Italia- (di Giampiero Casoni) Esimi megabaroni della finanza io vi odio e non perché siete ricchi ma perché per restarlo o diventare sempre più tali avete cancellato la scelta promuovendo la crapula. Vi odio perché mi avete costretto a rinunciare alle buone vecchie idee contrapposte di una volta per sottomettermi alla logica dell’ “oggi bisogna guardare al concreto, senza badare al colore e scegliere l’uomo giusto senza cadere nella rete dei partiti e delle vecchie contrapposizioni”. Vi odio perché la politica me l’avete crepata col politichese. Vi odio perché nel mio mondo la pagina dell’economia era, che fosse stata di un quotidiano o in tivvù, quella che saltavamo a piè pari perché non ci fregava una mazza di sapere come erano andati i mercati e su cento persone che assistevano in un bar allo sproloquio del Nasdaq & co c’era sempre un coglione solo che si alzava tutto interessato: di solito aveva una Porche e abbastanza danè per giocare con il resto di quelli che si sputtanava a donne e coca. Vi odio perché prima ci si accapigliava ferocemente su Belinguer ed Almirante e Fanfani e poi si andava a casa a magiare senza tema di trovare il piatto vuoto, oggi invece preghiamo che si riempia di nuovo e non fino all’orlo e nel frattempo inganniamo il tempo libero che molti di noi hanno prendendoci a cazzotti su come abbassare lo Spread. Vi odio perché l’economia e la finanza non era necessario che arrivassero a prendere la metà dell’informazione e tre quarti dei dialoghi in casa. Vi odio perché la cronaca estera è morta se non per parlare del Quarto Reich, quello economico che starebbe cioncando l’Europa. Vi odio per tutti i vecchi che avevano il diritto di considerare la Borsa una cosa con cui si fa la spesa di broccoli e per tutti i giovani che avevano solo il dovere di portarla in spalla per andare a scuola. Vi odio perché mi avete scippato il diritto di scegliere fra rossi e neri, di amare la Balena bianca o di esecrarla come la peste; vi odio perché il Sole 24 ore prima lo leggevano solo i secchioni con un Master alla Bocconi o gli sboroni che non capivano una mazza del 90% che era stampato su quelle pagine giallognole ma che se lo piazzavano pressato sotto l’ascella sudaticcia perchè “faceva tanto figo”. Vi odio perché oggi nessuno continua a capire una mazza di Pil e Cuneo fiscale ma ci avete costretto a far finta di sapere di più di quanto ci toccasse e stavolta non per vivere ma per sopravvivere. Vi odio per tutti quelli che sono arrivati al punto di dire senza vergognarsi che “con Andreotti, almeno si mangiava tutti”.  Vi odio perché avete innalzato i commercialisti al rango di profeti o folosofi. Vi odio perché l’economia già come materia era una merda da allupati di grano, figurarsi oggi che è un argomento di vitale importanza. Vi odio perché avete ucciso i libri di poesia e resuscitato le partite doppie. Vi odio perché siete ladri, ma non di soldi, siete ladri di colori, avete ingrigito tutto nel nome dell’emergenza ed io oggi devo scornarmi con quelli che dicono che “tanto sono tutti uguali” e che avere degli ideali di questi tempi non solo è demodè ma è anche da incoscienti perché ci sono emergenze ben più pressanti. Vi odio per il digiuno dello stomaco e per la fame del cervello che avete innescato. Vi odio perché dite tutti ormai che si sceglie l’uomo, non l’idea e l’idea, quella che ti ha forgiato, nelle cui contraddizioni ti sei formato, quella che  poteva crescere e cambiare e magari anche morire mentre il mondo non necessariamente si smembrava in un’orgia di numeri, me l’avete sfrattata dal mondo senza neanche chiedere il permesso… assieme ai colori.(Articolo a cura del giornalista Giampiero Casoni)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”