LE PECORE, LA DIOSSINA E LA FIOM

Lettera a Ballarò

Francesca Re David, responsabile organizzativa della FIOM, nella puntata televisiva di Ballarò del 2 ottobre ha dichiarato che “il caso Ilva nasce da una denuncia che abbiamo fatto noi in tribunale rispetto agli effetti sulla salute”.

Con questo comunicato PeaceLink intende specificare quanto segue.

L’attuale caso Ilva nasce dopo l’esposto alla Procura della Repubblica presentato da PeaceLink il 27 febbraio 2008 che comunicava alla magistratura la presenza di diossina oltre i limiti di legge in un campione di pecorino locale, analisi commissionate e pagate da PeaceLink (vedere http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/25341.html). Dopo c’è stato l’abbattimento delle pecore e da quel momento la famiglia di Vincenzo Fornaro (allevatore a cui erano state abbattute le pecore) si è costituita come parte offesa tramite l’avv. Sergio Torsella nell’ambito dell’incidente probatorio producendo una perizia del dott. Stefano Raccanelli che ha indicato negli elettrofiltri del camino E312 Ilva la fonte prevalente delle polveri che avrebbe contaminato i terreni e i pascoli. L’inchiesta, dapprima contro ignoti, si è pertanto orientata verso l’Ilva. Così sono andate le cose. Non ci risulta che la Fiom abbia dato un contributo a tali indagini.

Grazie per l’attenzione

Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink
http://www.peacelink.it/
http://www.tarantosociale.org/

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Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”