REPORTAGE  “COSTUME e TRADIZIONI”

 Un mix di ironia, goliardia e puro divertimento.

(a cura del giornalista Giuseppe Sangiovanni)

Orgogliosi di esserlo, nei giorni scorsi hanno sfilato  in processione cantando l’ inno accompagnati dalla banda musicale.

La chiesa locale non ha partecipato. Il nuovo Vescovo non ha concesso il placet quest’anno, i becchi in processione hanno evitato il passaggio davanti alla chiesa.

Tra i vip con i “pesi sulla testa”: il sindaco(con le corna municipali con fascia tricolore), il farmacista e medico del paese, che da anni mostrano grande ironia, infilando sulla testa aculei di tutti i tipi, incuranti dei moralisti di professione. Una grande lezione di vita  data all’intera nazione!

SIAMO BECCHI , FELICI  E CONTENTI !

Monopolio della famiglia Nicolella nella presidenza del sodalizio. Tre i presidenti in 35 anni con lo stesso cognome: uno zio e due nipoti. Aculei istituzionali nel Dna!

CORNUTI FENOMENO ANTROPOLOGICO, FINITI IN DUE UNIVERSITA’ ITALIANE e ALL’ESTERO E IN DUE PRESTIGIOSI VOLUMI INTERNAZIONALI.

Riuniti in associazione nel paesino casertano, sono scesi in piazza(per la trentacinquesima edizione della festa) come ogni anno per mostrare il prodotto tipico del posto: le corna

ASSOCIAZIONE CORNUTI RUVIANESI, PARLA IL PRESIDENTE: ACULEI NEL NOSTRO DNA!

“Oltre 30 anni fa, mio zio, Pietro, con quattro amici, ebbe l’idea di questa festa- racconta Paolo Nicolella, attuale Presidente dell’Associazione Cornuti Ruvianesi(voluto a tutti i costi negli anni scorsi da Raiuno nella trasmissione “I Soliti Ignoti”, condotta da Fabrizio Frizzi)- che ebbe luogo con pochissimi temerari, perché nella gran parte delle persone mancava la sfrontatezza giusta per esibire il carico pendente! Erano altri tempi. Tutto cominciò per gioco. Una sfida, poi vinta da mio zio, che per la cena offri il suo montone, simbolo della festa dei becchi. Si potevano contare sulle dita di una mano i partecipanti alla prima edizione. L’anno dopo, lo sparuto gruppo dell’anno precedente sfilò in processione in compagnia di nuovi adepti. Fu un successo, bissato per anni. Alla morte di mio zio Pietro, divenne presidente mio cugino Giuseppe, che dette  l’anima, portando la manifestazione agli onori delle televisioni nazionali. Nel 1998, Giuseppe mori prematuramente. Dopo la tumulazione della salma al cimitero, un amico disse: e ora chi sarà il nuovo presidente?  Pochi secondi, gli occhi degli amici presenti  puntati su di me, ed ero diventato il nuovo Presidente!”  Singolare e simpatico “monopolio” della famiglia Nicolella nella presidenza del sodalizio. Tre i presidenti in 35 anni con lo stesso cognome: uno zio e due nipoti. Aculei istituzionali nel Dna! Oltre settemila i presenti che  quest’anno hanno assistito all’evento, cominciato con la lettura dei ‘Dieci comandamenti dei becchi, con il battesimo dei nuovi adepti, a seguire  l’alzabandiera  e la caratteristica processione per le anguste stradine di Ruviano. Nel finale, l’incendio del totem, canti e balli con un gruppo di brasiliane,  l’apertura degli stand gastronomici con prodotti tipici locali e buon vino, e nel finale fuochi d’artificio. Alla fine della serata,  il Presidente Nicolella ha salutato gli ospiti dando appuntamento a tutti per il prossimo anno.  Da registrare quest’anno, la defezione della  chiesa  locale, che  non ha partecipato all’evento(il prete, negli anni scorsi,  esibiva pure lui le corna- su un palco davanti la chiesa). Il nuovo Vescovo quest’anno,  non ha concesso  il placet  ed i becchi in processione, seppur amareggiati un poco, hanno evitato il passaggio della “processione” davanti alla chiesa.

