tanzanellaCAMBIARE SI PUO’, MA A CASERTA NON SI VUOLE ( lettera di Sergio Tanzarella) CAMBIARE SI PUÒ, MA PURTROPPO CAMBIARE NON SI VUOLE

Care Amiche e Amici di Speranza Provinciale,
dopo la nostra assemblea del 2 gennaio nella quale avevamo scelto di essere presenti nel movimento “Cambiare si può” e nella quale avevate chiesto a me di rendermi disponibile per una candidatura e dopo che l’assemblea provinciale del 9 aveva stabilito la proposta di candidatura per me e per Enzo Cenname (che aveva poi declinato l’invito per gli impegni amministrativi in quanto sindaco di Camigliano) sono accadute alcune cose di cui è necessario siate informati.
1. Che la candidatura potesse essere inserita come capolista o almeno in posizione utile o quasi utile, come da nostra giusta e motivata richiesta, era secondo me altamente improbabile, anzi lo ribadisco con chiarezza impossibile. La davo come uno su un milione di possibilità conoscendo precedenti, meccanismi e soprattutto le logiche dei partiti e le tristi figure che li rappresentano. E tuttavia essendo il nostro Movimento l’unica realtà civica esistente in Campania, autonoma dai partiti e presente nelle amministrazioni locali era evidente che in una lista che nasceva inizialmente per valorizzare le esperienze locali noi si avesse il dovere di esserci e diritto almeno di chiedere il primo posto.
2. Tuttavia ho giudicato giusto per il Movimento non tirarsi indietro e verificare fino in fondo senza lasciare nulla di intentato nonostante le molte perplessità e la quasi certezza. Nessuno avrebbe potuto così dirci: “siete voi che vi siete chiamati fuori, siete i soliti separatisti…”. Infine era evidente per me che non potevamo per le mie o le nostre perplessità lasciare sguarnita la nostra provincia ancora in mano ai Cosentino o alla signorina Picierno, al vinaio Caputo e al principe ereditario Zinzi. Devo anche dirvi che ho dovuto forzarmi non poco per dare questa disponibilità poiché, parafrasando Erasmo da Rotterdam, “Dolce è il Parlamento per chi non l’ha provato”. Non è dolce per chi l’ha provato, credetemi, lavorandoci e non utilizzandolo come villeggiatura. Non è dolce per la quantità di lavoro e soprattutto per l’alluvione di dolore e di sofferenza che vi arriva chiedendo di essere ascoltata e di ottenere giustizia. Un peso grave sulla coscienza, ovviamente per chi l’ha e per chi l’ascolta.
3. Come avete seguito attorno al mio nome che, voglio precisarlo con chiarezza, significa “attorno al nostro Movimento” sono arrivate segnalazioni di sostegno di personalità moralmente e intellettualmente autorevoli sia del mondo religioso sia del mondo civile.
4. Tutto questo è stato totalmente inutile avendo di fatto già deciso ogni cosa a livello napoletano da parte dei “padroni della lista” (De Magistris, Sodano e i vari partitini).
5. Il risultato finale è stata una telefonata di tale Tommaso Sodano (vice sindaco di Napoli e incaricato di trattare-decidere la Campania) che nel pomeriggio del 14 chiedeva la disponibilità per il 4° posto Camera Campania 2 e che si impegnava a ritelefonare il giorno dopo. Io ho sostenuto che qualsiasi decisione sarebbe stata presa dal Movimento anche attraverso una rapida consultazione. Preciso che il 4° posto significava la non elezione sicura essendo al massimo eleggibili 2 deputati (nel migliore dei casi), ma equivaleva al 3° posto essendo Ingroia capolista in tutte le circoscrizioni. Nessuna possibilità di conoscere con sicurezza chi mi avrebbe preceduto. Ho comunque pensato che se fossi stato preceduto da Parri, Pertini, Dossetti, Sciascia, La Pira, Anselmi ecc. anche l’ultimo posto poteva andar bene. In ogni caso anche il 4° posto mi appariva qualcosa da non accettare.
6. Nella serata l’agenzia Adista di Roma ripresa poi da La Stampa, da Il Manifesto e da molti siti faceva circolare l’appello di preti, religiosi e religiose a sostegno almeno del 3° posto.
7. Nel pomeriggio di oggi il tale Sodano ritelefonava offrendo l’inserimento nella “seconda terzina di lista” (citazione testuale). Ma la posizione nella terzina era diventata il 6° posto! Quindi un progresso dal giorno prima dal 4° al 6°. Alternativa era “una posizione di prestigio come il 7° posto al Senato” (citazione testuale). A questo punto la conversazione non aveva più motivo di continuare ed una annunciata telefonata lasciava prevedere il certo passaggio alla “terza terzina” e ad altre “posizioni di prestigio”.
8. Le assemblee provinciali di “Cambiare si può” in tutta Italia hanno mostrato di essere state totalmente inutili, perché hanno proposto dei nomi che, per quello che si sente nelle anticipazioni di lista, non sono stati di fatto accolti se non in posizioni di non eleggibilità.
9. Voglio chiarire ai meno esperti che una candidatura in posizione di non eleggibilità, definita usualmente di servizio, serve a chi si presta a questo gioco per ottenere benefici futuri (altre candidature, posti e posticini in enti, commissioni, consorzi ecc., visibilità, carriera nel partito, incarichi professionali). Tutte cose che non interessano né me, né penso voi.
10. Dunque alla luce di queste poetiche proposte la nostra idea e pretesa di “capolista” non aveva nessuna possibilità, ma è stata una provocazione certo salutare per tutti e che spero abbia aiutato ad aprire gli occhi anche ai meno smaliziati.
11. Devo anche precisare, dal momento che sono circolate voci televisive totalmente false, che invitato ad una trasmissione televisiva per lo scorso venerdì ho dovuto declinare l’invito semplicemente perché da molti anni il venerdì è il giorno che trascorro a Roma a lavoro. Dunque ero a Roma a lavorare e non a questuare posti e candidature.
12. Per me l’esperienza di “Cambiare si può” finisce qui, gli ideatori di Alba avevano avviato un processo interessante e lodevole peccato sia finito nelle mani sbagliate. Con loro, se si riorganizzeranno, sarà possibile una collaborazione altrimenti dovremmo rassegnarci a continuare per un altro pezzo di strada a camminare da soli con le nostre forze senza attenderci aiuti o solidarietà da altri. I Partiti hanno dimostrato ancora una volta di non essere emendabili e di raccogliere a loro interno il peggio della nostra società. Almeno per me vale quanto dissi per le elezioni del 2008: “dobbiamo cuocerci da soli il pane della democrazia”. Di fare il portatore di acqua per chi l’acqua la spreca non mi và. L’elezione amministrativa di Caserta dimostra la bontà della nostra idea e proposta.
13. Vorrei che sappiate che nel limite dell’onesto è stato fatto tutto il possibile per sostenere la nostra idea e resto debitore con diversi che hanno sostenuto così apertamente il progetto e che mi hanno in vario modo dimostrato stima. Dell’odio e del rancore mostratomi da altri, pochi e sempre gli stessi nomi, non tengo conto perché non mi fermo a raccogliere i sassi lanciati dall’invidia e dalla calunnia.
14. Per gli amici di Caserta informo che parto oggi pomeriggio per Andria per presentare con suor Rita il nostro libretto e quindi sarò assente all’Assemblea.
Non perdetevi di animo, continuiamo nel limite del possibile il nostro impegno di quasi ultimi difensori delle nostre terre.

16 gennaio 2013 Sergio Tanzarella

Pubblicato da red. pov. “Alto Casertano-Matesino & d”