giorgio-napolitano-e parisellaROMA- Il 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE E DELLA RESISTENZA ITALIANA presso Il MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE in VIA TASSO: LUOGO SIMBOLO DELLA MEMORIA E DELLA RESISTENZA ITALIANA. Il 25 APRILE IN VIA TASSO QUINDI ALLA PRESENZA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO, del  Senatore Grasso, del premier Monti, del sindaco di Roma Gianni Alemanno, del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del Senatore Giuliano Amato e del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo, E’ AVVENUTA L’ INAUGURAZIONE del NUOVO ALLESTIMENTO DEL MUSEO napoolitano al museo della liberazioneSTORICO DELLA LIBERAZIONE. L’inaugurazione ha segnato l’inizio delle iniziative del Museo per il triennio 2013-2015 in cui sarà ricordato il 70° anniversario di quegli anni cruciali, nei quali – con la lotta al nazifascismo e all’occupazione dell’Italia – venne aperto il processo di eventi che portò “dallo Stato monarchico e fascista alla Repubblica democratica”. A partire dall’ anno scolastico in corso 2012-2013 il Museo opera in collaborazione con il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca per il progetto “Resistenza e legalità democratica” che fa parte dei “Percorsi nazionali di cittadinanza”. L’esperienza fatta ogni anno con migliaia di giovani delle scuole, italiani e non, ha consigliato un’ integrazione secondo i progressi della antonio parisella e napolitano museoricerca storica e un aggiornamento dell’allestimento museale e una sistemazione dei locali in linea con le esigenze più attuali di comunicazione. La risistemazione è stata resa pertanto possibile dal generoso sostegno del Ministero dell’  Istruzione, Università e Ricerca con l’assistenza tecnica e scientifica del Ministero per i beni e le attività culturali (in particolare con il consiglio della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici della Città di Roma), oltre che dello staff del Museo. Al progetto “Roma prigioniera 1943-1944”, che segue lo svolgersi degli eventi dal luglio 1943 al giugno 1944, hanno lavorato gli architetti Benedetta Alberti e Alessandro Miele, con la supervisione scientifica del prof. Antonio Parisella, presidente del Museo.   Presenti inoltre anche i responsabili dell’ANPI ROMA- Lazio, che hanno partecipato alla cerimonia del 25 Aprile. Il Museo nell’arco dell’intera giornata è stato preso d’assalto da visitatori e scolaresche provenienti da tutt’ Italia. In occasione di questa celebrazione, e dell’inaugurazione del nuovo allestimento, ci piace ricordare un’importante notizia che riguarda  la nostra terra a significare che dalle nostre parti  non é tutto “Gomorra e rifiuti”, ma c’è gente che si impegna seriamente per la rinascita ed il riscatto della nostra Terra. Proprio in vista delle celebrazioni della scorsa giornata della Shoah, alcuni mesi fa,  il Museo con il Presidente Antonio Parisella, per l’impegno encomiabile svolto durante il corso degli anni nel mantenere viva la memoria e la storia della resistenza Italiana,  l’ incessante impegno a favore della Pace, della nonviolenza e dei Diritti umani furono insigniti del  prestigioso Premio per la Pace e i Diritti Umani ed.ne 2013, consegnato dalle mani dell’ organismo promotore con sede nella nostra provincia di Caserta. Il Premio fu patrocinato dalla Provincia di Caserta e dalla Regione Campania. Il dott. Parisella é stato premiato per il suo enorme ed incessante impegno a favore della Pace, della nonviolenza, dei Diritti umani. Dopo la consegna del Premio, il dott. Parisella ha ricevuto inoltre sempre dallo stesso organismo promotore, il titolo di “Ambasciatore per la Pace e i Diritti Umani del III Millennio”, con la motivazione di: “sostenere e rappresentare ovunque la benemerita Associazione di Pace” promotrice del premio. Il presidente Antonio Parisella nel ricevere tale riconoscimento con profonda emozione esclamò queste parole: “Il premio ricevuto in questo giorno particolare è particolarmente significativo perché il Movimento promotore della Provincia di Caserta, raccoglie persone e organismi impegnati non soltanto in generiche azioni di promozione culturale, ma da chi quotidianamente opera per 365 giorni l’anno (366) contro la camorra, le ecomafie, la tratta degli immigrati, l’emarginazione e il lavoro nero, la violenza contro donne e minori, le offese contro la persona umana in qualsiasi modo perpetrate, e si batte per seminare una cultura fondata sulla Pace, la nonviolenza, i diritti umani e la difesa ambientale. Ecco perché desidero ringraziare tutti voi con grande affetto e riconoscenza”.  In segno di ringraziamento per il riconoscimento ricevuto, a nome del Museo stesso, al termine della consegna del premio, il presidente Parisella ha voluto fare dono alla presidente Agnese Ginocchio e ai rappresentanti del Movimento per la Pace della provincia di Caserta, di un particolarissimo “Segno di Pace” ricevuto a sua volta nell’ anno 2010 in una manifestazione durante la quale fu premiato Lui quale Presidente del Museo insieme al Presidente della Repubblica Napolitano, si tratta della “Roccia della Pace” sulla quale é stato scolpito lo stemma della Città di Cervara (Roma), dove appunto si era svolta la manifestazione, ed il volto di S. Benedetto abate, icona della Pace per eccellenza.

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Roma- Olocausto Shoah: Al Museo nazionale storico della Liberazione Consegnato il Premio per la Pace e i Diritti Umani

Nel prossimo settembre ricorreranno i 70 anni dall’apertura  del Museo in Via Tasso 145 e 155 del famigerato comando nazista di polizia e del carcere annesso. Invece il Museo vi fu inaugurato dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il 4 giugno 1955 e poi riconosciuto come ente pubblico con la legge 17 aprile 1957 n. 277 ed “ha per fine di assicurare al patrimonio storico nazionale la più completa ed ordinata documentazione degli eventi storici nei quali si concentrò e si svolse la lotta per la liberazione di Roma durante il periodo 8 settembre 1943–4 giugno 1944. / Per realizzare tale fine il Museo cura la raccolta, la conservazione e l’ordinamento di cimeli, documenti e quanto altro valga a dare testimonianza ed a diffondere la conoscenza di quel glorioso periodo”. Le celle di detenzione allora occupavano l’intero stabile ed ora sono conservate nella loro struttura come furono lasciate dai tedeschi in fuga in due dei cinque appartamenti destinati a museo.(Comunicato stampa da redazione prov.)

Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matgesino & d”

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