Ruviano(Caserta)-  “Cornuto è bello! Siamo felici e contenti”.  A gridarlo in coro un nutritissimo  gruppo  di  cornuti doc, riunitisi anche quest’ anno a Ruviano, arcinoto in Italia e nel mondo come “il paese dei cornuti!. Una leggenda, divenuta “realtà”, alla fine degli anni settanta, quando alcuni giovani pieni di entusiasmo ed ardenti d’amore per la terra natia, vollero dare seguito alla leggenda, tramandata da secoli di generazione, in generazione. Per diventare cornuti doc!

Una presa di coscienza sulla necessità di difendere il “marchio”- in via d’estinzione. Per non dimenticare il curioso e bizzarro rito, verosimilmente già presente in era pagana, nel minuscolo paesino della provincia di Caserta: interrotto negli anni anche per lunghi periodi, e di tanto in tanto ripreso – che ormai da 35 anni, si celebra puntualmente ogni anno.

Tutto iniziò come uno scherzo. Il cupo mese di novembre. Si riunirono, si dettero da fare, spesero la loro baldanza giovanile, ma anche i pochi spiccioli che avevano da parte, affrontarono diffidenze ed incredulità, freddezze ed assenteismi, decisi a celebrare la Festa dei Cornuti, collocata l’undici novembre, in onore di S.Martino, noto protettore dei portatori d’aculei.

Andò tutto per il meglio. Sfilando coraggiosamente in processione per le strade del paese, con mastodontiche corna sulla testa, in una sorta di “autoflagellazione collettiva”.

 “Furono premiati da applausi e da lodi esterne, ma anche dalla soddisfazione intima che la coscienza del bene regala agli uomini di buona volontà”- racconta Pasquale Petrazzuoli, segretario dell’Associazione Cornuti Ruvianesi.

E fu sull’eco del successo della festa, che l’anno dopo i cornuti organizzati, diventati per l’occasione una ventina, tornarono all’assalto. Decisi a dare soluzione di continuità alla tradizionale festa. La fine dell’estate di quell’anno fu il preludio alla nascita di un’associazione. L’ACR: Associazione Cornuti Ruvianesi. Sodalizio presieduto da Paolo Nicolella, che conta centinaia di soci anche oltre oceano.

Associazione cresciuta negli anni, per l’arrivo di nuovi adepti, ogni anno in fila chi per cominciare il noviziato, chi per ricevere il “battesimo” e la conseguente patente di becco.

GRANDE IRONIA

Cornuto è bello. I duemila abitanti del paesino(invaso da circa 2000 curiosi) casertano sono orgogliosi di esserlo- e l’undici novembre di ogni anno si ritrovano, provenienti dall’intera penisola (qualcuno anche dall’America) – per festeggiare il loro patrono, sfilando in processione, con gioia e “speranza”- con tanto di stendardo, santo, monaco, chierichetto e presidente – tutti in costume tipico, accompagnati dalla banda per cantare il caratteristico inno dei cornuti: processione che si conclude con  l’incendio del fantoccio di pezza, naturalmente munito di grossi aculei.  Uniti dalle armi portate sulla testa, “mimetizzati” per gioco- con buona dose d’ironia. “Terapia” per allontanare lo spettro di “pesi” veri sulla fronte- per dribblare ed esorcizzare l’incombente pericolo: l’anamnesi di qualche “antropologo”del luogo.

In passerella becchi di tutti i tipi- con corna lunghissime, personalizzate, tecnologiche.

LA PROCESSIONE

Goliardia, ironia, folklore- per valorizzare il “prodotto tipico ruvianese. Le corna

Processione, inno, battesimo nuovi adepti, discorso del Presidente dell’Associazione, che ha elencato anche quest’anno  le dieci buone regole del cornuto doc.

““E’ un momento di allegoria, ironia, spensieratezza e puro divertimento- racconta-il presidente Nicolella. La nostra associazione- dice sorridendo- è nata con lo scopo di far valere i propri diritti, per alleviare le sofferenze delle persone colpite dalla sindrome dei bernoccoli, per aiutarle in modo corretto sul piano neuro-riabilitativo, tramite un sereno confronto con le altre vittime”.

CORNUTI FENOMENO ANTROPOLOGICO FINITI IN DUE UNIVERSITA’ ITALIANE e ALL’ESTERO

Ruviano, patria dei cornuti, che sorprendentemente sono saliti in cattedra(almeno in due università italiane, in un convegno a Berlino, ed in volumi universitari. A quando la festa nazionale?

