image008Avellino- La Tragedia del Bus Monteforte Irpino continua a destare sconcerto ed interesse da parte della comunità, ma soprattutto molti in queste ore si stanno domandando che cosa sia realmente accaduto e come mai le barriere di sicurezza non abbiano retto, ma al contrario abbiano permesso la tragica caduta del pullman nel precipizio  Ieri pubblicammo la lettera dei due ingegneri aerospaziali(leggi qui) nel frattempo la Procura di Avellino che sulla strage di Monteforte Irpino, costata la vita a 38 persone, sta cercando di dare una risposta attraverso una nuova perizia sull’automezzo precipitato domenica sera dal viadotto “Acqualonga” dell’autostrada A16 Napoli-Canosa. Sarà un nuovo collegio di consulenti che il capo degli inquirenti avellinesi, Rosario Cantelmo, si appresta a nominare con il compito di ricostruire nel dettaglio la “vita” dell’automezzo, in circolazione dal 1995 e reimmatricolato nel 2008.  Sono tre quindi gli indagati nell’inchiesta della Procura di Avellino per l’incidente di domenica sulla A16. Oltre a Gennaro Lametta, titolare della ditta proprietaria del pullman e fratello del conducente Ciro, deceduto nello schianto, altre due persone sono state iscritte nel registro degli indagati: apparterrebbero alla Società Autostrade. Le indagini, coordinate dal procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, sono concentrate anche sulle condizioni della barriera New Jersey di cemento che non ha retto all’impatto con il pullman. Le ipotesi di reato per le quali procede la Procura sono di concorso in omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Alcune considerazioni tecniche in merito alla barriera New Jersey ci pervengono anche da un nostro lettore, il sign. Teresio Zublena,  che in merito alle analisi dei 2 ingegneri aerospaziali Mauro Corsanici e Marco Zaccariello, che con dovuta perizia e cautela, enfatizzano la caratteristica della barriera e la relativa manutenzione, intende soffermarsi su alcune considerazioni in merito all’accaduto, che riportiamo di seguito. “Se non è stato spostato il cartello km 32+VIII -riferisce Zublena- dovrebbe essere image002proprio il luogo esatto della tragedia. Con le foto che unisco ( si precisa che le immagini sono state reperite da “Google Street View”- ragion per cui non si conosce la data delle stesse ), sono evidenziate alcune anomalie,  e tantomeno se i problemi evidenti siano poi stati successivamente risolti. Ed anche non è dato conoscere – continua nella spiegazione Zublena – se, i difetti visibili, ovvero l’ elevato spazio tra i moduli (manca l’incastro dei blocchi in cls), la mancanza di image004accoppiamenti alla base, la mancanza di accoppiamento in alto e la NON visibilità del 2° bullone dx a terra, possano aver reso « meno » performante la barriera”. Grazie per l’ ospitalità offerta dal vostro portale e l’attenzione mostrata”. Il sign. Zublena chiede un parere dei 2 ingegneri in merito image006all’ accaduto. Speriamo che si possa far luce quanto prima su una tragedia che ha colpito l’intera comunità campana che è costata la vita a 38 persone. La redazione del nostro portale desidera far pervenire a tutte le famiglie delle vittime e ai superstiti dell’incidente stradale, profonda  vicinanza e cordoglio per la perdita dei loro cari.(Articolo a cura della redazione cronaca regionale del portale  )

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Tragedia Bus Monteforte Irpino: alcune domande ad AUTOSTRADE PER L’ITALIA S.P.A. da oarte di 2 ingegneri aerospaziali

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”