Egitto, strage di pro-Morsi. Assalto alle chiese. Si dimette El Baradei. Stato d’emergenza e coprifuoco.

ROMA – Scontri e sangue in Egitto, dove è stato dichiarato lo stato d’emergenza in tutto il Paese per almeno un mese e il coprifuoco dalle 21 alle sei del mattino. Oltre 200 i morti negli scontri. Leader dei Fratelli Musulmani arrestati, due reporter uccisi e almeno 43 vittime tra i poliziotti, ha riferito il ministro dell’Interno egiziano. Il vice presidente ad interim El Baradei si è dimesso.

Segni di torture sui cadaveri. Ventotto cadaveri con evidenti segni di torture sono stati trovati a Rabaa al-Adawya, la piazza simbolo della rivolta dei pro-Morsi al Cairo, sgomberata con la forza dalla polizia e dall’esercito. Lo riferisce un corrispondente di Al Arabiya in un twitter riportato dall’emittente panaraba

Assalto alle chiese. In serata i Fratelli musulmani hanno iniziato ad assaltare le chiese e ne hanno attaccate già 22, per lo più copte, ma anche 7 cattoliche, fra cui un monastero e un ospedale di suore. Non ci sono morti ma ci sono feriti e «la situazione per i cristiani è gravissima». A lanciare un ulteriore allarme nella già difficilissima situazione dell’Egitto di queste ore è padre Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica nel Paese che descrive l’angoscia e la preoccupazione della comunità cristiana formata da circa 13 milioni di copti, 300mila cattolici e 250mila protestanti: «Siamo sotto l’attacco dei Fratelli musulmani», dice senza mezzi termini, «lo stesso papa copto Tawadros II è rinchiuso in un monastero per paura di essere assassinato». «I Fratelli musulmani – aggiunge – sono scesi in strada con molotov e armi e tutti noi siamo in pericolo».

Bagno di sangue. Quello che tutti temevano è accaduto: la polizia egiziana ha cominciato stamani a disperdere con la forza i presidi al Cairo dei sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi e la situazione è degenerata in un bagno di sangue. Le stime sulle vittime variano a seconda delle fonti ma sarebbero oltre 100. Centiniaia, forse migliaia i feriti. La Banca Centrale egiziana ha annunciato la sospensione di tutte le operazioni bancarie a partire da domani, secondo quanto scrive Bloomberg. Secondo fonti locali le operazioni di Borsa riprenderanno all’inizio della prossima settimana.

La reazione degli Usa. Gli Stati Uniti si oppongono in modo fermo alla dichiarazione dello stato d’emergenza stabilita dai militari in Egitto. Lo rende noto la Casa Bianca chiedendo con fermezza che i leader dell’esercito egiziano rispettino i basilari diritti umani del loro popolo.

Il blitz dell’esercito. Le forze di sicurezza sono intervenute con i bulldozer per abbattere le tende allestite dai pro-Morsi in due punti della capitale e hanno fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Secondo alcune testimonianze le forze di sicurezza avrebbero anche aperto il fuoco contro i dimostranti. I manifestanti pro-Morsi nel tardo pomeriggio hanno cominciato a lasciare piazza Rabaa el Adaweiya, uno dei due principali luoghi della protesta dei Fratelli Musulmani. Secondo altre fonti contattate dall’ANSA, polizia e militari avrebbero sgomberato la piazza e avrebbero circondato l’ospedale da campo su uno dei lati, senza intervenire per farlo svuotare.

Il governo: usati solo lacrimogeni. Nelle operazioni per sgomberare dai manifestanti pro Morsi le piazze di El Nahda, vicino all’università del Cairo, e di Rabaa el Adawiya, nel quartiere di Nasr City, esercito e polizia hanno sparato solo gas lacrimogeni e nessun altro tipo di proiettile. Lo ha sostenuto stasera in conferenza stampa il ministro dell’interno, Ibrahim. Dalla piazza sarebbero stati usati mitragliatori e fucili da caccia, secondo il ministro, che ha anche dato notizia dell’ arresto di sei cecchini, che sparavano da tetti contro le forze di sicurezza.

«Usati gas letali». «Sono stati attaccati dalle forze dell’ordine che hanno invaso le due piazze anche con gas letali, uccidendo bambini, donne e anziani», ha denunciato il vicepresidente della comunità islamica di Puglia, Sharif Lorenzini, in vacanza ad Alessandria d’Egitto con la sua famiglia, contattato telefonicamente dall’Ansa. Lorenzini segue ciò che sta avvenendo al Cairo attraverso i filmati trasmessi in diretta dal canale egiziano di Al Jazira e, via satellite, dalle telecamere collocate dai manifestanti.

Attacco a una stazione di polizia. Sostenitori di Morsi hanno attaccato una stazione di polizia al Cairo, uccidendo a colpi d’arma da fuoco almeno quattro agenti: è quanto afferma la tv di stato egiziana.

Biblioteca di Alessandria sotto attacco. Uomini armati hanno attaccato la biblioteca di Alessandria d’Egitto, sulla costa nord. Lo rende nota la tv statale Nile Tv senza dare maggiori dettagli. Sono almeno 10 i morti negli scontri ad Alessandria d’Egitto tra polizia e sostenitori del deposto ex presidente Morsi, secondo fonti del ministero della Sanità egiziano.

