(di Giovanni Lafirenze) L’Europa chiede l’ Italia risponde. L’ Europa impone lacrime e sangue, l’Italia esegue. L’ Europa  a prescindere esige e l’Italia per ovvie ragioni dettate da euro e sistema finanziario deve obbligatoriamente “ubbidire”. Per tanti anni le casse statali hanno illecitamente distribuito fondi pubblici per interesse personale o altro. A questo proposito il Presidente Giorgio Napolitano nei giorni scorsi ha dichiarato: “è l’Europa a chiederci un grosso impegno di lotta contro la corruzione”. L’Europa ci chiede una legge contro la corruzione….? Non è possibile, non è giusto, dovremmo vergognarci. La richiesta europea è moralmente grave, in realtà i nostri politici già da tempo avrebbero dovuto legiferare un chiaro ed efficace codice in grado d’ostacolare le mazzette che radunano corrotti e corruttori, ma la storia, la cronaca spiega i motivi per cui la politica non ha mai seriamente affrontato l’argomento. L’Europa chiede all’Italia una legge contro la corruzione, roba da pazzi è come chiedere all’Italia una legge contro furti, omicidi e rapine. Al cospetto di tutto ciò non resta che l’ulteriore amara umiliazione da subire e sopportare. Sicuramente gli ultimi anni sono stati esempio di un sistema italiano fondato sulla corruzione ( pensiero personale supportato dai numerosi scandali), cito il caso dell’avvocato inglese David Mills, reato poi caduto in prescrizione.  Non solo, nel treno dei corrotti e corruttori come dimenticare i vari  Tarantini, Lavitola, Belsito, Lusi, Penati, il grande affare dei “grandi eventi”. La Marysthella Polanco che a suo tempo per descrivere le Burlesque dell’ex Premier  asseriva:  “Per farlo ridere mi sono vestita da Boccassini”. Gente che “probabilmente” rubava alla faccia di chi già era in difficoltà. Gli scandali che coinvolgono la Regione Lombardia e Formigoni, gli innumerevoli non sapevo dei politici pescati con le mani nel sacco, i dossier dei giornali di famiglia pronti a destabilizzare il nemico di turno. Oggi lo scandalo Fiorito, capogruppo Pdl in Regione Lazio chiama in causa oltre ai protagonisti dell’indecente vicenda laziale, un sistema politico da tempo non più credibile. La Polverini annuncia: “Un giorno svelerò ciò che ho visto”, affermazione davvero indegna, doveva denunciare prima, ora non ha senso e non esclude eventuali complicità. Tutto questo mentre ogni italiano e travolto da tasse, rincari, accise, licenziamenti, precariato un esempio per tutti: l’attuale sistema scolastico,  docenti che dopo aver insegnato per anni, oggi si trovano per strada o costretti a ruoli diversi. Ma l’Europa chiede di abbattere il fenomeno corruzione, tutti d’accordo, spuntano vecchi e nuovi grilli parlanti in cerca di riconquistare propri ed altrui Pinocchi. Il primo è il Sindaco di Firenze da giorni tenta, con ottimi risultati, di conquistare le simpatie dell’elettorato di centro destra (stesse affermazioni a Piazzapulita La7) e ci riesce visto che è sponsorizzato addirittura da Santachè e company. Renzi si rivolge al ceto medio a piccoli imprenditori, dimenticando i problemi delle “classi meno abbienti”. Incredibile ma vero, il Cavaliere torna a far campagna elettorale, con qualche caduta di stile e con memoria incredibilmente corta, infatti nonostante Equitalia  sia una sua creatura (Tremonti  3 del decreto legge n. 203 del 30 settembre 2005), oggi paragona il gruppo Equitalia come un clan di estorsori, colpendo direttamente sia l’Agenzia delle Entrate, sia l’Inps che in pratica la gestiscono. Sostanzialmente mentre l’Europa continua a bacchettare la classe politica italiana, ripeto, umiliando anche il popolo votante, noi dobbiamo continuare ad ascoltare sempre le solite fesserie. Ingenuamente e inconsapevolmente mentendo a me stesso consideravo fortunata la mia generazione, in realtà non era così, questa classe politica, mentre stornava fondi statali, distruggeva la dignità di tutti noi, annullava la dignità dei lavoratori, si nutriva e cresceva annullando finanche il nostro passato.

Giovanni Lafirenze

  Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”