizzata e dalla camorra ; con questa assurda illegalità si finisce per incitarla.
Ai sensi della Legge 383 è anche in atto la costituzione di una Associazione di Tutto l’Alto Casertano per far rispettare le Leggi e annullare, tra l’altro, la grave decisione sui ruoli della bonifica e dell’irrigazione.

21 SETTEMBRE 2012

PER IL SIAAB E COORD.REG. ALTRAGRICOLTURA
LINO MARTONE
IL PRESENTE COMUNICATO VIENE SOTTOSCRITTO
ANCHE COME CAPOGRUPPO CONSILIARE TORRE
DI VAIRANO PATENORA

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

 

 

 

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