Ministero Interno: arrestati 540 sostenitori di Morsi. Il ministero dell’interno egiziano ha reso noto di aver arrestato più di 540 «facinorosi», una parte dei quali era in possesso di armi bianche, mitragliatori e munizioni. In un comunicato il ministero fa sapere di contrastare gruppi di ‘terroristi’ in tutti i governatorati del Paese, «con attenzione per evitare spargimenti di sangue». secondo l’agenzia Mena, nel Fayoum, 120 km a sud-est del Cairo, gli scontri avrebbero provocato 17 morti. Altri scontri vengono segnalati in molte altre zone dal Paese.

Arrestato el Beltagy. Secondo fonti ufficiali sono stati arrestati in tutto otto dirigenti della Fratellanza musulmana, tra cui Mohamed El Beltagui, segretario generale di Giustizia e Libertà dei Fratelli Musulmani; i dirigenti Essasm El Erian e Safwat Hegazy; il portavoce Ahmed Aref. Il ministero dell’Interno riferisce di 200 arresti tra i sostenitori pro-Morsi, secondo Al Jazeera. Dopo l’assalto delle forze di sicurezza, durato circa tre ore, sostenitori pro-Morsi hanno dato vita a manifestazioni al Cairo e in altre città del paese tra cui Alessandria, Suez e Assiut, secondo Al Jazeera. Il governo egiziano ha bloccato la circolazione dei treni per contenere i movimenti di protesta al di fuori dalla capitale.

Le stime delle vittime. I Fratelli Musulmani parlano di oltre 300 morti e 8.000 feriti. L’emittente panaraba Al Jazeera invece riferisce di 40 morti. Testimoni e medici parlano di 163 persone uccise e di migliaia di feriti. Per il ministero della Salute egiziano il bilancio è di278 vittime, di cui 43 poliziotti. Oltre 1.400 i feriti. Elencando nel dettaglio, il portavoce del ministero della salute, Mohamed Fathallah, ha spiegato che i 278 morti in tutto l’Egitto sono per la maggioranza civili e che al Cairo 61 persone sono morte nel presidio dei manifestanti in piazza Rabaa al-Adawiya e 21 in quello di piazza Al-Nadha.

Uccisi due reporter. Un cameraman di Skynews Mick Deane è rimasto ucciso durante gli scontri al Cairo. Lo riferisce l’emittente precisando che il resto della troupe è incolume. Mick Deane aveva 61 anni e ha lavorato per Sky News, parte della piattaforma BSkyB, per 15 anni tra Washington e Gerusalemme. È sposato e padre di due figli. «La perdita dell’amato collega è profondamente sentita a Sky News. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolte alla moglie e alla famiglia di Mick», ha dichiarato in un comunicato il capo di Sky news John Ryley. Una giovane reporter di Xpress, del gruppo emiratino Gulf news, Habiba Ahmed Abd Elaziz, 26 anni, è stata uccisa stamani al Cairo. Lo riferisce il sito di Gulf News, aggiungendo che secondo i familiari si trovava nella piazza pro-Morsi di Rabaa quando le hanno sparato. La cronista di origine egiziana era in vacanza nel suo Paese.

Uccise le figlie di due leader dei Fratelli. Asma El Beltagui figlia del segretario generale del partito Giustizia e libertà dei Fratelli musulmani, e Hasfa Shater, con suo marito, figlia del numero 2 della confraternita religiosa, Khairaht Shater, ora in prigione, sono state uccise negli scontri in piazza Rabaa el Adawiya. Lo riferiscono fonti dei Fratelli musulmani.

Qatar denuncia: uccisi manifestanti pacifici. Il Qatar, principale sostenitore dei Fratelli musulmani, «denuncia con forza il metodo usato contro i manifestanti pacifici che è costato la vita a certo numero di innocenti disarmati» al Cairo. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri qatarino.

Cecchini sparano sui manifestanti a Rabaa. Colpi di armi automatiche hanno preso di mira i manifestanti pro-Morsi a Rabaa, apparentemente sparati da cecchini nascosti nei palazzi residenziali attorno alla piazza. Lo ha constatato l’Afp sul posto. Dalla piazza, alcuni uomini hanno risposto armati di fucili d’assalto, accreditando in parte la tesi del governo che accusava i «terroristi» pro-Morsi di nascondere armi nei presidi di Rabaa e Nahda.

Stato d’emergenza e coprifuoco. Il coprifuoco (solo per oggi dalle 21 e poi dalle 19 alle 6 del mattino) sarà applicato in undici governatorati egiziani: Cairo, Giza, Alessandria, Suez, Behera, Beni Suef, Qena, Assyut, Sohag (questi ultimi quattro nel sud), Nord Sinai e Sud Sinai. Lo ha precisato la tv di stato. Il sito online di Al Ahram ha aggiunto che il coprifuoco durerà per tutto il mese dello stato di emergenza proclamato oggi dal consiglio dei ministri. I governatorati indicati, specie quelli del sud, sono quelli nei quali la Fratellanza Musulmana è particolarmente presente e attiva.

Farnesina: restare nei resort. La Farnesina invita gli italiani a non fare viaggi in Egitto con «destinazioni diverse dai resort in Mar Rosso (Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Berenice, Hurghada) e nella costa nord (Marsa Matrouh, El Alamein)», dove per ora non ci sono elementi di criticità. Lo si legge nell’aggiornamento ViaggiareSicuri che sconsiglia ‘fortemente’ anche le escursioni. Lo Stato di emergenza ed il coprifuoco deciso in Egitto dopo i violenti scontri di oggi «potrebbero creare disagi» anche «nelle istallazioni turistiche», sottolinea inoltre.(Fonte: IL MESSAGGERO)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”