Lino Martone1Vairano Scalo(Ce)- L’importante occasione culturale, ma anche di incontro e riflessione, di sabato presso l’auditorium di Vairano Scalo, richiede una dovuta replica di analisi e giudizio che, purtroppo, è sfuggito a gran parte della stampa e non solo.
Innanzitutto va sottolineato che il convegno, affollatissimo e dove si faceva difficoltà ad entrare, anche per la grande presenza degli studenti del polo scolastico di Vairano Scalo(il che costituisce la prima attenzione da riservare, poiché un polo scolastico deve evolversi anche in polo culturale, con i dovuti futuri rapporti con l’Università,sia Caserta che Cassino), non è stato il solito rito celebrativo dell’Unità con le solite sfilate e le fanfare, con la sott’intesa polemica con Teano, ma una messa a punto dopo il 150° con il titolo “LA RISCOPERTA DELLA PATRIA”. Titolo del libro di Paolo Peluffo con la prefazione di Giuliano Amato.
Secondo, certo l’Amministrazione Comunale è stata presente con convinta partecipazione e personalmente, con piacere, sono stato al tavolo insieme a gran parte dei consiglieri di maggioranza; ma questa importante iniziativa ha avuto come protagonisti assoluti come Cerbo,Vollucci e Di Salvo, a nome della sezione locale dell’Istituto internazionale di studi Giuseppe Garibaldi e d’intesa con la presidenza nazionale. Condizione che non può non farci osservare i ritardi sulla vicenda Taverna Catena, per non averne fatto una scelta pregiudiziale e assoluta da parte di tutte le A.C. che si sono succedute negli ultimi 20 anni.
Per il merito poi va sottolineato che il presidente della Regione Campania, on.Stefano Caldoro(non il presidente di un’associazione ma il governatore della nostra Regione), con parole semplici ed efficaci ha detto: “vogliamo chiudere finalmente questi 17 anni di cause amministrative e penali, nei confronti degli abusi edilizi commessi dai proprietari della Taverna e portarla alla funzione pubblica quale è destinata?”…”Il primo atto assunto dalla Giunta Regionale all’insediamento del 2010, è stato quello di richiamare l’Amministrazione di Vairano a ottemperare quanto deciso definitivamente dal TAR, ossia togliere la parte abusiva e procedere secondo Legge”. Parole nette che non lasciano ombra di dubbio; pronunciate volgendo lo sguardo al moderatore sen. Carlo Sarro, che è stato poi il legale che per conto del comune ha raggiunto tale risultato. Sarebbe utile far conoscere questo lapidario pronunciamento del presidente della Regione al TAR Campania, dove ancora una volta, cocciutamente, i proprietari eredi Tizzano si sono rivolti per cercare di contestare la diffida inviata dall’ufficio tecnico che gli ha notificato la mancata esecuzione dell’Ordinanza di ripristino, al fine di procedere all’acquisizione al patrimonio comunale ai sensi di Legge; decisione già deliberata dal Consiglio su proposta dei consiglieri del gruppo Torre.
In particolare e in assoluto va poi semplicemente sottolineato che il protagonista centrale di tutta l’iniziativa è stato l’autore del libro, Paolo Peluffo. Non si tratta di uno scrittore, forse qualcuno ancora non l’ha capito, ma del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo italiano, nonché consigliere nazionale della Corte dei Conti. Il sottosegretario Peluffo è stato ancora più lapidario di Caldoro. E’ partito da un presupposto di fondo, il Sud ha dato il suo insostituibile all’Unità,prima e durante la spedizione dei Mille e Garibaldi, davanti a questo monumento di Taverna della Catena, pur cosciente dei limiti rispetto agli obiettivi del Risorgimento, ha rinunciato ad andare avanti perché, in quel momento del 26 ottobre 1860, ha privilegiato la priorità della ricostituzione della Nazione Italia. Il Sud ha dato il suo insostituibile contributo proprio in queste Terre, non sol con la Taverna ma con i morti sul Volturno. Occorre recuperare un grande ritardo allora, recuperando i luoghi di questa memoria e Taverna Catena, luogo pubblico di Stato, deve diventare la sede per ricordare il protagonismo e il contributo del Mezzogiorno alla rinascita della Nazione e Stato Italia. Una centrale impostazione che non contraddice, io aggiungo, quanto fu già sintetizzato nell’altro importante convegno del 1982, quando fu sottolineato che l’insistenza e la denominazione Teano era funzionale solo a una narrazione agiografica, da parte dei Sabaudi, dell’Incontro, mentre Taverna Catena rappresenta la concreta verità dei fatti, cosa ribadita dallo stesso Giuliano Amato. E’ così allora che Peluffo, in conclusione, ha invitato l’A.C. ha formulare la giusta proposta di quale destinazione del monumento Taverna e procedere fino in fondo; per parte sua farà ogni sforzo a sostegno, compreso quello di recepire le risorse necessarie.
In conclusione, se ancora non si è capito, Sabato si è andato assai oltre la sistemazione storica della TRECCANI e le solite stupide schermaglie per accaparrarsi la primogenitura per aver provocato tale definizione in una prestigiosa enciclopedia; si è andata alla definitiva decisione Istituzionale in adempimento del Decreto di Stato del 1967. Ma c’è anche qualcosa di più, che non può sfuggie, con la giornata di sabato si riapre l’impegno per un ruolo strategico di Vairano di unione dell’Alto Casertano, di congiunzione Napoli-Roma, Tirreno-Adriatico e di incontro per tutto il Mezzogiorno; il luogo della Questione Meridionale.

Lunedi 14 gennaio 2013
Il capogruppo Lino Martone

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”