Festa terapizzante per milioni d’italiani spesso alle prese con il fastidiosissimo peso sulla testa: un buon metodo per alleviare il doloroso carico pendente!

Giuseppe Sangiovanni

La professoressa Rita Giuliani dell’Università La Sapienza  ne  ha parlato pure  in un convegno a Berlino

LA FESTA DEI CORNUTI DI RUVIANO  SBARCA NEL MONDO

Il tradizionale evento  finito  in due volumi dell’Università di Padova e in Russia

Ruviano, il paese dei cornuti finisce nel mirino dell’Università’ La Sapienza di Roma. E non solo. Un fenomeno  sottovalutato  nella città della Reggia, diventato oggetto di ricerca e studio da parte della professoressa Rita Giuliani, titolare della II Cattedra di Lingua e Letteratura russa, presso l’importante polo universitario romano. Non uno dei tanti docenti universitari italiani, ma una figura di grande spessore: membro della redazione della rivista internazionale di studi russistici e rappresentante in Italia di “Vsemirnoe” slovo”, edizione russa di “Lettre Internationale”. Membro della “Società Teatrale M. Bulgakov” di San Pietroburgo. Coordina il Dottorato di ricerca in Slavistica. Frenetica l’attività di ricerca, che ha prodotto più di quaranta pubblicazioni, privilegiati i seguenti temi: L’opera letteraria di L.Andreev e M. Bulgarkov, scrittori russi del 900(Leonid Andreev, 1977; Michail Bulgarkov, 1981; L’opera postuma di Ribellino(è stata allieva), di cui ha pubblicato saggi inediti di letteratura russa)L’arte della fuga, 1987; Per Anna Karenina, 1995. Da tempo si occupa di letteratura italiana nell’opera di autori russi(della Roma dell’800)- dedicando all’argomento i volumi Vittoria Caldani Lapcìenko: “La fanciulla di Albano”, nell’arte nell’estetica e nella letteratura russa(1995), la miscellanea internazionale di studi Obraz Rimav Russkoi literature(l’immagine di Roma nella letteratura russa)Roma-Samara 2001 e la monografia la  “meravigliosa” Roma di Gogol(2002).  Questa in sintesi Rita Giuliani,  monumento della cultura mondiale, che ha scritto al giornalista freelance  Giuseppe Sangiovanni, autore di diversi articoli sui cornuti di Ruviano: “ Egregio dottor Sangiovanni, insegno Letteratura russa alla “Sapienza” di Roma e sto pubblicando un articolo sulla descrizione di una “festa dei cornuti” fatta da un  grande scrittore russo dell’inizio del 900: Leonid Andreev.  Nell’articolo cito  abbondantemente il Suo articolo del 2003 sulla festa dei cornuti  a  Ruviano.  Ne ho anche parlato a un convegno a Berlino nel luglio 2005- e in quella sede ho proiettato le immagini  di commento al Suo testo.  Siccome sto pubblicando l’articolo in un volume dell’università di Padova, vorrei sapere da Lei, detentore del copyright, se potesse autorizzarmi a pubblicare  news e foto tratte  dal Suo articolo. Siccome i miei lavori vengono sistematicamente saccheggiati o scopiazzati senza indicazione delle fonti, io detesto fare altrettanto. Spero l’anno prossimo  di riuscire a venire a Ruviano per l’11 novembre, credo che ne valga la pena. Cordialmente- Rita Giuliani.E di recente, la docente della Sapienza ha scritto nuovamente a Sangiovanni : “ Nell’approssimarsi della Festa(n.d.r.dei cornuti di Ruviano), mi è gradito confermarVi che il testo dell’intervento è stato pubblicato, con tanto di foto (per le quali avevo chiesto e ottenuto l’autorizzazione dall’autore dell’articolo che citavo) in una miscellanea dell’Università di Padova e, questa non ve l’aspettavate!, anche in russo in un volume uscito nel 2006 ad Orel (Federazione russa). Un motivo di orgoglio in più per i festeggiati, per definizione “cornuti e contenti”!

                    Cordialmente

                                  Rita Giuliani

 (Reportage e foto a cura del giornalista Giuseppe Sangiovanni)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”